“Hanno svelato un’indagine su Messina Denaro”. In manette un ufficiale della Dia e un carabiniere

L’indagine sul superlatitante Matteo Messina Denaro è a una svolta. La più drammatica. Questa mattina, la procura di Palermo ha fatto scattare le manette per due investigatori, sono accusati di aver passato notizie riservate su alcuni mafiosi trapanesi dell’entourage del padrino ricercato. Contestazioni pesanti per il tenente colonnello Marco Zappalà, un ufficiale dei carabinieri in servizio alla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, e per Giuseppe Barcellona, un appuntato dell’Arma che lavora alla Compagnia di Castelvetrano, la città della primula rossa di Cosa nostra. Con loro è stato arrestato anche l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, già condannato per traffico di droga e poi diventato un confidente dei servizi segreti:è accusato di aver fatto da tramite e passato al boss Vincenzo Santangelo la trascrizione di un’intercettazione fra due mafiosi trapanesi.

Una catena delle talpe che è stata scoperta dai carabinieri del Ros: il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e l’aggiunto Paolo Guido contestano adesso le accuse di rivelazione di notizie riservate e accesso abusivo a un sistema informatico. Vaccarino risponde invece di favoreggiamento aggravato, dall’aver favorito l’organizzazione mafiosa. Ricostruzione accolta dal giudice delle indagini preliminari Piergiorgio Morosini, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare, accogliendo la ricostruzione dei sostituti procuratori Pierangelo Padova e Francesca Dessì.

E ora si apre uno scenario inquietante: quante altre informazioni riservate sull’indagine Messina Denaro erano già filtrate? E cosa si nasconde dietro gli uomini delle istituzioni accusati oggi di essere delle talpe? Zappalà faceva intendere di voler infiltrare Vaccarino in Cosa nostra, per avere informazioni. Ma era davvero così? Per certo, è stato Zappalà a passare notizie riservate: il 7 marzo 2017, ha incontrato Vaccarino nel cinema che gestisce a Castelvetrano e gli ha spedito per mail la fotografia dell’intercettazione ricevuta da Barcellona. Una mail che è stata intercettata. Il giorrno dopo, Vaccarino ha incontrato Santangelo e passandogli il documento gli ha detto: “Con l’uso che sai di doverne fare e con la motivazione che la tua intelligenza sai che mi spinge”. Parole tutte da interpretare, sono state intercettate anche queste grazie alla microspia piazzata nell’auto dell’ex sindaco di Castelvetrano.

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