False aziende ‘Bio’, maxi operazione della Finanza nel ragusano

Quindici provvedimenti di perquisizione e sequestro in danno di 9 titolari di aziende agricole definite “biologiche” ma che in realta’ commercializzavano prodotti anche convenzionali.

Gli indagati dell’operazione “simBIOsi” – che ha messo in campo oltre cinquanta uomini delle Fiamme gialle – devono rispondere del reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio e alla truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione europea, finalizzata al conseguimento delle erogazioni pubbliche, in particolare destinate ad agricoltura biologica. Sequestrati oltre diecimila chili di prodotti chimici, fertilizzanti, sementi alterate, concimi e pesticidi rigorosamente vietate dai disciplinari dell’agricoltura biologica. L’operazione condotta dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Ragusa con il coordinamento della Procura iblea coinvolge sedi di aziende “bio” ad Acate, Ispica, Modica, Pozzallo, Scicli, Vittoria. Nell’indagine avviata dalla tenenza di Modica, i militari sono stati affiancati dall’Ispettorato centrale tutela qualita’ e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero per le Politiche agricole.

Nell’arco temporale tra il 2015 e il 2017, e’ stato quantificato in oltre 8 milioni di euro, il valore della movimentazione di falsi prodotti “bio”, proveniente da acquisti e vendite di prodotti deperibili destinati al Nord Europa ed effettuata dalle aziende coinvolte nell’indagine.

L’indebita percezione di contributi derivanti da finanziamenti pubblici ed agevolazioni destinate a produzioni biologiche – compresi gli aiuti alla produzione stessa – ammonterebbe a circa un milione di euro. I prodotti venivano commercializzati in Francia, Germania e Inghilterra. Per soddisfare la crescente domanda di prodotti bio, le aziende finite nell’inchiesta, non riuscendo a fare fronte con il proprio raccolto alle richieste di mercato, acquisivano prodotti da aziende agricole vicine al luogo di produzione e all’oscuro del sistema architettato.

I prodotti venivano pero’ ugualmente confezionati ed etichettati come biologici e rivenduti a prezzi notevolmente superiori. I concimi, i pesticidi e i prodotti chimici sequestrati sono stati oltretutto rinvenuti in magazzini e terreni che erano censiti nel Programma annuale di produzione delle aziende certificate come “biologiche”. E su queste forniture sono state anche scoperte evasioni fiscali per oltre duecentomila euro.

Con l’operazione “simBIOsi”, le Fiamme gialle iblee hanno puntato alla tutela e al contrasto degli illeciti nell’erogazione di finanziamenti pubblici ed al ripristino delle normali condizioni di concorrenza nel mercato dei prodotti ortofrutticoli biologici.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine