Il “deposito” della spazzatura di Scicli: una “bomba ecologica” piena di irregolarità

Una vera e propria bomba ecologica a Scicli, priva di sicurezza e dei requisiti minimi per lo smaltimento dei rifiuti.

Queste sono, secondo le immagini ed i video che alleghiamo, le condizioni in cui versa il cantiere di lavoro dalla Ditta Busso, inspiegabilmente utilizzato come centro di raccolta rifiuti, dalla stessa ditta a Scicli.

Come si può facilmente constatare dalle immagini, il cassone verde che si vede è quello dell’umido che lascia passare una quantità enorme di percolato che, stando sempre alle immagini, andrebbe a sversarsi (creando “naturalmente” un rigagnolo continuo) nei terreni confinanti, presumibilmente inquinandoli e rendendoli altamente tossici.

Il tutto aggravato dal fatto che i cassoni non sono – come dovrebbero essere per norma – a tenuta stagna e, per di più, sono in diverse parti arrugginiti. Così il percolato si forma dall’umido, ma si mischia verosimilmente con il metallo del cassone e con la ruggine, andando fortemente ad inquinare i terreni limitrofi.

Abbiamo chiesto ad un esperto cosa sia il percolato:

deposito ditta busso - scicli (4)Il percolato è molto aggressivo ed è la traduzione molto infelice di un termine anglosassone che, se lo traducessimo alla lettera, vorrebbe dire colaticcio. È sostanzialmente la parte umida del rifiuto organico. Trascina con se parte dell’inquinante del rifiuto e se si mischia con rifiuti di altro genere, ad esempio se il cassone è in metallo come si vede dalle foto ed a maggior ragione con ruggine, diventa pericolosissimo”.

Come si evita ciò?

“I cassoni devono essere a tenuta stagna. Deve esserci un sistema di drenaggio, con appositi bacini: fosso di guardia, canaletta per raccogliere il percolato”.

Come se ciò non bastasse…

Il deposito è utilizzato anche come raccolta per ingombranti (materassi, copertoni) e rifiuti che dovrebbero essere “speciali” (come si vede anche in questo caso dalle foto), accatastati lateralmente.

E la sicurezza del posto di lavoro per i dipendenti della Ditta?

Anche in questo caso i requisiti minimi sembrano essere inesistenti. Una struttura fatiscente, piena di crepe, di umidità e di infissi che cadono. La scala di legno, ad esempio, che si vede dalle foto è l’accesso agli uffici.

L’odore è insopportabile – ci racconta un testimone -. Se dobbiamo andare in bagno, dobbiamo mischiarci col piscio e la sporcizia che c’è a terra. Per non pensare al fatto che se volessimo farci una doccia…Nel luogo non c’è acqua. Questa è la verità e nessuno interviene. Perché?”.

Secondo quanto ci viene raccontato, anche le divise che sono state fornite dalla Ditta ai dipendenti non sarebbero a norma: completamente scure, prive dei segnali che servirebbero per farsi riconoscere di notte dalle autovetture.

E la raccolta dei rifiuti, come avviene?

“I rifiuti sono raccolti per giorno, ad esempio il lunedì viene raccolto l’umido e l’indifferenziato,  martedì la carta, mercoledì la plastica e così via. Soltanto che i mezzi che abbiamo non sono in grado di svolgere una vera e propria differenziata e, ad esempio, quando dobbiamo raccogliere l’umido e l’indifferenziato si finisce per far contaminare ciò che viene raccolto. Anche in questo caso i cassoni non sono idonei e, sempre per esemplificare, l’umido cola sull’indifferenziato e viceversa”.

La domanda che ci poniamo è: qualcuno è titolato a controllare questa situazione? Di chi sono le responsabilità?

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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