Fascismo: intitolato museo a deputato Pnf, “Ragusa si ribelli” 

Dopo l’intitolazione del liceo di Pe’artinico (Palermo) all’esponente del partito fascista e firmatario delle leggi razziali Santi Savarino, e’ toccato al museo archeologico di Ragusa un’intestazione che fara’ discutere: quella all’archeologo Biagio Pace, deputato del Partito nazionale fascista e poi missino. “Impossibile assistere in silenzio al colpo di mano di questo governo regionale di centrodestra, che mostra interesse per i musei archeologici, esclusivamente calando dall’alto una titolazione senza aver prima consultato il nostro territorio”, dice la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo. “Senza tener conto dei motivi di opportunita’ politica, anche se sono evidenti – continua l’esponente del M5S – non abbiamo mai visto l’assessore fare una visita al nostro museo regionale, nonostante le varie vicende e gli aspetti che ne ostacolano un opportuno rilancio, ed ora all’improvviso dovremmo registrare come positiva questa inconsueta attenzione? Noi invece pensiamo l’esatto contrario, ovvero che l’assessore Scarpinato avrebbe dovuto relazionarsi con gli esperti e gli studiosi della nostra provincia e del settore e, soprattutto, avrebbe dovuto avviare un confronto con la Soprintendenza e con il direttore del Museo. Ecco perche’ riteniamo che tale titolazione sia caratterizzata da gravi vizi procedurali e che questa scelta risulti completamente decontestualizzata dalla nostra storia e dalla memoria civile della nostra provincia. Per questi motivi abbiamo presentato un’apposita interrogazione”.

Il Museo archeologico Ibleo, fa notare Campo, nacque alla fine degli anni ’50, per mano dell’archeologo Antonino Di Vita; quando gia’ l’archeologo Pace era scomparso. “Difatti – spiega – c’era gia’ stato un maldestro tentativo nel 2012 di titolare questo museo al Pace. Un atto che tuttavia fu ritirato con un decreto dirigenziale, a distanza di pochissimi giorni, proprio perche’ mancavano i presupposti storici che legassero il nome dell’archeologo comisano al Museo di Ragusa e perche’ la stessa Soprintendenza non era stata interpellata. Adesso, a distanza di dodici anni si commette lo stesso identico errore, tanto da non farci comprendere, al netto delle ragionevoli questioni ideologiche, perche’ al Pace non sia stato invece intitolato il Museo di Camarina, visto che fu quella la sede dei suoi piu’ importanti studi e il luogo a cui lo stesso Pace risulta essere stato sempre fortemente legato, sia per avere partecipato alle attivita’ di scavo negli anni Venti del secolo scorso, che per averci lasciato notevolissime testimonianze con pubblicazioni dedicate proprio a Camarina. Non vorremmo, altresi’, che questa bandierina piantata oggi sul Museo servisse, oltre che per accontentare qualcuno, anche per coprire le mancanze dell’assessorato e di altri enti preposti”. Protesta anche il Pd, che spera nella “ribellione” di Ragusa. “La citta’, il sindaco Cassi’ in testa, deve far pervenire alla Giunta regionale e ai parlamentari di maggioranza la propria contrarieta’”, afferma Peppe Calabrese, segretario cittadino del Partito Democratico e Consigliere comunale di Ragusa. “Al di la’ dei meriti accademici e nel campo dell’archeologia – dice ancora Calabrese – come ha gia’ evidenziato l’on. Dipasquale in una sua nota, Pace fu un fascista della prima ora, fu una camicia nera, parlamentare del PNF per quattro legislature, volontario nella Guerra d’Etiopia, durante la seconda guerra mondiale fu sottotenente in Nord-Africa, fondatore del MSI, esponente della nobilta’ agraria siciliana di cui difendeva gli interessi insieme all’amico Filippo Pennavaria. Oggi, nel 2024, possono i meriti in particolari aspetti della vita di un uomo essere sufficienti a cancellare cio’ che quell’uomo rappresenta rispetto alla pagina piu’ buia della storia d’Italia?”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine