I figli non sono mai tutti uguali…

Ogni bambino, salvo particolari condizioni psico-patologiche dei genitori, rappresenta il più importante oggetto d’amore che una mamma e un papà possano mai desiderare. Nonostante ciò, la maggior delle persone che hanno fratelli o sorelle sono pronte a giurare che in famiglia non tutti i bambini sono amati allo stesso modo. Stando ad alcune correnti di pensiero in materia psico-sociologica, il “prescelto” più probabile sarebbe il primogenito. Tale teoria sarebbe da attribuire al fatto che alcune condizioni, come ad esempio l’esperienza ex-nova da parte dei genitori, la loro maggiore disponibilità di tempo e di energie, porterebbe a riversare sul bimbo una dose d’affetto quantitativamente e qualitativamente maggiore rispetto ai figli che giungerebbero in seguito. A tale convinzione si contrappone il pensiero comune che afferma esattamente l’opposto. Infatti tutti i primogeniti sono pronti a giurare sul fatto che i loro fratelli o sorelle più piccoli, rispetto alla loro richieste, in famiglia sarebbero sempre favoriti o accontentati. La psicologia a tale proposito risponderebbe che i favoritismi non sono altro che delle super compensazioni inconsce di una maggiore partecipazione affettiva che verrebbe rivolta ai primogeniti. Insomma il dibattito resta non solo sempre aperto, ma anche del tutto insoluto. Al di là delle teorie psicologiche e di una eventuale scala affettiva fondata su di una improbabile scala cronologica, non si può di certo fare a meno di ammettere che alcuni bambini, rispetto ai loro fratellini e alle loro sorelline sono maggiormente considerati e forse anche effettivamente più amati. Comunque, indipendentemente dalla validità delle teorie psico-sociologiche, sostengo che la discussione non dovrebbe essere posta sulla quantità dell’amore che ogni genitore riversa suo propri figli, ma dalla consapevolezza che un padre e una madre dovrebbero avere rispetto alle loro preferenze. Ogni papà e ogni mamma, infatti, prima di essere dei genitori sono delle persone e quindi come qualsiasi essere umano hanno inevitabilmente delle preferenze. Non c’è nulla di male, niente di patologico. Proprio attraverso questa umana consapevolezza però, come asserisce anche lo scrittore Antimo Pappadia nel suo saggio “Infanzia e famiglia”, che possiamo annullare i favoritismi. Una cosa è avere delle preferenze, un’altra è essere equi e un’altra ancora è tentare di mettere su di un’ipotetica bilancia, il fiume d’amore che ogni genitore indiscutibilmente riversa sui propri bambini. Personalmente, come mamma di due ragazzini, non so se ci riesco, ma vi garantisco che ci provo ogni giorno e ci penso continuamente.

Condividi

Enza Iozzia modicana di origini, dal 2001 vive a Piacenza. Nello stato di famiglia risulta sposata con 2 figli. Professionalmente è impegnata nel sociale. Per apparire nelle varie testate giornalistiche si è “inventata” un nuovo modo di fare cultura Il suo motto: Non è l’arte a rendere la donna diva, ma è la DONNA a rendere l’arte divina.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine