Dopo un anno di amministrazione sembra restare ben poco dell’immagine salvifica che Ignazio Abbate ha cercato di dare a se stesso di fronte agli elettori modicani. Ed infatti, dopo appena un anno, possiamo affermare che, come accaduto per Crocetta a Palermo, anche la tanto predicata “rivoluzione abbatiana” non è mai decollata.
Il Sindaco aveva promesso che sarebbe stato a disposizione dei cittadini e che avrebbe lui stesso parlato con tutti e risolto ogni problema. In realtà per parlare con lui occorre fare ore di anticamera, dopo le quali non è detto che si venga ricevuti, soprattutto se si è portatori di argomenti “poco graditi” al primo cittadino.
Abbate si era proposto come il “grande manutentore”. Ricordo che, durante la campagna elettorale, pubblicava su facebook fotografie che lo ritraevano insieme ad operai intenti a coprire le buche stradali. Ricordo anche che, a commento di quelle foto, era scritto: “…e le buche le copriamo noi!”. Ecco, appunto, oltre a coprire le buche e fare rappezze, con una stranissima metodica “a macchia di leopardo” che lascia il 90% delle strade in uno stato a dir poco pietoso (e ve lo dice uno che in questo periodo attraversa la città a bordo di un vecchio “Sì” della Piaggio e deve costantemente fare lo slalom tra avvallamenti e dossi) non è riuscito a fare.
Aveva promesso grandi cose sul piano dello smaltimento dei rifiuti, ma al di là delle simpatiche macchinette “garby”, che peraltro sono frutto di un’iniziativa privata, e delle cospicue bollette “ex tarsu”, non abbiamo visto nulla.
La chiusura del Ponte Guerrieri, poi, ha messo in luce l’effettiva capacità di questa Giunta di affrontare le emergenze. L’amministrazione aveva messo a punto un piano del traffico che si è inabissato in un solo incrocio, quello di Via Vittorio Veneto. I modicani abbiamo chiesto a gran voce (penso che lo abbiamo fatto in non meno di 60.000!) che proprio la Via Vittorio Veneto venisse aperta in direzione di Piazza Corrado Rizzone, ma né il Sindaco né l’assessore Lorefice hanno ritenuto di dare alcun riscontro a tale richiesta di buon senso. Si è deciso, piuttosto, di disporre il doppio senso di una sola parte del Corso Umberto e di mantenere inalterato (a questo punto non si capisce nemmeno il perché) il senso unico a salire da Piazza Monumento verso S. Francesco la Cava. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: caos totale…
L’organizzazione dei servizi comunali non è migliorata per il semplice fatto che in materia non si è proprio messo mano ed anzi, sotto certi aspetti, la situazione è pure peggiorata. Si pensi a quello che sta accadendo con le bollette “pazze” del canone idrico, peraltro recapitate a ridosso o anche dopo la scadenza prevista per il pagamento della prima rata. Solo per fare qualche esempio: alcuni cittadini si sono visti chiedere il pagamento di importi molto alti per consumi mai effettuati, su contatori inesistenti o sigillati, con tariffazione per uso industriale rispetto ad appartamenti usati per abitazione o con riferimento ad immobili alienati da anni. Altri sono stati chiamati a pagare somme che il Giudice di Pace di Modica aveva dichiarato, con tanto di sentenza emessa in nome del popolo italiano, non dovute. Strano! A voler pensar male si potrebbe ritenere che questa situazione sia il frutto di una volontaria sopravvalutazione delle entrate tributarie locali, dalla quale ovviamente discende una proporzionale sopravvalutazione della capacità di spesa dell’ente, ma ad essere più ottimisti si può dire che la tanto propagandata efficienza abbatiana non esiste e non è mai esistita.
Una valutazione, poi, su questa questione: il Sindaco ha detto che “sarebbe vigliacco far pagare le tasse senza offrire i servizi”. Credo sia altrettanto disdicevole pretendere il pagamento di somme non dovute e, oltre il danno la beffa, chiedere ai cittadini di sacrificare ore preziose del loro tempo, in fila all’ufficio idrico, per ottenere la correzione di errori di cui l’ente, l’amministrazione e gli uffici sono gli unici responsabili! Porgere le scuse ai cittadini sarebbe, a questo punto, il minimo.
Sul piano finanziario la situazione è assolutamente chiara. Il metodo Abbate si contrappone al metodo Buscema in modo antitetico. Antonello, assediato dai creditori come un novello Wilkins Micawber, ha “stretto la cinghia per cinque anni”, facendo rinunce, centellinando i pochi spiccioli in cassa, raschiando un barile sempre più avaro ed assumendosi la responsabilità politica delle tante “cose non fatte”. Ignazio, invece, ritrovandosi miracolosamente con la possibilità di pagare i creditori grazie al prestitone di 64 mil. provenienti dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha potuto adottare una politica della spesa e, a mio avviso, dell’indebitamento, se è vero, come sembra confermato anche dal parere dei revisori dei conti, che l’attuale amministrazione ha fatto un uso massiccio (forse un po’ troppo massiccio) delle anticipazioni di cassa e se è vero, come ammesso dallo stesso Sindaco alla stampa, che si è deciso di spostare all’anno prossimo le somme stanziate per il finanziamento del contratto di quartiere e della rotatoria di Dente-Crocicchia, allo scopo di coprire quest’anno, almeno sul piano contabile, spese “altre” per circa 2 milioni di euro. Ora, in attesa di sapere dove troverà i soldi necessari per rifinanziare queste due importanti opere, appare chiaro che le stesse non potranno essere realizzate nel prossimo futuro, a meno di non dovere ricorrere ad una nuova forma di indebitamento. Si potrebbe anche speculare dicendo che i nuovi debiti siano proprio quelli derivanti dalle ormai famose operazioni contabili in merito alle quali è stata presentata l’interrogazione di Ivana Castello. Si potrebbe speculare in attesa di una risposta a quell’interrogazione che, ad oggi, non è stata data né oralmente né, come chiesto dal gruppo consiliare del PD, per iscritto.
Di opere pubbliche nemmeno l’ombra! Il Sindaco non sembra interessato nemmeno a realizzare quella famosa strada alternativa al Corso Umberto di cui oggi sentiamo tutti la necessità. Eppure c’è già un progetto degli anni ’90! peraltro già finanziato dalla Regione Siciliana! basterebbe solo tirarlo fuori dal cassetto…!
Non mi pronuncio sul PRG perché sono un avvocato e, come ha detto lo stesso Sindaco: “cosa ne può capire un avvocato di urbanistica?” Ed infatti io non parlo, sto zitto, ci mancherebbe! Però, usando il cervello quel poco (ed è veramente poco!) che madre natura mi ha concesso, non posso non sottolineare che in merito a tale questione il silenzio è talmente assordante “che quasi mi fanno male le orecchie”…
In conclusione, colui che in campagna elettorale si è presentato come il novello “messia” della politica locale, il tuttologo con tutte le risposte ad ogni problema, tutte le soluzioni in tasca e tanti bandi e progetti pronti nel cassetto di casa sua, al di là di un po’ di scerbatura, delle feste e delle luminarie, della velleitaria ambizione di un leaderismo territoriale nano, di qualche rappezza sulle strade e di una cultura della manutenzione minima, non ha saputo fare, almeno fino ad oggi.
Dopo un anno Modica continua a vivere problemi gravissimi, come ad esempio quello della viabilità, rispetto ai quali non viene prospettata alcuna soluzione di ampio respiro.
Dopo un anno non viene avanzata alcuna visione politica della Città del domani, si campa alla giornata, ci si concentra sulle cose piccole della quotidianità.
Sembrava fosse arrivato il salvatore di Modica, ma era solo…un un uomo, anzi un politico…come tanti altri…











