C’era una volta la Modica della cultura. Oggi arricchita dalle barche al centro città…

Venghino signori, venghino! Offriamo feste, festini e barche in attesa del mare al posto del Corso Umberto…

C’era una volta la Modica della cultura, una città viva e che riusciva a vivere godendo dell’immagine di capitale del Val di Noto.

C’era una volta una città che, seppur fra contraddizioni e contrapposizioni politiche, riusciva ad unirsi ed a far fronte comune per difendere le proprie tradizioni.

C’era una volta una città dove l’informazione era obiettiva, il Consiglio Comunale sede del vero dibattito cittadino, trasmesso in televisione per coinvolgere i cittadini sui grandi temi ed i piccoli problemi di una realtà che è di tutti, non soltanto di chi l’amministra.

C’era una volta una città che si indignava. Si indignava per una statua raffigurante una donna, al centro della fontana di piazza “Corrado Rizzone”.

C’era una volta una città che discuteva in un appassionato dibattito della destinazione d’uso della ex Caserma dei Carabinieri, in piazza “Matteotti”.

Ed adesso?

Ed adesso c’è una città che non si indigna per una grossa barca atta alla pesca (bellissima tradizione, quella ittica, che non ci appare rientri fra quelle modicane…), sita al centro della isola pedonale di piazza “Corrado Rizzone”. In attesa che si compia il “miracolo” del mare al centro città, forse??

C’è una città che gode di feste e festini (si badi bene, ci vogliono anche questi!), di strampalate sfilate di cavalli, di “guardiani” dei cessi che dovrebbero vestire alla contadina.

C’è una città che si fa sbeffeggiare sulla questione dei Consorzi. Un sindaco che non riesce ad essere “attrattiva” per i comuni limitrofi, che prima – sino ad una manciata di anni fa – godevano del traino della Modica che germogliava!

C’è una città che non può “contrololare” ciò che accade al Consiglio Comunale, perché non esiste né una diretta né una differita televisiva.

C’è una città praticamente senza opposizione: il Partito Democratico è troppo impegnato a comprendere se il sindaco Ignazio Abbate entrerà fra le proprie fila, rischiando di essere “rottamato” per intero, come “comanda” il verbo renziano. L’Udc intento a stabilire se uscire dalla maggioranza quando anche l’ultimo consigliere sarà stato “strappato” dall’unico uomo al comando, quello che veniva identificato come il Messia della rinascita modicana. Il Pdl – Forza Italia che cerca una collocazione, magari sperando in qualche posto al sole.

C’è una città che, mentre “balla” e si ubriaca dei fiumi di vino festanti (che il primo cittadino sia una baccante?!), ha praticamente perso Tribunale e Carcere. Cioè i due presidi di giustizia e legalità.

C’è una città (a parte rare eccezioni) che non si interroga più di tanto su come vengano spesi (o siano stati spesi) i 40 milioni concessi per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione.

C’è una città che sapeva essere tale ed oggi, ma oggi, che fine ha fatto?

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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