Il deputato condannato torna in Parlamento e querela me…

Giuseppe Gennuso

Eh sì, cari amici. Anche i “santi” querelano, proprio così. 
Parliamo del condannato, tanto indiscusso quanto chiacchierato ras delle preferenze siracusano: l’onorevole Giuseppe Gennuso. Detto Pippo. 
Arrestato più volte, da pochi giorni è ritornato in Parlamento. Si, in Parlamento e con tutti gli onori del caso, oltre ad uno stipendio di circa diecimila euro al mese. 
Il suo rientro in Parlamento, nel luogo massimo di rappresentanza, ha indignato molti di voi. 
Ieri, invece di entrare nel merito delle accuse per le quali ha patteggiato (l’accusa era soldi in cambio della ripetizione delle elezioni!), ha annunciato che querelerà me.
Ma lui è un “santo”, una definizione che non è frutto del mio ingegno o della mia creatività, ci mancherebbe altro, ma di amici e parenti del capomafia di Avola. 
“U Santo Nostro” lo chiamavano quando – secondo la procura ed i Carabinieri – concordavano con lui il voto di scambio politico mafioso. Successivamente il Tribunale del Riesame ha stabilito che l’accusa di aver comprato i voti fosse giusta, ma non con la mafia bensì con un’associazione di ciclisti, nella quale c’era il genero del capomafia. E ritornò in libertà. 
Da allora un’altra serie di denunce, fino all’arresto per corruzione giudiziaria. L’accusa, questa volta la Procura di Roma, sosteneva che avesse corrotto i giudici per ripetere le elezioni. Elezioni in cui non era stato eletto. Poi ripetute, neanche a dirlo, venne eletto. Uscì dagli arresti con un patteggiamento, per “traffico di influenze”.
Ed ecco l’annuncio della sua querela con il comunicato stampa: tre avvocati per denunciare me. 
Quale sarebbe la mia colpa? Avervi informato…
La sua onorata carriera l’ho raccontata nel mio libro “Un morto ogni tanto”, edito da Solferino. 
Un libro in cui raccontavo tanti fatti, come ad esempio (con prove alla mano, le visure camerali) il fatto che nelle società della sua famiglia ci fossero i commercialisti delle società dei familiari del super latitante Matteo Messina Denaro. 
Postilla finale: se davvero mi querelerà, anticipo che i soldi con i quali mi risarcirà li donerò alle vittime di mafia. Perché io i soldi suoi non li voglio! 

Il deputato condannato torna in Parlamento e querela me… Eh sì, cari amici. Anche i “santi” querelano, proprio così….

Geplaatst door Paolo Borrometi op Zondag 4 augustus 2019
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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

2 COMMENTI

  1. Che dire, bravissimo Borrometi.
    Non solo le prove della nagistratura,ma anche le querele verso di lei…
    NON MOLLI .Occorrono a questa italia giornalisti coraggiosi e magistrsti .
    Saluti

  2. cosa dico stasera alle mie figlie? non importa essere condannati non importa delinquere non importa essere collusi cmq i poteri Forti in Sicilia tutto possono, proprio tutto, anche riabilitare in Parlamento Gennuso..il vostro Papà è relegato in un angolino xchè troppo onesto e accusato di essere stato ingenuo e sprovveduto xchè ha detto NO a questo sistema…

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