“Giornata internazionale della Donna”

In una delle sue ultime pubblicazioni postava….”Lasciati alle spalle ciò che ti ha fatto soffrire, che ti ha ferito, che non puoi cambiare, liberati dai sentimenti che ti avvelenano porta con te solo il coraggio e la forza di ricominciare”

Strattonata, presa a calci, a pugni e poi lasciata li, agonizzante su di un letto, è morta cosi Alessandra Musarra, ennesima vittima del carnefice possesso.

L’8 marzo dovrebbe essere un giorno dove i canali delle comunicazione alle menti  e in ciò che suscita nell’uomo vergogna e frustrazione, non smettono di elencare luoghi, persone, situazioni, notizie, realtà dove la donna è involontaria protagonista del peggio che l’uomo riesce a concepire.

L’8 marzo è la “Giornata internazionale della Donna”, indetta per celebrare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne. Di festeggiare non c’è motivo, basta prendere un qualsiasi giornale e aprire la pagina della cronaca: il femminicidio, la violenza di ogni genere fisica, psicologica,  le discriminazioni verso le Donne sono la terribile quotidianità, né più né meno come nel 1909 quando negli States fu celebrata per la prima volta questa ricorrenza.

Non è una festa, nonostante questa data sia finita, come ogni altra ricorrenza, nel tritacarne del consumismo. Si potrà festeggiare solo e quando in tutti i settori della vita sociale, politica ed economica del nostro Paese, così come ovunque nel Globo, ci sarà vera parità. E quando la Donna potrà ritenersi totalmente al sicuro in ogni famiglia, al nord o al sud del Mondo. Sarà una festa quando le pari opportunità non si ridurranno soltanto ad un noioso obbligo di legge a cui attenersi per evitare “noie”. Sarà festa quando ad ogni Donna, che sia imprenditrice di successo, operaia o semplicemente madre di famiglia verranno riconosciuti i meriti di aver dovuto lottare il doppio, per ottenere “meno della metà“…

Non occorre mutilare alberi per celebrare l’8 marzo. Occorre invece cambiare mentalità, una vera rivoluzione culturale, modificare il nostro DNA da maschio alfa più degno degli scimpanzé e prestare reale attenzione ai gravi problemi di disparità tra uomo e donna, 365 giorni all’anno.

Con tanto amaro in bocca, in memoria di Alessandra Musarra.

 

Alessia Sudano

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Alessia Sudano , classe 1976 Modicana di adozione ma Catanese nel DNA.
Da numerosi anni si occupa di Marketing strategico o come lo definisce simpaticamente lei “Emozionale”
Curiosa, allegra, intransigente, testarda, moglie , madre e donna in carriera, tratta la vita alla sua maniera
( a colpi di sorrisi).
Da sempre impegnata nel sociale, adora gli animali, ama dipingere scrivere e ascoltare la musica (solo quella giusta)
Si cimenta in questa nuova avventura “Punti di svista” perché a quanto pare ed a suo dire ,ci sarà sempre qualcosa che merita attenzione e che non ha la giusta considerazione.
In cantiere per lei un libro a quanto si vocifera autobiografico.
La sua massima? Parlate da uomini saggi, comportatevi come gente comune…….

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