Elettoral (di Salvatore Calleri)

Sistema elettorale. Se ne parla tanto. Ne parlano i big. Ma al bar non se ne parla se non tra pochissimi. Eppure è importante la scelta del sistema elettorale. E’ importante per la democrazia.

E’ mia intenzione trattare l’argomento in modo laico senza tifare per nessuna proposta tra quelle presentate dalle forze politiche, ma solamente affrontare la questione da un punto di vista teorico per dare un contributo alla scelta di un sistema elettorale che si adatti al nostro Paese.

Un sistema elettorale moderno da un lato non deve essere di soli nominati e dall’altro deve essere libero dai condizionamenti clientelari od in alcuni casi, piu’ frequenti di quanto si pensi, addirittura criminali e/o mafiosi.

Il tasso di democrazia in apparenza sembra maggiormente garantito dal sistema proporzionale con la preferenza. Tale sistema permette infatti di scegliere l’eletto da parte del cittadino, ma negli anni ha favorito molte volte la nascita di enormi clientele e soprattutto il voto di scambio. Quindi se è vero che ha un alto tasso di democrazia, permette però la messa a rischio in alcuni casi della stessa favorendo personaggi legati a clientele o gruppi criminali.

Le liste bloccate di candidati come nelle ultime elezioni se da un lato rendono possibile l’accesso a personalità meritevoli, cosa comunque che non si è verificata molto spesso, dall’altro hanno il vulnus di un parlamento di nominati dai segretari di partito, nominati che comunque devono passare dal voto alla lista. Tale scelta ha a mio avviso un tasso di rappresentatività democratica minore rispetto alle preferenze, anche se dipende molto meno dalle clientele e dal voto di scambio.

Una soluzione a mio avviso piu’ equilibrata può essere rappresentata da un sistema uninominale a collegio molto piccolo. Ossia per la Camera si divide il territorio in 500 collegi e il piu’ votato passa. I restanti 130 vengono assegnati con recupero proporzionale in liste bloccate. E’ un sistema simile a quello del mattarelum, ma con i collegi piccoli in qualche modo può esserci l’outsider ed il rapporto diretto con l’elettore aumenta anche senza le preferenze. Purtroppo non viene escluso, anche se viene ridotto il rischio del voto di scambio oppure la creazione di una clientela. Un sistema simile sarebbe possibile al Senato magari con un aumento dei seggi bloccati a tutela delle autonomie.

Un sistema che non tocco è quello del doppio turno che secondo me non è adatto alla politica italiana. Mi baso sul mio istinto nel dire ciò, ma con i pochi votanti delle ultime elezioni un sistema a doppio turno non mi sembra realmente maggioritario, ma rappresenterebbe una tendenza al plebiscitarismo al secondo turno che non mi piace.

Ovviamente non possiedo la verità ma spero che il mio piccolo contributo aiuti alla riflessione sulla futura legge elettorale.

Legge molto importante.

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