A Casuzze la cultura del Tamburello: storia di uno sport rinascimentale

Sostanzialmente sconosciuto in larghe regioni d’Italia ed invece autentica religione in pochi, storici feudi, il tamburello è uno sport di squadra antichissimo, praticato addirittura dai Romani, tant’è che ne parla già Giulio Cesare nel De bello Gallico. E’ il probabile antenato di tutti gli sport di racchetta e vanta infinite varianti, sia come numero di giocatori che come terreni di gioco.  Ma andiamo con ordine: il tamburello “classico” prende il nome dall’attrezzo che si utilizza per colpire la palla: un cerchio di plastica di 26-28 cm di diametro, rivestito da una tela di diversa tensione a seconda del ruolo in campo. Le squadre sono composte da 5 giocatori ciascuna: battitore, spalla o rimettitore, due terzini e mezzovolo, il giocatore perno della squadra. Disposti su un campo di 80×20 metri, diviso da una semplice linea, i giocatori devono conquistare il punto facendo rimbalzare la palla due volte nel terreno avversario. Similmente al tennis, i punti si contano con la successione 0-15-30-40-gioco. La partita è vinta da chi raggiunge per primo i 13 giochi. Casuzze una località marittima della provincia di Ragusa,  luogo incantevole, spiagge paradisiache, e proprio in quelle spiagge, si vive la cultura del Tamburello: ad ogni centinaio di metri, gli abitanti del luogo hanno creato un campo da gioco, dove ad  ogni ora del giorno fino a tarda sera, piccoli fanciulli, giovani ragazzi , adulti, ed anziani, si appassionano con grande entusiasmo a questa disciplina. Questo sport è nato in epoca tardo-medievale, quando molto spesso si giocava nelle piazze sui fianchi dei bastioni: ciò rendeva ogni campo unico per caratteristiche, e di conseguenza ogni partita molto più avvincente. L’appuntamento per scoprire questa disciplina è nel piccolo Principato di Casuzze, così lo chiamano gli abitanti innamorati del luogo, dove ogni week end organizzano campionati, all’insegna del divertimento. Straziati, stanchi non riescono ad abbandonare il campo, frotte di gente, ad ammirare i giocatori che con poco riescono ad entusiasmare gli spettatori.

1 commento

  1. Brava Eleonora :finalmente qualcuno che si occupa di una attività sportiva sana, spettacolare , che ha vissuto sulle nostre spiagge stagioni memorabili e di grande partecipazione. Spero che anche grazie al tuo contributo questo sport possa di nuovo essere abbreviato dai nostri giovani.

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