Aggressione a Paolo Borrometi ed emergenza criminalità: perchè tutti tacciono?

Duro intervento del sindacalista della Fesica Confsal, Giorgio Iabichella, sull’aumento esponenziale della criminalità a Modica, ma soprattutto riguardo alla vile aggressione subita dal giornalista Paolo Borrometi e “trascurata“ da molti.

“Penso al silenzio calato sull’aggressione di Paolo Borrometi  e – afferma Iabichella – lo interpreto pensando che, probabilmente, i politici, i sindacalisti e molti rappresentanti istituzionali non hanno espresso pubblicamente il loro sconcerto, perche’ scioccati da quello che e’ stato un duro colpo alla libertà di stampa in provincia ed in tutto il Paese. Forse nei prossimi giorni, dopo aver metabolizzato il duro colpo, tutti alzeranno la testa e grideranno forte la loro indignazione, chiedendo di restituire alla stampa ed ai cittadini il diritto ad esprimere le proprie opinioni, seppur critiche.”

Intanto il segretario provinciale della Fesica Confsal ha chiesto al Prefetto ed al Questore di Ragusa di convocare immediatamente il “Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica” , al fine di promuovere tutte le iniziative valide a rassicurare la cittadinanza modicana,  nonche’ di accelerare l’iter dell’attivazione della videosorveglianza in città.

Iabichella ha, infine, sollecitato anche la deputazione iblea a dare comunicazione dei fatti (relativi all’aggressione del giornalista) al Ministero dell’Interno.

1 commento

  1. La cosa triste è che il commento, naturalmente e normalmente indignato, di un sindacalista faccia notizia, sembra che l’articolo non sottolinei null’altro.
    Non si tratta di vile aggressione, i delinquenti sono delinquenti, non hanno capacità altre di espressione. E non ci sono in questo aggressioni più o meno vili, le azioni poste in essere da mafiosi sono sempre codarde. Un tempo si sfidava il rivale “lanciando il guanto” e concedendogli la scelta delle armi, oggi no, lo si aggredisce con gli agguati. Dobbiamo metterci in testa che la subcultura mafiosa è fatta da omuncoli che non hanno il coraggio delle proprie azioni, ma le affidano ai “picciotti”, che dal canto loro non avrebbero altrimenti possibilità di avanzamento nella scala sociale, essendo pover’uomini, qualcuno avrebbe detto quaquaraqua.

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