Femminicidio Zarba, l’imputato rompe il silenzio in aula

Udienza con un colpo di scena a Siracusa in Corte d’Assise, dove si sta celebrando il processo a carico di Giuseppe Panascia 75 anni, a processo con l’accusa di avere ucciso a Ragusa l’11 ottobre 2018 la ex moglie Maria Zarba, 66 anni, massacrandola con un corpo contundente che non è stato rinvenuto. Questa mattina in aula davanti alla corte presieduta da Tiziana Carrubba, hanno testimoniato due dei nipoti della vittima, Giuseppe (omonimo del presunto omicida e che rinvenne il corpo della nonna) e Paola. Entrambi hanno affermato che i loro nonni erano separati e che la nonna non voleva più in casa l’ex marito anche a causa delle continue liti, l’ultima delle quali la sera prima del delitto.  La nipote Paola vi avrebbe assistito. Giuseppe ha poi raccontato le drammatiche circostanze del rinvenimento del cadavere della nonna e di ciò che lo ha portato nella immediatezza dei fatti a riferire agli inquirenti dei sospetti sul nonno. Inaspettate le dichiarazioni spontanee del nonno, presente in aula: “Eravamo separati ma non col cuore” avrebbe detto, sostenendo che era la ex moglie stessa che al mattino apriva il chiavistello interno per farlo entrare in casa. Udienza aggiornata al 28 febbraio per sentire alcuni agenti della polizia scientifica e uno dei figli.

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