E’ Ferragosto: cittadino mio non ti conosco…

Da anni ormai il Ferragosto ibleo si caratterizza per due eventi fissi e ormai attesissimi: l’invasione delle spiagge libere da parte di stormi di accaniti campeggiatori e delle ordinanze emesse dalle autorità per impedire detto fenomeno.

Immaginiamo l’impegno profuso dai vari organi deputati a debellare il fenomeno: profonda e circonstanziata analisi di ciò che è accaduto il precedente anno, previsione di conseguenti divieti ancora più inflessibili e di sanzioni severissime (come si suole dire, pelo e contropelo…), redazione del comunicato col quale s’informa la stampa di quanto partorito e chiusura a doppio mandato del Palazzo per ferie ferragostane.

I solerti comandanti delle forze dell’ordine impartiranno le conseguenti severissime disposizioni ai sottoufficiali pregati di rimanere in servizio per Ferragosto e costoro provvederanno con i due o tre agenti rimasti in servizio a garantire l’ordine pubblico a tutela dei villeggianti.

Quest’anno la prevenzione del camping notturno sulla spiaggia di Sampieri, e crediamo sulle altre spiagge del litorale ibleo, si è svolta secondo modalità interessanti (il termine intelligente ci riserviamo di utilizzarlo per altre cose…).

Le forze dell’ordine, infatti, anziché presidiare gli ingressi in spiaggia e impedire l’accesso di tende e materiale vario, quali bottiglie di bevande alcoliche e altri strumenti delle movida notturna che lasciassero intendere la volontà del pernottamento in spiaggia, hanno pensato bene di transennare le possibili aree di sosta lungo la litoranea e vigilare sull’integrità delle transenne.

L’effetto è stato quello di spingere i campeggiatori a parcheggiare all’interno della frazione balneare impedendo così ai residenti di trovare posto per le proprie auto e, soprattutto, di permettere un liberissimo accesso in spiaggia sin dalle prime ore del pomeriggio.

Il divieto di campeggiare e di accendere falò in spiaggia affisso sui bidoni della nettezza urbana a ridosso della spiaggia rende visivamente bene l’idea di quale sorte sia stata riservata alle inflessibili disposizioni e severissime norme elaborate a tutela dei cittadini dagli organi preposti; del resto a Ferragosto anche lo Stato ha diritto di prendersi un giorno di ferie…

Sommessamente ci permettiamo di suggerire a chi di competenza un cambio di mentalità nell’affrontare il fenomeno e anziché cercare di contrastarlo con l’efficacia delle grida di manzoniana memoria, di provare a gestirlo.

Forse affidando nei giorni “caldi” dell’estate, San Lorenzo e Ferragosto, una buona porzione delle spiagge libere ad associazioni di volontari che organizzino gli spazi per i campeggiatori munendoli di adeguato numero di bagni chimici e di sorveglianza si riuscirebbero a conciliare le esigenze della movida ferragostana con la tutela della pulizia della spiaggia e dei suoi frequentatori e forse le autoambulanze del 118 potrebbero dedicarsi a servizi più delicati che non al costante trasporto notturno di ubriachi e feriti per vetro e siringhe.

Forse per ottenere ciò basterebbe che lo Stato ad agosto non si mettesse in ferie…

Leinster

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