Comiso, arrestato dalla Polizia Mario Campailla “u Checco”. Per la Dna è il capomafia della Stidda

Mario Campailla (detto Mario ‘u checcu)

Arrestato uno dei tre capimafia della Provincia di Ragusa, Mario Campailla (detto Mario u Checco o Saponetta)

, per violazione della sorveglianza speciale.

Mario Campailla è stato arrestato ieri dalla Polizia a Comiso.

La comunità casmenea, a seguito delle parole contenute nella Relazione della Direzione Nazionale Antimafia del 2014, si domandava il perché Mario Campailla fosse in libertà.

Mario Campailla
Mario Campailla

Anche noi più volte ci eravamo occupati del pluripregiudicato Campailla, segnalando la pericolosa “anomalia” con l’articolo dal titolo “La mafia a Comiso e quel boss, Mario Campailla, a piede libero…” (LEGGI L’ARTICOLO).

Per la Direzione Nazionale Antimafia, infatti, Campailla sarebbe uno dei tre capimafia della Provincia di Ragusa (segnatamente colui il quale avrebbe riorganizzato la “Stidda” a Comiso), insieme a Franco Mormina e Filippo Ventura (LEGGI L’ARTICOLO).

Ecco che pronta, anche se per il reato di violazione della sorveglianza speciale, è arrivata l’efficiente risposta delle Forze dell’Ordine.

A seguire il comunicato stampa della Polizia.

La Polizia di Stato – Commissariato di Comiso – ha tratto in arresto Campailla Mario nato a Vittoria nel 1962 ma residente a Comiso per inosservanza alle prescrizioni della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza. L’uomo conduceva un veicolo senza patente di guida (revocata in quanto sorvegliato) e non indossava il casco, elemento che lo ha reso riconoscibile immediatamente dai poliziotti.

Ieri nel pomeriggio durante il normale servizio di controllo del territorio gli agenti della Squadra Volante  nell’espletamento delle loro funzioni notavano in Piazza San Biagio, il noto pregiudicato e sorvegliato speciale Campailla Mario, transitare a bordo di uno scooter, riconoscendolo senza ombra di dubbio perché non aveva avuto neanche l’accortezza di indossare il casco protettivo.

Campailla sin da subito si mostrava insofferente al controllo asserendo di non aver fatto nulla di grave, forse inconsapevole (la legge non ammette ignoranza) che la guida senza patente costituisce reato. L’uomo era stato comunque reso edotto, con l’applicazione della misura di sicurezza della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, delle prescrizioni a lui imposte, tra le altre cose anche quella del ritiro della patente di guida.

In considerazione delle violazioni di legge da lui commesse, Campailla veniva condotto presso gli uffici del Commissariato di P.S. dove continuava ad avere un atteggiamento irriguardoso e minaccioso nei confronti degli agenti operanti che stavano procedendo nei sui confronti.

Il Questore di Ragusa meno di un anno fa, a seguito della sua scarcerazione aveva sottoposto Campailla alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Comiso, in quanto il soggetto è stato già tratto in arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso, aggravata dal possesso di armi anche da guerra. L’associazione riconducibile al clan “dominante” aveva imposto estorsioni nei comuni di Comiso e Vittoria e per questo dopo la scarcerazione nel 2013, il soggetto era stato sottoposto alla misura della libertà vigilata.

Forse Campailla si sentiva “forte” del suo passato e per questo credeva di poter intimorire gli agenti operanti con frasi minacciose, così da indurli a desistere dal continuare la loro attività (per altro imposta dalla legge), ma ovviamente a nulla sono valse le sue parole ed è stato tratto in arresto. Su disposizione della Procura della Repubblica è stato condotto nuovamente in carcere in attesa del giudizio.

In considerazione delle frasi pronunciate all’indirizzo degli agenti per farli desistere dal fare il proprio lavoro, Campailla è stato anche denunciato per resistenza a Pubblico Ufficiale.

“La Polizia di Stato continua incessantemente la propria attività di controllo del territorio – commenta il Capo della Squadra Mobile, dotto Antonino Ciavola -, prestando particolare attenzione ai soggetti sottoposti a misure di prevenzione e di sicurezza, così da poter garantire sicurezza ai cittadini prevenendo che proprio chi è considerato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica possa nuovamente commettere reati”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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