“Farò sciopero della fame, almeno morirò per i miei diritti. Vi prego, condividete il mio appello, aiutatemi!”

Non posso comprarmi da mangiare, pagare l’affitto, mi tagliano continuamente la luce, mi mancano le 10 euro e vivo con quelle che mi danno i miei amici che, però, non possono continuare così, c’è crisi per tutti. Non posso continuare, per tale ragione ho deciso per lo sciopero della fame, almeno se devo morire, morirò lottando per i miei diritti”.

Due occhi stanchi, una voce fiacca. Tanta voglia di vivere e lottare, nonostante tutto. Questa è Giusy Marazia, 56 anni, leccese, soffre di MCS – sensibilità chimica multipla – una patologia rara scatenata dall’esposizione agli agenti chimici e non riconosciuta dal sistema sanitario nazionale.

Giusy non ce la fa più.

“Sono una disabile riconosciuta al cento per cento – racconta – ma mi passano solo 280 euro al mese.

giusy maraziaHo venduto appartamenti, macchine, gioielli, mobili. Non ho mai chiesto niente a nessuno. Nel 2010 mi sono ammalata ed ho dato fondo a qualsiasi risparmio ma non riesco più a vivere.  Andai a curarmi a Roma da sola con l’ambulanza, tutto a mie spese.

Pensate, mi recai all’Asp per chiedere se mi aiutavano per l’autombulanza e mi hanno chiuso le porte in faccia. Ho tutto documentato, mai avuto niente”.

Le conseguenze della patologia sono pesantissime. La signora Giusy Marazia non può entrare in contatto, ad esempio, con detersivi, deodoranti, profumi, inchiostro, farmaci e tantissimi alimenti. Ambienti e persone sono fonte di pericolo enorme, con tutto ciò che può derivarne.

Con la MCS, va ricordato, si può morire e ci sono stati diversi casi, purtroppo, di morte.

“Non sto assolutamente bene, sono solo pelle ed ossa. Mi sono incatenata sotto al Comune tempo fa – commenta Giusy Marazia – ma sono stata ignorata, non è successo niente.

Sto iniziando lo sciopero della fame perché ho percorso tutte le strade possibili ed immaginabili.

Speravo che mi riconoscessero una pensione adeguata o un posto di lavoro dove poter lavorare, seppur nelle mie condizioni”.

E gli Enti locali? Il Comune? La Regione Puglia?

“Il Comune mi palleggia alla Regione, la Regione al Comune ed io faccio la pallina da ping-pong.

Oggi non posso praticamente uscire di casa e questo ha azzerato la mia vita sociale. Le istituzioni sono assenti: ho scritto a politici, al Papa, all’ex premier Enrico Letta, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma niente. Siamo dimenticati.

Sono un pesce tirato su nella barca. Un pesce in barile – sottolinea amaramente -, senza ossigeno. Se non me lo date, io muoio. Così tanto vale che faccia lo sciopero della fame. Nessuno mi aiuta. Cosa dico al padrone di casa? Cosa all’Enel?

Non reclamo un favore, ma un diritto sancito dalla Costituzione Italiana. Lotto per sopravvivere. Questi diritti mi spettano, il diritto alla vita e quello alla salute”.

Per “tirare a campare”, Giusi se le è inventate tutte, iscrivendosi anche all’università.

“Sono andata avanti iscrivendomi all’università, con la borsa di studio. Mi sono inventata qualsiasi cosa.

Non ho più tempo – conclude -, lotto tutti giorni ma non ho più tempo. Non mi fate morire, vi prego”.

PER FARE UNA PICCOLA DONAZIONE:

Postepay: Intestata a Giuseppina Marazia – n. 4023 6006 6432 3161

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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