Emergenza Tribunale. Affrontare ogni azione per sospendere il decreto di soppressione

“Porre in essere ogni iniziativa anche forte e clamorosa al fine di sospendere la soppressione del Tribunale di Modica e attivarsi poi per salvare con una soluzione condivisa quello che rimane uno dei tribunali più antichi d’Italia. L’ipotesi rimane sempre quella: la giurisdizione civile a Modica e quella penale a Ragusa.”
Questo il convincimento comune, anche se per non pochi il dado è tratto, espresso stamani nel corso di una conferenza stampa, promossa dal presidente del consiglio comunale, di presentazione del consiglio comunale aperto fissato per questa sera alle ore 18.00.
Sindaco, presidente del consiglio comunale, consiglio dell’ordine degli avvocati di Modica (presenti Giulio Ottaviano, Fabio Borrometi e Gaspare Abbate) presenti il vice sindaco Giorgio Linguanti, i consiglieri comunali Ivana Castello, Giovanni Spadaro, Piero Armenia, Andrea Caruso, Claudio Gugliotta hanno dato vita ad un momento di grande emergenza sociale con l’obiettivo di coinvolgere tutta la classe dirigente della provincia attorno a questo tema.
Sarà il civico consesso di questa sera a sintetizzare le iniziar ire che si intendono intraprendere.
Alcuni punti sono fermi: il ricorso al TAR contro il decreto del Ministro della Giustizia, da parte dell’ente, che accolla le spese di mantenimento del Tribunale di Modica nei due anni di sopravvivenza per gli affari civili pregressi che suona come un beffa atteso che il Comune è creditore nei confronti del Ministero della Giustizia di ben quattro milioni di euro per costi anticipati per il mantenimento della struttura.
Sindaco, presidente del consiglio e Ordine degli avvocati sono convinti che bisogna elevare il tono della protesta per rispetto delle popolazioni e per ridare senso ad una riforma che non tende a risparmiare ma bensì ad appesantire i costi con l’aggravante di rendere disagevole l’amministrazione della giustizia per i cittadini per gli operatori del diritto.

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