il dio del pallone è brasiliano

E’ partito il mondiale dei Mondiali. Cerimonia di apertura stranamente sobria rispetto alle attese, una qualunque serata del sambodromo di Rio nel periodo del carnevale avrebbe reso meglio l’idea. Qualche disappunto anche per il playback di J-Lo che siamo tutti d’accordo nel ritenere ingiustificato, visto che non è la qualità canora che il mondo le invidia. Però nella sfida a distanza con la Shakira di WakaWaka esce ampiamente sconfitta.

Il momento dell’ inno brasiliano è commovente, con tutto lo stadio che continua a cantare ben oltre la durata dell’accompagnamento della banda, dai giocatori all’ultimo anello. Julio Cesar in lacrime, tenero l’acchiappasogni. Il Brasile parte contratto, e la Croazia invece è quadrata e dopo pochi minuti è già avanti grazie all’autogollonzo di Marcelo, che passa in poche settimane dal gol nella finale di Champions al primo [auto]gol del mondiale. Poi il Brasile si riprede e spinto dall’aiuto del pubblico (fantastica valanga gialla) pareggia il conto con Neymar Jr, criticato amato atteso, decisivo. 1-1 intervallo.

Il Brasile ci prova, ma sembra non sfondare. Al minuto 70 succede il fattaccio. L’arbitro giapponese casca nella finta sceneggiata di Fred (a proposito è l’attaccante del Brasile dai tempi di Romario, elisir di lunga vita), che lo guarda con occhi spiritati e invonca, il fischietto orientale, indica il dischetto: rigore. Si presenta Neymar, è il suo momento lo sanno tutti, tira un piattone che per poco l’ altro vecchietto in campo, il portiere della Croazia, non respinge. Gli hanno tremato le gambe al giovane astro del Barça, ma è gol. Brasile avanti, e poi quasi allo scadere arriva anche il terzo. Scampato pericolo, da qui in avanti sarà tutto più semplice. 

#tresonolecose

– Fred l’imbroglione guarda il cielo, il cielo risponde #profeta

– buona la prima per il predestinato Neymar adesso basta non fermarsi #sospirodisollievo

– pubblico brasiliano spettacolare. Davvero non sono semplici spettatori, fanno parte dello show #popolofantastico

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Vivo a sudditunisi, dopo aver girato l'Italia per un po'. Sono zio di una regina degli elfi, tifo l'Inter dai tempi in cui perdevamo sempre, ma eravamo invincibili. Voto il Pd quasi per lo stesso motivo. Scrivo di pallone, ma ho un libro nel cassetto dal titolo goloso. Alè.

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