Chi vigila sull’attività dell’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate, istituita nel 1999 con la Legge Bassanini sull’organizzazione del Governo e divenuta operativa dal 1° gennaio 2001, è un’Agenzia pubblica italiana che svolge le funzioni relative ad accertamenti e controlli fiscali, gestione dei tributi con l’obiettivo di garantire gli adempimenti degli obblighi fiscali da parte dei cittadini contribuenti, svolge inoltre i servizi relativi al catasto, i servizi geotopocartografici e quelli relativi alle conservatorie dei registri immobiliari, con il compito di costituire l’anagrafe dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale sviluppando, anche ai fini della semplificazione dei rapporti con gli utenti, l’integrazione fra i sistemi informativi attinenti alla funzione fiscale ed alle trascrizioni ed iscrizioni in materia di diritti sugli immobili.

Prima della riforma esistevano vari uffici destinati ognuno ad un particolare aspetto impositivo (Ufficio delle imposte dirette, Ufficio del registro, Ufficio IVA, Intendenza di finanza). Anche per la Pubblica Amministrazione tale riorganizzazione ha portato vantaggi e risparmi sotto il profilo della razionalizzazione delle risorse, degli spazi e del personale. A livello operativo, l’introduzione dell’Agenzia ha comportato benefici per il contribuente che ora ha di fronte un unico soggetto che gestisce la sua intera posizione fiscale (con l’eccezione dei tributi locali e dei tributi di competenza dell’Agenzia delle dogane).

È sottoposta – almeno in teoria – alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha la responsabilità dell’indirizzo politico, ed è dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.

I rapporti tra il Ministero e l’Agenzia sono regolati da una convenzione triennale in cui sono indicati i servizi da assicurare, gli obiettivi da raggiungere e le risorse destinate a queste finalità.

All’Agenzia delle Entrate sono attribuite tutte le funzioni concernenti le entrate tributarie erariali che non sono assegnate alla competenze di altre Agenzie, Amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, Enti od organi, con il compito di perseguire il massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali sia attraverso l’assistenza ai contribuenti, sia attraverso i controlli diretti a contrastare gli inadempimenti e l’evasione fiscale.

L’Agenzia è competente per i servizi relativi all’Amministrazione, alla riscossione, al contenzioso tributario in relazione ai tributi diretti e dell’imposta sul valore aggiunto, nonché di tutte le imposte, diritti o entrate erariali o locali, entrate anche di natura extratributaria, già di competenza del Dipartimento delle Entrate del Ministero delle Finanze o affidati alla sua gestione in base alla legge o ad apposite convenzioni stipulate con gli Enti impositori o con gli Enti creditori; l’informazione e l’assistenza ai contribuenti, anche tramite servizi telematici al fine di semplificare il rapporto con gli stessi e di agevolare gli adempimenti fiscali; l’accertamento, il controllo di errori o di evasioni fiscali mirato al contrasto all’evasione  anche con il supporto della Guardia di Finanza ; la gestione del contenzioso tributario dinanzi alle Commissioni tributarie.

Ma l’Agenzia delle Entrate è solo questo o in questi 15 anni dalla sua istituzione è diventata qualcosa di diverso ?

Sembrerebbe, a sentire una serie di denunce di contribuenti, che alcuni dirigenti e funzionari di questa Agenzia da anni stiano adottando dei metodi di riscossione che hanno profili penali in quanto alcune procedure avrebbero caratteristiche estorsive nei confronti dei contribuenti.

Il tutto scaturirebbe da interessi personali in quanto i loro stipendi salgono a dismisura in virtù degli obiettivi raggiunti con gli introiti degli accertamenti andati a buon fine e con la trattativa alla maniera dei mercati rionali.

A confermare questo modo illegale di operare dell’Agenzia, negli ultimi giorni ci sarebbe anche l’ammissione d’un ex dirigente della stessa, dimessosi per non far parte di queste procedure che non dovrebbero appartenere ad un Ente così importante e delicato.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze cosa aspetta per svolgere il controllo previsto per convenzione  ed evitare comportamenti illegali?

Credo che sarebbe opportuno persino un intervento del Capo dello Stato volto a scongiurare che episodi di questo genere possano continuare ad accadere !

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