I trasporti su gomma in Italia? Un vero business, dove da sempre si annidano illegalità ed affari dei clan

Se il mercato dell’autotrasporto è così appetibile per le mafie un perchè c’è. Anzi ce ne sono ben due di non poco conto.
Il primo motivo è rappresentato dal fatto che il 90% delle merci circolanti in Italia si muove proprio sui camion. Il secondo, di non poco conto, è perchè l’impresa di autotrasporto, soprattutto se strutturata e quindi con più mezzi, è un ideale strumento di riciclaggio di denaro oltre che un naturale presidio logistico nella gestione degli stessi traffici illeciti. La conseguenza di questo mix di opportunità per il malavitoso è l’irrefrenabile voglia di infiltrare il settore e in questo modo praticare prezzi stracciati facendo dumping pur di riciclare i proventi delle sue attivittà illecite.
 
cinzia franchiniCinzia Franchini, Presidente Nazionale della CNA-Fita, da sempre in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata ed il malaffare nel settore dell’autotrasporto, ci fa dichiarazioni precise che rendono bene l’argomento. “I dati ufficiali parlano di un 7- 8% di imprese iscritte all’Albo infiltrate. I dati ci arrivano dalla Confcommercio – dichiara Cinzia Franchini -, ma noi siamo portati a credere che il problema abbia dimensioni molto più gravi”.
 
Il crimine organizzato e le mafie riescono ad infiltrare il settore perchè le imprese italiane di autotrasporto, da anni, sopravvivono non riuscendo più ad essere competitive nella legalità. 
“L’autotrasporto italiano non è più concorrenziale rispetto ad vettori di altri paesi sopratutto dell’est Europa che possono contare su costi di gestione, dal carburanti al costo del lavoro, decisamente più vantaggiosi, quindi purtroppo molti imprenditori si stanno adattando alla situazione che c’è per sopravvivere. Spesso non si considera – sottolinea la dottoressa Franchini – l’abusivismo spicciolo: buttare la fattura a fine mese, non pagare l’Iva, non pagare i contributi, tenere personale a nero o assumerlo con formule strane e l’utilizzo di cooperative spurie. Queste sono pratiche abbastanza diffuse. Perciò oltre alle infiltrazioni mafiose, sicuramente l’abusivismo droga fortemente il mercato e precede, favorendola in molti casi, l’infiltrazione stessa”.
 
Un “caso scuola” per capire di cosa si parla, scoperto da un collega siciliano F. Paolo Li Donni, è quello dell’ impresa “Boccardi” di Catania. Sulla piazza la citata ditta era conosciuta come una società a posto, ma il collega giornalista (facendo le visure in tempi diversi) si è reso conto che Vincenzo Ercolano (figlio del più noto boss deceduto Giuseppe Ercolano, detto lo zu Pippo), con la “Geotrans”, in un primo momento è entrato in società con una piccola quota societaria, per poi scoprire, con l’ultima visura camerale fatta poco tempo fa, che la “Boccardi” era stata rilevata al 100 per 100 da Vincenzo Ercolano, e poi trasformata in Geotrans Logistica Frost Srl, sequestrata qualche mese fa dalla Dia.
 
“Proprio L’Albo dell’autotrasporto, che oggi costa agli stessi imprenditori del settore e alla collettività tutta in genere non meno di 10 milioni di euro l’anno, a mio avviso – prosegue la Franchini – dovrebbe poter assolvere a questa banale quanto essenziale sorveglianza delle carte e degli stessi passaggi di proprietà, magari in collaborazione e coordinamento con altri ministeri come quello degli Interni. Siamo in un momento in cui chi ha denaro, e le famiglie malavitose ne hanno molto, sta facendo grandi affari acquistando le aziende in difficoltà.”. 
 
Il caso della Geotrans con la Boccardi ne sono un chiaro esempio; si pone poi il problema delle aziende, appunto come la Geotrans, che una volta sequestrate o confiscate rischiano, loro malgrado, come ci riferiscono alcuni imprenditori, di continuare la politica di dunping cara agli infiltrati perchè differentemente, una volta posta l’azienda sotto l’amministrazione dello Stato, sarebbe difficile se non impossibile tornare a praticare prezzi di mercato a fronte di costi insostebili perchè non più compensati con altre risorse illecite. E qui si pone un ulteriore problema, proprio relativo alle aziende confiscate. 
 
“Le aziende prima sequestrate e poi confiscate, nella quasi totalità dei casi falliscono – riferisce Cinzia Franchini – questo andrebbe evitato perché non è un bel segnale. Credo che la gestione delle imprese confiscate vada affrontato in modo differente rispetto al passato. Dobbiamo ricordare che i tempi della burocrazia non sono certamente quelli delle imprese ed è prioritario in questi frangenti intervenire salvaguardando i dipendenti e il patrimonio dell’azienda. Credo che si dovrebbe pensare ad incentivi, anche fiscali, importanti per favorire il proseguimento delle attività di queste imprese. Certamente non deve affermarsi il principio secondo il quale sotto la mafia lavori e guadagni e quando arriva lo Stato chiudi, fallisci. Non possiamo assolutamente consentirlo, è un problema di cui ognuno di noi deve farsi carico”. 
 
La gestione di intere filiere logistiche, da parte delle famiglie malavitose, comporta inoltre ulteriori rischi proprio a valle delle stesse filiere, proprio sul cliente finale e più indifeso: il consumatore.
La filiera dell’agroalimentare tra i mercati di Fondi e Vittoria ne sono un esempio evidente con operatori direttamente in mano alle famiglie malavitose di spicco. Tra gli altri importanti problemi, gli ultimi casi accertati hanno poi anche posto in risalto la grave problematica del doppio trasporto sui mezzi. Prodotti alimentari che vengono caricati su autocarri che prima hanno trasportato rifiuti senza essere stati bonificati. Vuol dire non avere garanzia di ciò che mettiamo a tavola.
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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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