Gli spari nella notte, la mafia uccide Calogero Zucchetto

Una moto, l’urlo nella notte palermitana: “Zucchetto” e poi cinque colpi di pistola, in rapida successione, che lo colpiscono alla testa.

Calogero Zucchetto era il volto più bello dello Stato a Palermo, un poliziotto con la schiena dritta che faceva il suo dovere: combattere quella mafia che tanti addirittura negavano.

Lillo, per gli amici, stava per tornare a casa dalla fidanzata, che da lì a poco sarebbe diventata sua moglie.

È domenica 14 novembre 1982, sono circa le 21:25, nel centro di Palermo.

I due killer: Pino Greco detto “scarpuzzedda” e Mario Prestifilippo, che il Zucchetto conosceva bene per le sue indagini.

Furono tutti d’accordo nel massacrare il giovane poliziotto.

Sì, ha ragione il dottor Sebastiano Ardita: in quel momento lo Stato a Palermo era proprio Lui, Lillo Zucchetto.  

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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