Denuncia l’usura ma perde la casa per i debiti: “Lo Stato non esiste. Mi rivolgo agli italiani: aiutatemi!”

“Sono stanco, stufo di questa situazione assurda. Adesso che non trovo più le parole per chiedere alle Istituzioni, sorde e miopi nei confronti di chi ha denunciato l’usura, mi rivolgo agli italiani: aiutatemi!”. 

E’ questo lo sfogo e la richiesta di un imprenditore modicano 60enne vittima di usura, per un debito di appena 14mila euro lievitato a 24mila tra spese legali e interessi bancari. Oggi Vincenzo Digiacomo, questo il nome dell’uomo, sta per perdere la casa, messa all’asta perché “non si possono aspettare i tempi del processo nei confronti dei mie aguzzini – commenta amaramente Digiacomo”. 

La casa, il cui valore iniziale secondo Digiacomo si aggira intorno ai 170mila euro, adesso sarà protagonista della terza asta in un anno, alla modica cifra di 30mila euro. L’imprenditore confida di aver pagato quasi tutti i debiti che aveva contratto per portare avanti la sua azienda edile, restando scoperto solo per 14mila euro con una banca. Una cifra tutt’altro che stratosferica ma comunque “pesante” per l’imprenditore rimasto a corto di liquidi e che alla fine gli si è ritorta contro, nonostante sia stato costretto a rivolgersi a degli usurai. Una circostanza denunciata dallo stesso Digiacomo e che gli ha consentito di ottenere tempo fa una sospensiva dei termini, ma non è bastato.

“Quello che fa più male – dice Digiacomo – è l’indifferenza che contraddistingue queste vicende. Nella mia stessa situazione versano decine di imprenditori come me ridotti quasi alla fame da una crisi sempre più soffocante che non concede tregua, al punto da costringere a rivolgersi agli strozzini per ottenere quel po’ di liquidità che consente di far fronte alle scadenze più immediate. Nel mio caso – conclude mestamente Digiacomo – non è servito”. 

Oggi, in un contesto di massima urgenza e disperazione, l’appello dell’imprenditore agli italiani: “Vi prego, chiedo a tutti gli italiani, o almeno a chi può, una donazione di un euro per pagare le banche e gli stessi usurai – conclude amaramente – visto e considerato che lo Stato non esiste più”.

Per chi volesse aiutare il signor Vincenzo Digiacomo, il numero di “Poste Pay” è:

IT81H0760105138251890451893

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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