Il primo obiettivo per cui è nata la MoVIS di Vittoria e che ha sostenuto con ostinata tenacia è l’ottenimento di Vita Indipendente in Sicilia.
Anche l’Asp 7 di Ragusa ha adottato ( modifiche annesse) la Carta dei Diritti delle Persone Disabili ed in particolare, nell’art 19 fa riferimento a Vita Indipendente.
Un progetto importantissimo, che mira all’autodeterminazione e al concerto inserimento nella società dei disabili gravi. L’attuazione di tale progetto consente il superamento dell’assistenzialismo, dell’ospedalizzazione e dell’emarginazione, realizzando concretamente il diritto di libertà ed autodeterminazione delle persone con handicap grave.
Il primo indispensabile mezzo per raggiungere questo fine è la possibilità di potersi economicamente permettere degli assistenti personali. Ed è proprio la legge del 21 maggio 1998, n.162 che introduce il diritto di autodeterminare la propria esistenza con la scelta dell’assistenza indiretta, possibile per i casi di grave disabilità.
In riferimento ai “Piani di zona” presentati in questi giorni dal consulente ai servizi sociali di Vittoria, interviene il Presidente di MoVIS Carmelo Comisi: “Sui giornali di oggi leggiamo le dichiarazioni dell’esperto del sindaco in materia di servizi sociali Francesco Cannizzo, il quale, durante la presentazione dei “Piani di zona”, ha spiegato che quest’anno si è voluto privilegiare le persone disabili e, in particolare, quelli gravissimi. Infatti si sta adoperando (o almeno così afferma) per accedere ai finanziamenti per l’assistenza individuale, che è stata già richiesta da 22 persone a Vittoria.
Nella speranza che vengano presto reperite queste risorse economiche e per far sì che non si perdano attraverso i tortuosi passaggi che, in disaccordo con i principi della VITA INDIPENDENTE, chiamano in causa le cooperative di servizi, diamo come sempre la nostra disponibilità a collaborare.
Dopotutto è già stata abbondantemente dimostrata la maggiore qualità dell’assistenza gestita in prima persona dal richiedente e, quindi, non c’è nessuna ragione di imporre determinate scelte assistenziali, se non quella di favorire gli amici degli amici di scellerati amministratori.”












