I D’Agosta, da Ciccio a “Turi mutanna”: dalla politica alla mafia, nel lusso sfrenato (FOTO)

I D’Agosta sono stati e sono una famiglia legata alla criminalità organizzata vittoriese, l’esponente più conosciuto è stato Francesco (Ciccio) D’Agosta, capo del clan “Mammasantissima”, che voleva scalzare il gruppo malavitoso storico, che si richiama al boss Carmelo Dominante.

Francesco (Ciccio) D'Agosta
Francesco (Ciccio) D’Agosta

Ciccio D’Agosta aveva il pallino della politica, tanto da fondare il “Partito dei Cacciatori”, mai prima d’allora la mafia aveva cercato di entrare così prepotentemente – ed in prima persona – nell’agone politico (ricordiamo questi tentativi per prevenirli..).

Tentativo che, con scarsa fortuna (ma con vergognoso coraggio), il nipote, Giovanni Tonghi, riprovò in occasione delle ultime elezioni amministrative quando si candidò, nel silenzio più totale.

I D’AGOSTA NEL MERCATO ORTOFRUTTICOLO

Nel corso delle indagini della Guardia di Finanza sul Mercato di Vittoria, sviluppate nel 2010, all’epoca del Colonnello Francesco Fallica, Salvatore D’Agosta (detto “Turi mutanna”), figlio di Francesco (Ciccio) D’Agosta, e già condannato per mafia, venne identificato come socio occulto nel box n. 56, quello dell’Azienda Bella srlcircostanza invero mai accertata in giudizio e contestata dalla rappresentante legale, Tiziana Bella. 

MAPPA FAMIGLIA D’AGOSTA

I D’Agosta sono una famiglia numerosa, a seguire una mappa con i nomi dei figli dello storico capoclan, Ciccio.

A questi vanno aggiunti i nipoti Tonghi, Giovanni e Gaetano, da sempre legatissimi a Salvatore “Turi mutanna” D’Agosta.

FAMIGLIA D'AGOSTA

I BENI SEQUESTRATI ALLA FAMIGLIA D’AGOSTA ANCHE FUORI SICILIA

Il Clan D’Agosta ed i suoi principali referenti, i figli di Ciccio, hanno sempre avuto una grande facilità nell’occultare i propri beni.

Va detto, infatti, che nell’ambito di un’attività investigativa disposta dalla Direzione Distrettuale di Milano e svolta dalla Guardia di Finanza del capoluogo lombardo, nel 2012 (LEGGI ARTICOLO) si è proceduto al sequestro nei confronti dei fratelli D’Agosta, Carmelo e Gianfranco (ex pentito), nati entrambi a Vittoria, pluripregiudicati per gravi reati e condannati in via definitiva per associazione mafiosa.

Ai due vennero sequestrati, nel 2012, bar ed alberghi, del valore di svariati milioni di euro, siti in Porto San Paolo e Olbia, intestati a dei prestanome ma facenti capo ai D’Agosta.

Da ciò si evince come gli esponenti della famiglia D’Agosta, nonostante siano stati e siano sorvegliati speciali e/o collaboratori di giustizia, si siano infiltrati, con ottimi risultati, nell’economia legale grazie ad un gruppo di fedelissimi prestanome.

Mentre al padre Francesco vennero sequestrati (prima) e confiscati (poi) il di terreno su cui venne costruita la villa bunker (il terreno risultava di proprietà della moglie e, per questo, la confisca ha riguardato solo la parte su cui è avvenuta la costruzione); una Volkswagen Golf 1800 blindata, una Lancia Delta integrale blindata, una Lancia Thema blindata, una Bmw 325 Touring ed una Fiat Tipo “Digit”.

IL CLAN D’AGOSTA OGGI E CLAUDIO CARBONARO

Salvatore D’Agosta, Giovanni Tonghi

(suo nipote) e Claudio Carbonaro. Metti questi tre, una sera, insieme. Il luogo di incontro è casa D’Agosta (anzi, qualcosa in più di una semplice casa, a giudicare dalle foto che troverete sotto), sulla scogliera di Scoglitti.

Cosa ci facevano, tutti e tre, insieme?

Va ricordato, bastasse solo questo, che i sorvegliati speciali non possono incontrare altri pregiudicati (o nel caso pluripregiudicati).

Da quando Claudio Carbonaro, già mafioso prima e pentito poi, è ritornato a Vittoria (si, un pentito che fa arrestare diverse persone, suoi ex affiliati, per poi tornare sul territorio nel quale ha operato da criminale efferato e poi da collaboratore. Senza temere nulla) gli incontri si fanno sempre più frequenti.

Salvatore “Turi mutanna” D’Agosta è uno dei “casi” vittoriesi. Per i pentiti è stato uno di quelli che “contava di più”, addirittura venne condannato all’ergastolo per un omicidio, quello di Roberto Rocchetta (poi assolto dalla Corte d’Assisse d’Appello di Catania per la “non credibilità” dei pentiti).

Salvatore D’agosta, oggi si fa chiamare “Il Principe”, per il suo stile di vita ricercato e lussuosissimo, anche se tutti sano che il suo vero appellativo è “Turi mutanna” (perché, si narra, girasse da piccolo sempre in mutande) ed è il figlio che più ha cercato di imitare le orme del padre, Francesco (detto Ciccio) D’Agosta.

Una vita da nababbo, quella di “Turi mutanna” (risulta parzialmente disabile ma va tranquillamente a cavallo ed in auto), eppure risulta non avere così tante attività lavorative (lecite, alla luce del sole).

Come si può mantenere uno stile di vita così? (VEDASI FOTO ALLA FINE DELLA CASA D’AGOSTA, PUBBLICATE DA “TURI MUTANNA” IN BELLA MOSTRA SU FACEBOOK)

E’ questa una delle tante domande che ci poniamo, vista l’omertà che si trincera dietro ai D’Agosta ed ai tanti prestanome che continuano a girare attorno…

PRECISAZIONE AVVOCATO DI “TURI MUTANNA”: “VIVE IN CONDIZIONI PENOSE”

Nel mese di gennaio 2016, una pubblicazione sul quotidiano la “Spia” (da Lei diretto) accostava in maniera del tutto inverosimile il D’Agosta Salvatore alla persona di Matteo Messina Denaro (il superlatitante più pericoloso e ricercato in tutto il mondo)

Il 4 aprile 2016, a pochi mesi di distanza dalla suddetta pubblicazione, il Suo giornale tornava a scrivere un nuovo articolo titolato “I beni sequestrati alla famiglia D’Agosta anche fuori Sicilia”, sempre da Lei firmato, contenente, purtroppo, affermazioni non veritiere.

In particolare:

Nell’indagine svolta dalla Guardia di Finanza sul mercato di Vittoria, il D’Agosta veniva falsamente identificato quale socio occulto dell’Azienda Bella S.r.l..

Sul punto giova precisare come il D’Agosta non è mai stato destinatario di alcun avviso di garanzia relativamente alle suddette indagini svolte da parte della Guardia di Finanza.

Sempre a Suo dire, “sarebbero state addirittura pianificate riunioni a casa D’Agosta con Carbonaro Claudio ed il cugino Tonghi Giovanni (tra l’altro, incensurato!).

Orbene:

Il sorprendente “rilancio” delle accennate false notizie ha seriamente turbato il D’Agosta, colpendolo soprattutto sul piano morale.

Ed invero:

Seppur con un passato giudizialmente burrascoso, allo stato nessuna nuova condanna risulta a carico del D’Agosta, né mai sono state segnalate frequentazioni od anche meri ed occasionali incontri con soggetti pregiudicati.

Di più:

Il D’Agosta vive da solo e fuori dall’abitato di Scoglitti, in una casa isolata, e che solo occasionalmente si serve dell’aiuto di persona a lui vicina per le incombenze più pesanti ed onerose della vita quotidiana ed anche per provvedere alle piccole necessità, quali l’acquisto di generi alimentari, etc.

Sopravvive grazie alla modestissima pensione d’indennità di accompagnamento riconosciuta dalla competente Commissione Medica per l’Accertamento delle Invalidità, giacché affetto da neuropatia demielizzante sensitivo motoria e morbo di Charcot Marie-Tooth con associata sindrome ansiosa depressiva.

Insomma, il D’Agosta vive in condizioni palesemente penose. Nulla a che vedere con la vita da “nababbo” che gli viene attribuita.

In ogni caso, va rilevato che nessuna pertinenza hanno gli ingiuriosi epiteti e nomignoli coi i quali viene etichettato il D’Agosta.

Pertanto, si chiede sin d’ora ad astenersi dall’ulteriori proposizione delle “locuzioni” riportate nel Suo nell’articolo.

Con l’ovvio auspicio che la S.V. dia alla presente l’adeguato risalto, non possiamo non chiederci per quale ragione siano state fornite notizie evidentemente non rispondenti al vero, pur non disconoscendo, per come sopra accennato, un passato giudizialmente pregiudizievole a carico del D’Agosta, risalente oramai a molti anni or sono.

Vogliamo escludere che la genesi degli articoli riportati sia riconducibile a fonti in malafede e/o negligenti. Nell’uno e nell’altro caso, crediamo comunque opportuna e consigliamo una verifica della sconosciuta fonte originaria delle false accuse.

Cordialmente,

Abogado Rosario Cognata

PRECISAZIONE DELLA REDAZIONE:

Abbiamo pubblicato con piacere la nota dell’Abogado Rosario Cognata sul mafioso Salvatore D’Agosta, detto Turi mutanna.

Ogni lettore potrà farsi la Sua idea. Noi, proprio per favorire una autonoma opinione del lettore, abbiamo pubblicato le foto che ritraggono il Salvatore D’Agosta nella Sua abitazione (FOTO PUBBLICHE SU FACEBOOK) con più di un computer modernissimo e con materiale di ultimissima generazione e molto costoso, oltre a tutto il resto facilmente verificabile dal materiale fotografico (non da parole tirate a caso!).

Ognuno si farà la propria opinione. Noi cerchiamo solo di fornire gli strumenti affinchè ciò accada.

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