Ignazio, non te la prendere!

Qualche settimana fa si vociferava di un accordo tra Venerina Padua e Ignazio Abbate, per un ingresso di quest’ultimo nel partito di Renzi. Pare che la senatrice avesse chiesto al Sindaco di Modica di chiarire le sue intenzioni e di ufficializzare immediatamente la sua volontà di aderire al partito democratico e ciò al fine di dirimere ogni possibile speculazione sulla presunta natura elettorale dell’operazione. Poi, però, il primo cittadino di Modica ha iniziato a litigare con quel cattivone di Nello di Pasquale, volendo il primo apparire come unico promotore di una battaglia comprensoriale per la distribuzione delle royalties derivanti dalle trivellazioni petrolifere e reagendo in modo assai nervoso il secondo, a sua volta intenzionato ad appropriarsi della paternità di un emendamento alla legge finanziaria regionale che si muoveva nella medesima direzione.

La lite tra Abbate e Di Pasquale ha scatenato anche la reazione degli organi ufficiali del partito modicano che non ha mancato di scagliarsi contro il Sindaco. Ne sono derivate repliche e contro repliche dai toni sempre più aspri e sempre meno concilianti.

A questo punto, data l’insanabilià della frattura tra il Conte di Frigintini e il PD modicano, non sono mancati segnali di un avvicinamento del primo cittadino al deputato nazionale Nino Minardo. Un “piano B” al quale il buon vecchio Ignazione lavora già da diverso tempo. Ma ecco che arriva il colpo di scena: in un’intervista alla stampa anche il parlamentare di Area Popolare prende le distanze dall’inquilino di Palazzo S. Domenico, rimarcando le differenze di metodo e sottintendendo che, allo stato attuale, non c’è alcun tipo di collaborazione tra i due al di là della semplice “cortesia istituzionale”.

Il deputato modicano ha ammesso, infatti, di “essersi mosso”, alla fine dello scorso anno, per evitare a Modica le conseguenze del dissesto economico ma ha anche spiegato che, lungi dal condividere le politiche finanziarie di Abbate, ha semplicemente ottenuto per il Comune di Modica quel tanto di tempo sufficiente a mettere in ordine le irregolarità contabili più macroscopiche.

E mentre la giunta municipale sembra approfittare oltremodo della pazienza dei giudici palermitani, tanto che, ad oggi, nulla è dato sapere sul bilancio preventivo e consuntivo 2015, sembra proprio che l’on. Nino Minardo non abbia alcuna intenzione di essere accostato all’ormai conclamato fallimento amministrativo e politico di Abbate e, pur senza escludere una futura collaborazione di partito, chiarisce subito che l’eventuale ingresso di Ignazio in A.P. richiederebbe un radicale cambiamento culturale e di approccio politico dell’attuale primo cittadino. Come dire: “caro ‘Gnazio, se vuoi stare con me devi cambiare regime e soprattutto atteggiamento!”

Insomma, la mattina il Sindaco si sveglia con in mano ben due possibilità di scelta, il PD da un lato e Area Popolare dall’altro, e la sera si ritrova da solo e senza alcuna prospettiva di future candidature extra-comunali.

Personalmente io sono contento di quanto è accaduto, perché in tal modo sarà più difficile per il nostro citamegalosindaco andare a Palermo, potendo egli rimanere a Modica e continuare questo suo meraviglioso lavoro di cambiamento del volto della città al quale ha dato avvio da tre anni e del quale vorremmo vedere il compimento sotto la sua eccezionale, ferma, carismatica guida, ininterrottamente fino ad almeno il  2023.

Per questo, mi preme rivolgere una parola al mio caro Sindaco: non te la prendere se nessuno ti vuole. Gli altri ti tengono alla larga perché sono invidiosi della tua bravura eccelsa. Tu sei il migliore Sindaco che la storia di Modica possa vantare, hai anche cambiato la denominazione del nostro oro nero, da oggi non più “cioccolato modicano” (cioè “di Modica”) ma “cioccolato di Modica” (cioè “di Modica”). La differenza salta agli occhi di tutti e non può non essere esaltata con almeno un paio di fuochi di artificio e una statua commemorativa di cioccolato raffigurante te, nostro guru politico, vestito quanto meno alla maniera di Napoleone.

Anzi, visto che il FAI ripropone, per la seconda volta, l’apertura del Castello dei Conti (lo aveva già fatto durante l’amministrazione di Antonello ma in quel caso nessuno aveva provato piacere a visitare la struttura perché non c’eri tu), ti consiglio di goderti l’aristocratica magione in compagnia dei tuoi fedelissimi elettori, supporter e concittadini. E se vuoi, affacciati pure dalla torre dell’orologio e grida al mondo: ITALIAAANIIIII!!!!…o no, forse questo è meglio di no…

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