Catania, la festa di Sant’Agata, il (presunto) inchino al boss e la libertà di stampa

La stampa libera. Libera di raccontare, libera di far giornalismo di inchiesta, libera di pensare ad una terra migliore. Libera di sognare che la mafia possa essere lottata anche (e soprattutto) a “colpi di penna”.

Perché fa più male una penna di mille pallottole.

E’ così che, ancora una volta, in Sicilia la stampa viene “colpita” dalla querela (che ha tutto l’aspetto di essere intimidatoria) di chi non accetta il racconto, la voglia di contribuire alla verità.

Parliamo di due bravi Colleghi, di MeridioNews, Luisa Santangelo e Dario De Luca, che sono stati querelati per avere raccontato dell’insolita sosta della candelora dei fruttivendoli in via Torre del Vescovo, nei pressi dell’abitazione di un boss, durante le festività Agatine (LEGGI L’ARTICOLO).

I due Colleghi hanno realizzato una importante inchiesta giornalistica e, con la loro segnalazione, è partita un’indagine della magistratura per verificare i risvolti penali della vicenda.

L’articolo risale al 7 febbraio quando, De Luca e Santangelo, hanno raccontato (con attenzione e toni assolutamente pacati) di una “lunga sosta per il cereo votivo degli ortofrutticoli che giorno 4 si è ricongiunto agli altri solo a sera, in via Plebiscito. Dopo aver ballato in un luogo particolare: sotto i balconi della casa di Massimiliano Salvo, agli arresti domiciliari, ritenuto uno dei capi del clan Cappello della mafia etnea”.

Massimiliano Salvo
Massimiliano Salvo

Massimiliano Salvo,  classe 1982 ex sorvegliato speciale adesso agli arresti domiciliari, è accusato dai magistrati di fare parte del Clan Cappello ed anzi è ritenuto uno dei capi.

E il (presunto) boss  ha un pedigree non di poco conto, infatti è figlio dell’ergastolano Giuseppe, conosciuto con il diminutivo di Pippu u carruzzeri, e fratello del pluripregiudicato Giampiero, attualmente recluso e in attesa di giudizio perché sospettato di essere uno dei killer della strage di Catenanuova, piccolo paesino dell’Ennese macchiato dal sangue nel 2008.

Ma la questione non finisce qui. L’articolo dei Colleghi è scrupoloso nel racconto anche quando sottolinea aspetti che non possono essere di secondo piano.

Nella stessa zona, infatti, “in cui si è assistito alla cosiddetta annacata – riportiamo testualemnte -, all’incrocio tra le due vie, si trova anche un’edicola votiva con tanto di gigantografia di Sant’Agata che in passato aveva già fatto discutere per la presenza di una targa”.

La targa commemorativa, “allestita dopo il 2009 e rimossa nel 2013”, portava i nomi di nove affiliati al clan dei Cursoti  del boss Giuseppe Garozzo, tutti morti in agguati mafiosi.

“Un chiaro segnale per marcare il territorio” – scrivono i Colleghi – che “a distanza di tempo è rimasta l’edicola votiva davanti alla quale, durante la lunga sosta della candelora, è stata sparsa la segatura per dare la possibilità ai fedeli di accendere i numerosi ceri. Nonostante il punto in questione non fosse tra quelli autorizzati”.

Come se ciò non bastasse, nella stessa zona, a ridosso dell’abitazione per (presunto) boss Massimiliano Salvo, vi fu il sequestro da parte della polizia di 31 batterie di fuochi d’artificio artigianali e abusivi piazzati da ignoti nel prato del Bastione degli infetti.

Ai Colleghi Dario e Luisa va la mia personale solidarietà e vicinanza, oltre quella di tutta la Redazione de “La Spia”.

Raccontare, denunciare, vuol dire non essere complici! Anche quando, così come nel caso famoso di Oppido Mamertina, c’è chi vorrebbe trasformare riti religiosi in omaggio a boss a cui dovrebbe esser garantita una cosa sola, la galera!

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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