Comiso, è assurdo: il boss Campailla in libertà. Il coro è unanime: “deve stare in galera”

Mario Campailla (u checco)

Può un boss, un capomafia, un soggetto che minaccia, senza curarsi di niente e di nessuno, stare tranquillamente a piede libero?

E’ questa la domanda che ci poniamo, certi di interpretare il sentimento della cittadinanza di Comiso che, dopo aver assistito alla denuncia del Sindaco della Città, Filippo Spataro a seguito delle minacce di Mario Campailla, lo vede ritornare in libertà.

Ed è questo l’appello che rivolgiamo all’Autorità giudiziaria affinchè possa rivalutare la libertà di Campailla, riassicurandolo alla galera.

Rispetto alla libertà di Campailla, intervengono in maniera bipartisan, due esponenti dell’Antimafia nazionale: il senatore Giuseppe Lumia (già Presidente della Commissione Antimafia) ed il senatore Mario Michele Giarrusso.

Un boss di tale calibro non può stare in giro – dichiara Giuseppe Lumia -, il territorio non può subire questa presenza. Sono sicuro che l’autorità giudiziaria, lo Stato, faranno di tutto per impedire che possa agire e mettere in pericolo l’impegno di quanti si sono spesi contro la mafia e la sicurezza delle imprese e dei cittadini”.

Per Mario Michele Giarrusso, “serve che Campailla ritorni in galera e ci rimanga, in attesa che i tanti procedimenti che ha a proprio carico facciano il corso che devono e che arrivino le giuste condanne. Chi delinque, chi minaccia, chi viene considerato dalla Direzione Nazionale Antimafia come un capomafia, non può stare a piede libero. Il suo posto è la galera”.

campailla mario
Campailla Mario

La storia del capomafia Mario Campailla detto “u Checco” è davvero assurda.

La Direzione Nazionale Antimafia lo ha inserito nella Relazione annuale come il capomafia della città.

“Per quanto riguarda la città di Comiso – scrive la Direzione Nazionale Antimafia -, dopo l’arresto di Emanuele Ferrisi, il gruppo della Stidda si è riorganizzata sotto il comando di Mario Campailla (detto “Mario ‘u checcu” o “Saponetta”) e nuovamente tornato in libertà (LEGGI L’ARTICOLO)”.

Dall’annuncio della Direzione Nazionale Antimafia, più volte ci siamo occupati del mafioso Campailla che, quasi indisturbato, gira per la città di Comiso minacciando chiunque (a suo folle dire) gli dia fastidio (LEGGI L’ARTICOLO).

Il suo comportamento non risparmia proprio nessuno, dalle Forze dell’Ordine (che meritano un plauso particolare, soprattutto a Polizia che con impegno lo segue costantemente e ne denuncia le malefatte) alle Istituzioni, fino ai cittadini.

Le minacce sono costanti, così come gli insulti per i poveri cittadini che, come nel caso degli operai che stavano montando il palco in piazza, vengono così intimiditi che spesso hanno la reazione di cedere alle sue minacce.

Non si può e non si deve, però, cedere alle minacce ed alle intimidazioni di sbruffoni come Campailla che meritano, invece, di restare nelle Patrie galere. Da questo assunto è nata la denuncia coraggiosa del Sindaco di Comiso che oggi non può rimanere inevasa.

Non si può dare la sensazione che questo “signore” possa fare il “buono ed il cattivo tempo”.

Va ricordato, infatti, che poco tempo fa Campailla fu arrestato dalla Polizia per la “violazione della sorveglianza speciale” al quale era sottoposto e la reazione fu l’ennesima minaccia per i poliziotti che lo arrestarono. Così come le minacce nei confronti del Sindaco Spataro sono chiare ed inequivocabili.

Mario Campailla ritorni in galera, così da liberare la città di Comiso dalla sua presenza!

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

1 commento

  1. È proprio una vergogna!!!!al peggio nn c’è MAI davvero fine. Ma io mi chiedo come si possano permettere certe cose…siamo proprio uno Stato allo scatafascio. Un plauso alla Polizia che nn si fa intimorire e continua ad avere la volontà di Fare anche dopo che succede tutto ciò….e un plauso anche a te che hai scritto questo articolo

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