Il calcio giovanile è il futuro delle società dilettantistiche

Il calcio che conta (quello professionistico per intenderci) è un calcio troppo “spremuto” dai diritti televisivi e da contratti milionari che oltre ad arricchire i calciatori (ahimè) arricchisce anche i loro procuratori che spesso (fanno venire i mal di pancia ai loro assistiti per “rassodare” i loro conti in banca), ma che troppo spesso (tranne qualche eccezione) non fa divertire chi lo va a vedere.

Da qualche anno a questa parte spesso vado a vedere le partite di calcio giovanile (un po’ anche per seguire mio figlio) e devo dire che proprio tra i giovani ho spesso ritrovato il vero valore di questo sport.

Non mi è mai capitato (e spero non mi capiti mai) di assistere a delle combine per favorire una squadra piuttosto che l’altra (almeno che io non sia con il prosciutto negli occhi o che viva in un isola felice) e le sfide sul campo a cui ho assistito sono state sempre leali e corrette come dovrebbe essere in ogni sport che si rispetti.

Non è difficile trovare nei campionati giovanili dei veri e propri talenti che potrebbero fare comodo a molte società soprattutto dilettantistiche che hanno l’obbligo di schierare gli under e che, invece, non hanno neanche un settore giovanile.

Credo proprio che il calcio dilettantistico per forza di cose debba “ripartire” dal settore giovanile e iniziare a “crescere” i propri talenti in casa.

Forgiare giovani calciatori dovrebbe essere una “necessità” primaria per le società dilettantistiche che anziché, andare a “pescare” nelle scuole calcio dovrebbero investire sui settori giovanili che potrebbero diventare il fiore all’occhiello di una società sana che investe nel territorio con oculatezza non solo per il proprio tornaconto (che sicuramente deve esserci), ma per dare una possibilità a tutti quelli che amano questo sport senza magari far “svenare” le famiglie.

Tutti i ragazzi hanno diritto a praticare sport, e lo sport non deve essere un privilegio riservato a pochi, ma un momento di aggregazione per tutti, poi se in mezzo ai tanti ragazzi che “sognano” si riesce a trovare il “campione” che ben venga, ma intanto si è già vinto perché si è riusciti a forgiare i campioni di vita del futuro

   

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sono nato a Modica in un giorno che (purtroppo) coincide con una data storica 11 – 9 -1966. Ho studiato all’Istituto Tecnico Commericiale “Archimede” di Modica. Da sempre ho avuto la passione per lo sport e per il calcio in particolare. Dopo aver giocato a livello giovanile nel Modica calcio dopo un brutto infortunio al ginocchio ha pensato di vivere nel mondo dello sport da una diversa angolazione raccontando agli altri quello che succede nei vari campi e nelle varie manifestazioni sportive riuscendo a trasformare un mio hobby in lavoro. Ha iniziato a lavorare come giornalista agli inizi degli anni 80′ (82/83) a Rtm pe rpoi passare a Video Mediterraneo. Tornato a Modica dopo quattro anni a Vignola (Mo) ho ricominciato curando lo sport “minore” a Video Regione per poi passare a VideoUno. Dal 2004 scrivo per il Giornale di Sicilia con belle esperienze nei giornali on line quali Giornale di Ragusa e La Spia.

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