Le tre età della donna…

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai. Oriana Fallaci

L’articolo di questo mese prende spunto da un quadro di Gustav Klimt del 1905 che si intitola proprio così, “Le tre età della donna” e raffigura quanto espresso: l’infanzia, la maternità e la maturità, creando un’allegoria sulla vita che scorre attraverso queste tre importanti età/tappe.

L’interesse per quest’opera nasce dalla particolare capacità di poterla legare alle fasi del ciclo evolutivo che determinano con il loro arrivo e superamento cambiamenti psico-fisici nella donna determinanti. Le tappe evolutive sono certamente importanti in entrambi i generi (maschile e femminile) ma nello spazio di oggi mi soffermo soprattutto su quelle della donna, sui compiti evolutivi e critici che ella può trovarsi a dover superare durante il suo ciclo di vita.

L’infanzia è legata inizialmente ad una principale figura di accudimento, con cui il neonato instaura un rapporto simbiotico. Quasi sempre si tratta della madre, figura determinante per la crescita e maturità di ogni individuo. La madre avuta sarà infatti anche quella che ogni futuro genitore si porterà nella sua genitorialità. Seguono la pre-adolescenza e l’adolescenza, che coincidono con il raggiungimento della maturità sessuale. Ci si distacca dal proprio corpo infantile, si ridefiniscono le relazioni rispetto alla famiglia preparandosi ad una maggiore autonomia, ed investendo di più nel gruppo dei pari. Però, anche se il corpo è già fecondo, in questa età normativamente non si procrea. Nella nostra società infatti la maturità sessuale avviene prima di quella culturale e sociale (studi protratti ritardano l’ingresso nel mondo del lavoro, ritardando l’inizio dell’età adulta e allungando l’adolescenza). 

Proprio questa “distanza” tra età cronologica ed età psicologica spesso disorienta i giovani in generale, che non sono né più piccoli e indifesi ma neanche adulti e forti. In questi anni cruciali infatti possono esordire alcuni disturbi di natura psicologica, come i Disturbi dell’Umore, i Disturbi d’Ansia, i Disturbi di Personalità, i Disturbi dell’Alimentazione, l’Abuso di sostanze.

L’età adulta può portare nella donna l’evento gravidanza, con tutta una serie di compiti e responsabilità, non confrontabili con esperienze precedenti. 

Cosa succede alla donna in momenti di grandi cambiamenti come questo? 

Ci sono emozioni spesso invadenti, come l’ansia, proprio per i cambiamenti in atto, che determinano insicurezze e disorientamento e stati d’animo forti, come la tristezza, per le passate sicurezze perse. La maternità può diventare quindi per alcune donne anche un’esperienza di crisi che può tradursi dopo il parto in un disturbo depressivo maggiore.

Perché?…

…Perché ci sono i bisogni di un neonato che dipende totalmente dalle sue cure, la perdita della “vita precedente”, il cambiamento di ruolo che significa anche dare spazio a una nuova identità: l’essere madre, esperienza interiore intensa, non indolore, che passa attraverso la sofferenza fisica e psicologica. D’altronde la depressione reattiva a questi eventi non è altro che un lutto, perché si perde il proprio ruolo di figlia, si trasforma il rapporto con la propria madre e si perde l’idea immaginaria del proprio figlio sostituita dalla realtà.

La maturità e senilità. Si fanno i conti con quello che si è stati e con gli investimenti affettivi fatti, in entrambi i generi. Klimt nella sua tela dipinge la maturità con un corpo scuro, disarmonioso, e con il volto coperto dalla mano e dai capelli. Anche il piano di collocazione è diverso rispetto alla maternità e all’infanzia. Per l’artista l’emozione principale è la paura della morte, inesorabile e inarrestabile. 

È una tappa evolutiva quella della maturità in cui c’è di più. Così come sulla tela, è ad un piano di saggezza e conoscenza diverso rispetto alle età precedenti, con eventi critici diversi. Vi è il lutto per la perdita della fecondità e della sessualità (anche se i due avvenimenti ovviamente non in tutte le donne sono coincidenti), per la fine dell’attività lavorativa (pensionamento) e la crescita dei figli.

Una delle principali cause dell’invecchiamento psicologico è lo stress psico-emotivo (problemi psicologici legati a malattie del corpo, mancanza di partecipazione ad attività gratificanti, pochi rapporti sociali, problemi economici ecc.), stress che spesso potrebbero essere prevenuti se la nostra società si prendesse meglio cura di quest’età che può davvero dare ancora tanto.

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Nata a Ragusa e vissuta a pochi passi dal mare… cresco a Pozzallo. Dopo la maturità classica mi trasferisco nella bella Palermo, iscrivendomi al corso di laurea di psicologia, la grande Passione. Palermo è certamente una città per me del cuore, dalla quale ho preso il suo meglio, cercando anche di donarle il mio di meglio: la spensieratezza, la gioventù, la curiosità intellettuale, la vitalità. Oggi sono specializzanda in psicoterapia familiare e sistemica del CTR di Catania e radicata nell’ibleo, dove svolgo la libera professione con un’unica certezza per me e per chi confida nel mio sostegno: “Non è mai troppo tardi per essere felici”.

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