“Modica è già stata Contea e capitale”. Piero Torchi scrive a Simona Celi

Gentilissima Signora Celi,

mi permetta intanto di esprimerLe le più sentite felicitazioni per le Sue nozze, tanto più che il fortunato sposo è quel Giancarlo Zanetti, grande attore e straordinario uomo di teatro, con il quale mi onoro di aver collaborato in passato a Palermo e della cui gradevole compagnia ho parecchie volt avuto il piacere di fruire, anche nelle lunghe e tediose attese lungo i corridoi degli assessorati regionali.

Non Le scrivo per entrare nella polemica sull’utilizzo del Teatro Garibaldi in occasione del lieto evento che l’ha vista protagonista, perché non mi appassiona e poco mi interessa, anche se il mio pensiero sula vicenda me lo sono fatto e l’ho qualche giorno fa espresso anche sui social network.

Mi permetto invece di interloquire con lei sullo stesso mezzo che ha pubblicato la sua lettera di risposta a Pace per altri motivi inerenti alcune sue osservazioni in essa contenute; cito testuale “Il sindaco Ignazio Abbate si è insediato soltanto a giugno; noi – con lui -, vediamo Modica come la nuova capitale culturale del sud est” e poi ancora “c’è stata la presenza contemporaneamente del Presidente della Regione Sicilia, dell’ assessore al turismo, di quella alla cultura, di dieci sindaci siciliani”.

Mi permetterà, in proposito, di trasferirLe alcune mie riflessioni, sommessamente, ma in maniera chiara e netta, nel rispetto della storia di questa città e nel rispetto di un passato che Ella ben sa, da grande donna di teatro, essere il presupposto fondamentale per ogni comunità al fine di immaginare uno straordinario futuro.

Innanzitutto, desidererei ricordarLe che l’idea di Modica quale “capitale culturale del SudEst”, non me ne voglia, non è ascrivibile ne alla nuova amministrazione, ne alla precedente, e neppure alla sua comunque apprezzabile visione. Modica non solo per 7 anni lo è stata, ma è stata anche la città fondatrice del Distretto Culturale del Sudest e, per il mio tramite, ne ha condotto la presidenza per oltre 2 anni con straordinari risultati in termini di immagine nazionale ed  internazionale, presenze turistiche, vivacità culturale e sinergie istituzionali. Anche il Teatro, del quale Ella oggi conduce, e per questo Le giunga il mio sincero augurio, i destini, non è solo un lascito de nostri padri; è il frutto della precisa volontà dell’allora Assessore Regionale ai Beni Culturali, Fabio Granata, di finanziarne la ricostruzione, dopo il crollo successivo all’inaugurazione, da me e dalla mia amministrazione sollecitato ed ottenuto con grande sforzo.

In quel teatro, da allora in poi, non solo si sono succeduti, non certo con Crocetta per la prima volta, Presidenti di Regione, Assessori Regionali, autorità di ogni genere sia nazionali che regionali, ma è stato anche la sede privilegiata di alcuni importantissimi appuntamenti di spessore internazionale; penso al Congresso Mondiale dei Paesi Produttori di Cacao, al festival della Cultura del Mediterraneo, al Festival cinematografico internazionale, a Camilleri ed alla rassegna culturale”Sabir” da Lui diretta e curata, per non citare, tediandola, decine e decine di manifestazioni di altissimo livello che in quella prestigiosa sede si sono svolte dalla riapertura fino al 2008.

Anni nei quali, “Modica capitale del SudEst” e riferimento per l’intera cultura del Mediterraneo, non era solo uno slogan ma una splendida e concreta realtà.

Per queste ragioni, nel rinnovarLe i miei più sinceri auguri di felice matrimonio (che La prego di estendere a Giancarlo) e di buon lavoro per il gravoso compito che l’attende, La prego, in futuro, di tenere bene a mente che il luogo nel quale ha scelto di vivere, operae ed esprimere la sua arte e la sua sapienza teatrale, non è una landa deserta o un villaggio zulù, da pochi mesi civilizzato; è la stessa Modica della quale per anni siamo stati orgogliosi e fieri rappresentanti, esportandone la sua essenza nel mondo e contribuendo, assieme ai tanti artisti, artigiani ed uomini d cultura che in quel progetto credettero ed investirono la loro sapienza, a farla diventare quello che un tempo era: Contea e capitale nell’anima e nella storia.

Una breve e rapida precisazione che devo, non solo alla storia della città, alla mia storia personale, ma, soprattutto, ala memoria delle migliaia di uomini e donne che hanno reso nel tempo Modica prima che un luogo geografico un luogo dell’anima dove ogni turista diventa viaggiatore ed ogni cittadino, per la propria parte, custode dei preziosi gioielli contenuti in questo impareggiabile scrigno.

Nella speranza di non averLa annoiata, voglia gradire i miei più cordiali saluti.

Piero Torchi

3 COMMENTI

  1. Va bene, ok, abbiamo capito: l’era Torchi è stata il top e i modicani non l’hanno capito…
    Urge cambiare disco e smetterla di stare sempre lì a puntualizzare, “minacciando” sommessamente (ma neanche tanto) di ritornare…

    • L’era Torchi non è stato affatto il top e i modicani che non sono allocchi, l’hanno capito. Cambiare disco è opportuno, ma puntualizzare talvolta è indispensabile. Gradevole abstract di uno scorcio della storia di Modica quello reso da Torchi. Mi ha fornito argomenti, aiutandomi a tentare di arginare, qualora dovessero manifestarsi, arroganza, presunzione, superficialità, pressappochismo, nella lettura e nella interpretazione della città di Modica che conosco da tempo, ma nella quale vivo da qualche anno.

  2. magari ritornasse TORCHI…..a ora siemu pessi. GRANDE PIERO TORCHI, Modica respirava aria fresca e frizzantina, ora solo aria fritta

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