Con i cavalli le mafie vanno al galoppo: un business da un miliardo l’anno

(FONTE: IL TEMPO)

Sembrano scene da film alla “Fast and Furios”, con strade bloccate da scooter e automobili, invece sono la macabra realtà. Fantini e cavalli della mafia che danno vita a corse clandestine, scommesse milionarie, doping esasperato. È tutto questo e molto altro il mondo sommerso delle corse dei cavalli gestito dalle mafie che, come si legge nei rapporti della Lav, costituisce la prima voce di ricavi della zoomafia. Da Catania a Palermo, sino a Napoli e poi in Calabria ed in Puglia, la situazione non cambia.

Ed a giudicare dalle decine, anzi centinaia di video che vengono pubblicati su Youtube e condivisi, come se niente fosse, su social network più comuni, la questione sembrerebbe non indignare più di tanto la sensibilità né delle “comunità virtuali” né, tantomeno, quella della “comunità reale”. «Ogni due porte c’è una stalla» scrive su Facebook un fantino catanese quasi ad ammettere come, il simbolo della città etnea (il famoso Liotro, ovvero l’elefantino che troneggia in piazza Duomo) potrebbe benissimo essere sostituito da un cavallo, magari “bardato” a corsa. Lascia senza parole l’assoluta mancanza di timore, la sfrontatezza con la quale vengono gestite le corse clandestine di cavalli, sono frustati e malmenati i cavalli (come si vede chiaramente dai video che appaiono in Rete), ma anche – facce scoperte e targhe visibili – l’arroganza nel pubblicare le proprie “vittorie” e “soddisfazioni” sui principali social network e canali di massima diffusione su internet.

Una pratica vergognosa che appassiona enormemente migliaia di ragazzi e ragazze e che, oltre a creare ingenti profitti economici (secondo le stime dei rapporti, le sole scommesse clandestine fruttano circa un miliardo di fatturato annuo), avvicina nuovi ragazzi alle cosche mafiose che le gestiscono. A partire dalla metà degli anni Novanta tutte le grandi mafie italiane – compresa la Sacra corona unita, che sul fenomeno ci ha basato addirittura una pax mafiosa – hanno messo le mani sul business.

Gli ippodromi sono d’asfalto, spesso nel centro della città (a Palermo in via Regione Siciliana, a Catania e Napoli sulla circonvallazione) e l’indegno spettacolo sembra richiamare scene da film, con strade bloccate grazie a motorini e automobili, così da evitare che passanti e forze dell’ordine possano bloccare la competizione. Le gare si svolgono prevalentemente la domenica, il martedì o il giovedì (giorni di estrazione del lotto) e hanno inizio all’alba o al tramonto, con il sopralluogo delle “vedette” che, in macchina o con i motorini, perlustrano la “pista” per controllare che non ci siano intralci di nessun tipo. Dopodiché gli spettatori si dispongono in modo da impedire il passaggio a vetture esterne ed a quel punto, una volta raccolte tutte le scommesse, i contendenti si preparano alla partenza. E se il protagonista di “Fast and Furios”, Vin Diesel, viveva la vita «ad un quarto di miglio alla volta», a Palermo, a Catania, a Napoli, la vita, i cavalli la vivono ad una manciata di minuti alla volta. I pochi minuti che servono per percorrere pochi chilometri, spesso quattro ed in molti casi in salita.

È questo che i “fantini della mafia” (nel solo capoluogo siciliano si stimano circa un centinaio di scuderie “clandestine”) chiedono alle loro “macchine da guerra”, malcapitati cavalli dopati sino allo stremo, con nomi da battaglia che vanno da quelli dei boss Totò Riina e Carmine Schiavone (dettoo’ Malese , fra i più gettonati e con un canale Youtube a lui dedicato), sino a Bin Laden e Puparo .

Acquistare un cavallo non costa molto, bastano più o meno mille euro, ciò che costa di più è mantenerlo. E per sottrarsi agli elevati affitti dei trotter (1500 euro al mese il costo medio di un box), si utilizzano le stalle abusive, spesso allestite all’interno di garage nascosti tra i mille vicoli e cortili dei centri storici delle città. Buie, maleodoranti, piene di siringhe e prodotti dopanti, oltre che prive di sistemi di drenaggio, nelle stalle della mafia i cavalli sono immobilizzati da due corde legate alle pareti e agganciate al morso con due moschettoni.

I cavalli in queste condizioni non vivono molto e, se non muoiono durante le “competizioni” (spesso spompati per lo sforzo immane), quando non sono più competitivi vengono rivenduti ai macelli clandestini, neanche a dirlo, gestiti da affiliati o “amici” dei clan, i quali a loro volta impongono la carne alle macellerie in una sorta di “pizzo al contrario”. Così rimbombano nelle orecchie le frasi urlate dai fantini ai cavalli, fra l’insopportabile frastuono dei clacson di moto ed auto, «Curri, curri chiù fotti!». Anche a costo di farli stramazzare al suolo e lasciarli per strada senza vita.

(FONTE: IL TEMPO)

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

1 commento

  1. C’è davvero da rimanere senza parole…..che schifo!!!!nn capisco come si possano permettere certe cose….e i dementi che vanno a vederli e ci scommettono sono peggio di chi le organizza.Probabilmente gente senza cuore e senza Dio a cui nn importa nulla della vita umana e quindi figuriamoci di un povero animale indifeso….e poi di che cosa mi stupisco???in questo paese abbiamo gente malata che scrive agli assassini in cella frasi d’amore o di ammirazione….nn c’è poi da stupirsi di tutto questo schifo…e intanto c’è chi ride e incassa sulla pelle altrui!!!!!l’OMERTÀ é la VERA rovina di questo paese……chi vede e tace è complice!!!!complimenti per l’articolo veramente veritiero e interessante, forse dovrebbero prenderti come esempio….a denunciare la verità ci vuole un grande coraggio!!!!!

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