Grazie Lentini: a Filadelfio Aparo, uomo e poliziotto vero ucciso dalla mafia

Grande emozione ieri sera a Lentini nel vedere le centinaia di persone (le Forze dell’Ordine dicono oltre 700) presenti nella Chiesa Madre per la presentazione del mio libro “Un morto ogni tanto”.
Grande emoIone nel mio abbraccio con la figlia Francesca e la mamma di Filadelfio Aparo, poliziotto ucciso dalla mafia perché “il suo lavoro infastidiva i corleonesi”. Incredibile.
E Filadelfio Aparo è l’immagine di Lentini.
Lentini non è città di mafia, è la città che dice no alla mafia. La presenza di tantissimi cittadini, al di là di singole appartenenze politiche o associative, mi ha fatto toccare con mano la voglia di libertà che hanno i cittadini lentinesi. È a loro che dico grazie, grazie per avermi accolto e abbracciato con tanto affetto.
Grazie al capitano Enzo Alfano ed ai Suoi meravigliosi Uomini sempre in prima fila contro qualsiasi illegalità e per i cittadini, grazie ai massimi esponenti dell’Ucsi (che mi hanno donato la tessera), al segretario dell’Assostampa siracusana, al padrone di casa che sta facendo un lavoro eccelso, don Maurizio, e al collega e amico Salvatore Di Salvo, da ieri punto di riferimento per Articolo21.
Ho snocciolato nomi e Societa, fatti e misfatti. Ho cercato di far comprendere come dietro alla “munnizza” c’è spesso la mafia e Lentini deve scrollarsi di dosso l’onta mafiosa (anche e soprattutto) della spazzatura. Troppi affari negli ultimi venti anni sono stati fatti con chi si è arricchito alle spalle della povera gente, dei cittadini inermi e spesso inconsapevoli. Troppi malanni causati con l’arricchimento di mafie e mafiosetti senza scrupoli.
In questo senso i segnali sono tutto in una Terra difficile come la nostra e, così come ho scritto nel libro, avrei preferito vedere che lo stadio cittadino fosse chiamato con il nome di una vittima di mafia, come Filadelfio Aparo, piuttosto che ad una società che lucra sui rifiuti. Segnali chiari, sono necessari.
Filadelfio Aparo è il volto più bello di Lentini, uomo da ricordare non come un eroe ma come un cittadino libero!
A lui ed a cittadini come lui vanno intitolate piazze e stadi, parchi o vie.
Qui a Lentini la mafia peggiore, al di là di “capetti” di cui non voglio neanche fare i nomi (li troverete nel libro) e che oggi soggiornano in isolamento in carcere dopo decine di omicidi, sono quei colletti bianchi, imprenditori e professionisti al soldo delle mafie. Sono loro che dobbiamo indicare, con nomi e cognomi. Quelli che cerco di denunciare nel libro.
Ma Lentini, la sua Chiesa madre, i suoi cittadini, meritano di più di quei colletti bianchi che, per anni, facendo affari con i clan l’hanno depredata ma non sottomessa.
Grazie Lentini, di cuore!

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Pubblicato da Paolo Borrometi su Sabato 22 dicembre 2018

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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