Corruzione, Giuseppe Iuvara condannato a 4 anni di reclusione

E’ stato condannato a 4 anni di reclusione Giuseppe Iuvara, dirigente medico legale dell’Asp, presidente della commissione invalidi e consulente tecnico del Tribunale e della Procura della Repubblica di Ragusa, arrestato dai carabinieri del Nas in flagranza di reato il 20 febbraio del 2019 con l’accusa di corruzione, assieme alla figlia di una anziana invalida e una intermediatrice. Gli arresti domiciliari sono stati sostituiti dall’obbligo di dimora a Ragusa.

I legali di Giuseppe Iuvara, Enrico Platania e Maria Platania avevano richiesto la definizione con rito abbreviato del procedimento per il quale la procura – le indagini vennero coordinate dal procuratore capo Fabio D’Anna e dal sostituto Giulia Bisello – aveva chiesto il giudizio immediato. Una settimana prima dell’arresto, i militari del Nas a seguito di intercettazioni ambientali nello studio del medico, avevano appreso che Iuvara aveva prospettato la possibilità di effettuare, personalmente, la visita a domicilio di una donna che richiedeva l’indennità di accompagnamento, per avere la certezza – pur avendone la donna il diritto – della concessione della stessa. Per il suo ‘interessamento’, il medico aveva chiesto una somma in anticipo ed un saldo che è stato consegnato proprio il 20 febbraio data in cui scattò il blitz dopo la consegna del denaro.

Il Procuratore capo di Ragusa aveva chiesto per Iuvara la condanna a 4 anni e 8 mesi e l’obbligo di dimora a Ragusa in luogo degli arresti domiciliari. La pena richiesta è stata ridotta di 8 mesi, avendo il giudice riconosciuto l’attenuante del risarcimento del danno che il medico aveva attraverso i suoi legali definito in 17.000 euro in favore dell’Asp. L’azienda sanitaria provinciale che si era costituita parte civile attraverso l’avvocato Sebastiano Sallemi, aveva chiesto un risarcimento di 500mila euro. 

Iuvara, con una storia professionale importante e con competenze riconosciute anche a livello internazionale, contribuì a risolvere il caso dell’omicidio del piccolo Lorys Stival, per il quale risultò determinante la consulenza autoptica. Le due donne, coinvolte nella vicenda invece, hanno avuto la definizione del procedimento patteggiando la pena con sentenza emessa contestualmente a quella del medico. La figlia della donna invalida, Salvatrice T., difesa dall’avvocato Daniele Scrofani, che aveva chiesto il trattamento “di favore” per la madre, ha patteggiato la pena a un anno, 9 mesi e 10 giorni; l’intermediaria, Concetta C., difesa dall’avvocato Daniele Scrofani, ha patteggiato a 2 anni di reclusione. Per entrambe è scattata la sospensione condizionale della pena. 

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