Comitato “Pro Tribunale”, continua l’indagine sulla nostra attività, perchè?

Il Comitato “Pro Tribunale Modica” ha convocato la stampa per dare notizie di fatti molto importanti, relativi alla battaglia che lo stesso porta avanti da settembre 2013. Il Presidente del Comitato, Avv. Enzo Galazzo, con accanto alcuni rappresentanti istituzionali, fra i quali il Sindaco di Modica, Abbate, il Presidente del Consiglio Comunale, Garaffa, e tutti gli altri membri del Comitato“Pro Tribunale Modica”, ha esposto gli sviluppi dell’attività in corso e le iniziative di investigazione, avviate dalle autorità giudiziarie nei confronti di alcuni soggetti facenti parte del Comitato, ovvero dello stesso Presidente, Galazzo e dell’Avv. Carmelo Scarso.

Gli eventi descritti sono stati preceduti da un incontro, tenutosi in Questura circa un mese fa, richiesto dalla dott.ssa Tumino, dirigente DIGOS all’Avv. Galazzo , finalizzato a conoscere lo stato delle iniziative del Comitato. Il portavoce del Comitato, consegnò in quell’occasione i documenti richiestogli. A quell’incontro è seguita la convocazione dell’Avv. Carmelo Scarso, sottoposto ad un vero e  proprio interrogatorio come persona a conoscenza dei fatti, contestandogli dei presunti reati relativi alla sua attività all’interno del Comitato.

Il Comitato “Pro Tribunale Modica” si chiede, tenuto conto dei compiti istituzionali affidati alla DIGOS (ordine pubblico, problematiche politico/sindacali), quali siano le finalità di un’indagine aperta, pare sin dal mese di novembre 2013, dalla Procura della Repubblica di Ragusa nei confronti di alcuni componenti dello stesso comitato.

Si potrebbe pensare ad una forma di intimidazione verso il Comitato, e verso i suoi componenti,  visti i tentativi di recuperare il tribunale modicano, che il Comitato ha attuato nei confronti del Tribunale di Ragusa, oppure è una semplice procedura che la Digos attua nei confronti di ogni associazione spontanea?

Noi – dicono dal Comitato – non ci fermeremo, di certo, davanti a certe azioni tese a limitare la libertà di associazione consentita dalla Costituzione Italiana, nel rispetto delle regole e per garantire il mantenimento di un Presidio di legalità, importantissimo come il Tribunale, nel comprensorio di Modica.

1 commento

  1. Costituzione della Repubblica Italiana, art. 18 “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Questo Comitato di cui mi onoro farne parte, lotta democraticamente, alla luce del sole e pretende che la legge venga osservata da tutti, non solo dai cittadini ma anche da chi amministra giustizia.Il Comitato lotta democraticamente e civilmente facendo proposte per far funzionare meglio la giustizia nel territorio ibleo, utilizzando una struttura come quella di Modica, a norma rispetto ad una struttura che presenta criticità strutturali come il palazzo di giustizia di Ragusa. Lotta nel rispetto delle regole che la legge di riforma prevede e che la stessa legge di stabilità approvata dal Parlamento italiano offre, attraverso decreti correttivi per migliorare la giustizia in Italia e per risparmiare alla luce della spending review. Non servono i sevizi segreti, l’FBI, la CIA o Scotland Yard, per controllare il lavoro del comitato, chiunque cittadino o autorità può partecipare, assistere, contribuire al dibattito avanzando proposte e quant’altro. Questa è la democrazia se non è cambiata la Costituzione. Il Comitato non è composto da ignoti personaggi e se la giustizia non funziona, come nel caso ragusano, non è colpa del comitato ma dall’organizzazione ed è il frutto di una legge sbagliata.

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