Giovanni Caccamo conquista Sanremo nel “nome” del papà…

La classe non si compra, l’umiltà è innata, la bravura si raggiunge con lo studio: tutto questo è Giovanni Caccamo, il 24 enne cantautore modicano che ha messo d’accordo il Nord e il Sud dello Stivale. Tutti incollati di fronte allo schermo quando poco dopo la mezzanotte di sabato 14 febbraio, Carlo Conti annuncia il vincitore per la categoria Nuove Proposte della 65° edizione del Festival di Sanremo.

I Kutso, i simpatici rockettari finalisti, abbassano il capo; Giovanni impietrito, stordito, incredulo, libera la sua emozione al suono del suo nome abbracciando il presentatore, anzi lo prende in braccio per mostrare e condividere la sua gioia, la sua forza. Perché in quel momento Giovanni che impugna la preziosa statuetta del leone d’oro rampante è forte, fortissimo e non solo Conti, avrebbe abbracciato il mondo intero, sollevando chi lo ha sempre sostenuto e chi da lassù lo accompagna nel canto. Una vittoria dedicata “al mio papà”.
Oggi i quotidiani urlano un titolo, “Caccamo pigliatutto”, perché non ha lasciato dubbi e fatto en plein: per la sezione Giovani ha vinto il premio della critica Mia Martini (con 45 voti) e quello della Sala Stampa Radio-tv-web “Lucio Dalla” (42 preferenze).

Nato a Modica (Ragusa) nel 1990, Giovanni Caccamo sin da bambino coltiva la passione per l’arte delle note e per il canto, ma Giovanni non è il siciliano che si tifa per partito preso, Giovanni è bravo veramente e su quel palco ha fatto magie. Polistrumentista, compositore e autore, a soli 24 anni ha alle spalle collaborazioni importanti come quella con Franco Battiato che si è innamorato subito della sua musica, producendo per lui il brano ‘L’indifferenza’.

Con il suo faccino pulito, la sua figura snella e le mani di fata ha stregato i telespettatori e fatto impazzire il web. E basta ascoltare “Ritornerò da te”, da lui scritto e composto, per sentirlo amico e confidente. Giovanni per noi tutti è anche qualcos’altro, è un simbolo, è il ragazzo che ce l’ha fatta, è un uomo passato attraverso il dolore, che ha conosciuto i sacrifici e sicuramente il sapore amaro delle porte in faccia e dei treni mai passati. Oggi Caccamo con umiltà ed eleganza alza le mani in cielo per ringraziare chi lo ha sostenuto digitando due cifre, ottenendo la vittoria che è un punto di partenza e la ricompensa di chi non si arrende mai e si crea le opportunità, giocandole al meglio.

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Trenta gli anni compiuti, ma più di venti quelli che segnano la sua passione per la scrittura. Nata a Modica, cresciuta a Rosolini, espatriata per studio, assetata di sapere. Dopo un peregrinare tra Bologna, Bruxelles e Parigi e una laurea in lingue, è tornata in Sicilia per scommettere sul Sud. Freelance per un sito di salute e benessere, cura delle rubriche per un quindicinale siciliano, da poco imprenditrice di una start up sul turismo, e nel cassetto tra bracciali e appunti vari, ha un sogno, un libro. Nell’attesa dell’ispirazione e del parto creativo, segue la moda e le tendenze, si è abilitata all’insegnamento e si dedica al suo quadrupede, un bassotto, che porta il nome di una rivista, Elle, e a una gattina randagia che è più civile di molti uomini, la Ragatta. Fondamentalmente odia le saghe, le seghe mentali e le trilogie. Guarda pochi film perché, vivendo il territorio, si è resa conto che di registi in giro ce ne stanno tanti. Troppi.

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