Emergenze nazionali estive… discoteche e cinghiali

D’estate ci si accorge delle emergenze nazionali dimenticate. D’estate quando ci scappa il morto si promette politicamente di intervenire dopo che per decenni non si è fatto nulla. Tutti che propongono sull’onda dell’emergenza una ricetta. Ricetta che per essere efficace deve essere urlata. Più si urla, più si promette di fare, meno si fa.
In particolare mi riferisco al caso dei ragazzi che muoiono per il c.d. sballo in prossimità delle discoteche ed al caso della profilazione del numero dei cinghiali che in paio di occasioni hanno ucciso delle persone.

Ovviamente ho il totale rispetto per il dolore dei familiari che piangono per la scomparsa improvvisa dei propri cari, ma bisogna evitare che tali casi si ripetano in futuro e quindi occorre dire con forza no ai rimedi retorici in salsa estiva, partendo con il fare una analisi su quanto successo.
Molti ragazzi (non tutti) spesso fuori e dentro dalle discoteche si sballano a volte anche con l’uso della droga. A volte per questo si muore. Una parte dell’opinione pubblica si preoccupa e subito viene proposto il pugno duro sulle discoteche. I locali notturni sono di colpo diventati il “male” dell’estate 2015.
Ebbene se ci si mette a fare analisi emergono subito alcune domande: la chiusura di una discoteca fa diminuire l’uso di droga? le mafie che hanno investito nei locali notturni sono estranee al fenomeno?

Le sostanze di cui è proibito l’uso in realtà si acquistano liberamente dentro e fuori dalla discoteca. Da anni. La chiusura della discoteca non risolve il problema. Anzi nel caso in cui ci si trovi davanti ad un imprenditore onesto, la chiusura potrebbe avvantaggiare gli imprenditori mafiosi aumentando la loro penetrazione in tale settore.
Ai giovani attratti dalle sostanze proibite serve invece dare risposte culturali in modo forte e chiaro.
Passiamo al caso dell’eccessivo numero dei cinghiali.

Il numero delle persone uccise dai cinghiali non è elevato da un punto di vista percentuale. A costo di essere impopolari in questo momento è bene essere chiari in proposito.
Sul numero dei cinghiali sono stati fatti numerosi errori in passato e vediamo di evitarne il ripetersi.
Il cinghiale è un animale abbastanza sociale. Vive in branchi ed è onnivoro. È una specie che non rischia l’estinzione, ma ciò non deve giustificare alcun massacro indiscriminato, sia chiaro. È un animale che se si sente in pericolo attacca a testa bassa. I tentativi, a volte maldestri, di limitarne il numero non hanno prodotto l’effetto voluto. Anzi in molti casi è stata uccisa la matriarca, mandando in tilt il branco, causando una anticipazione dell’estro delle altre femmine con relativa proliferazione dei cinghiali. Pertanto una eventuale riduzione del numero va fatto solo con l’ausilio di tecnici non improvvisati.

Tra l’altro mi permetto di far notare che dove è tornato il lupo, il numero dei cinghiali è diminuito.
Quindi in conclusione… in estate niente demagogia inutile please, i problemi vanno affrontati senza però entrare in dinamiche da gossip emergenziale.

Salvatore Calleri

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