Corte Appello revoca adottabilità per il neonato di cui si simulò abbandono a Ragusa

“La Corte di Appello di Catania ha revocato la dichiarazione di adottabilità del piccolo Vittorio Fortunato”. La notizia riguarda il caso del piccolo che il 4 novembre del 2020 era stato “ritrovato” a Ragusa, in via Saragat da quello che poi si rivelò essere proprio il padre, un commerciante ragusano che fino a quel giorno non sapeva di esserne il padre. Cosa accadde? La madre del piccolo che con l’uomo aveva avuto una relazione, e che ha anche una figlia assieme a lui, lo aveva chiamato chiedendo aiuto. La donna aveva appena partorito in casa. L’uomo, da Ragusa si recò da lei a Modica, prese il bambino e sostenendo di non conoscere bene Modica, lo riportò a Ragusa dove, davanti alla sua rivendita simulò di avere trovato il bimbo abbandonato. Era avvolto da una federa e una copertina quando l’uomo chiamò i soccorsi dicendo di avere trovato il bimbo. Ne seguirono ricerche e indagini che portarono presto alla individuazione del macellaio e della madre naturale del piccolo. Dopo un mese il quadro risultò chiaro. Madre e padre naturali vennero indagati per abbandono di minore. Il piccolo, portato in ospedale i condizioni critiche si era presto ripreso ed era stato affidato in preadozione ad una famiglia di fuori provincia. La madre naturale intanto aveva iniziato una battaglia legale per riavere il piccolo, assistita dall’avvocato Angelo Iemmolo a cui si è poi affiancato anche l’avvocato Daniele Bocciolini. “Si tratta di una notizia meravigliosa per la madre biologica del piccolo e per la sua famiglia che non riescono a trattenere la gioia. In uno Stato di diritto come il nostro, infatti, è interesse del minore crescere e sviluppare la propria personalità all’interno della famiglia naturale, costituendo l’adozione solo una extrema ratio. Nel caso di specie non c’erano i presupposti per l’adottabilitá: Vittorio Fortunato infatti non è mai stato abbandonato da sua mamma risultata estranea alla vicenda. Non era stato considerato il vulnerabile stato psicologico nel quale si trovava la signora dopo il parto avvenuto in casa e per questo, per un ritardo nel riconoscimento formale da parte sua, troppo rapidamente il piccolo era stato pre-affidato a una famiglia diversa”. Il provvedimento della Corte di Appello di Catania, che ha revocato la dichiarazione di adottabilità del piccolo del Tribunale per i minorenni, può essere ancora appellato in Cassazione e non sarà una decisione facile per chi esercita la tutela del bambino. “Nell’interesse superiore del minore, pur rispettando e dovendosi tutelare le legittime aspettative della famiglia alla quale è stato pre-affidato il neonato (la sentenza non è ancora definitiva e può essere impugnata) appare evidente il diritto della nostra assistita di poter riavere suo figlio trovandosi sia nelle condizioni economiche che affettive per poter provvedere al minore. Questa sentenza – sostiene l’avvocato Davide Bocciolini – potrebbe costituire sicuramente un precedente. Un grande merito in questa vicenda va al collega avvocato Angelo Iemmolo del foro di Ragusa. Io, essendo intervenuto recentemente, devo evidenziare l’enorme supporto che ci hanno dato sia i mass media sia le istituzioni locali e nazionali, che hanno mostrato grande sensibilità al tema”. Per quanto riguarda l’abbandono e il ritrovamento del piccolo, sulla posizione della madre, la Procura iblea ha chiesto l’archiviazione provvedimento per il quale il tutore del bambino ha presentato opposizione. L’udienza si è tenuta lo scorso 30 giugno al Tribunale di Ragusa e il giudice ancora non ha sciolto la riserva. Per l’uomo intanto la situazione giudiziaria sta procedendo; il reato contestato è quello di abbandono di minore. Il suo legale. L’avvocato Michele Sbezzi ha chiesto che venga giudicato con rito abbreviato condizionato all’audizione del consulente di parte, lo psichiatra Maurizio Settinieri. Si sostiene che l’uomo che poi simulò l’abbandono e il ritrovamento del bambino ha subìto un trauma che transitoriamente gli ha provocato una assenza momentanea e transitoria della lucida capacità di intendere e volere. La madre è stata ammessa parte civile nel procedimento. Il pm, Francesco Riccio si è riservato di richiedere una perizia, ad esito della testimonianza dello psichiatra, nella udienza fissata per l’11 novembre 2021.

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