Il Mercato di Vittoria fra controlli, box da chiudere, l’andazzo del “è per tutti così”, Incardona e La Terra (Pirrè)

Il tempo dei furbetti, dei mafiosetti, di chi con arroganza gestisce attività illegali nel Mercato di Vittoria (e nella sua filiera) sta finendo.

Si, proprio il Mercato, l’ortofrutta, i box, i soci occulti ed un andazzo che, a detta di Andrea Incardona, “funziona per tutti così”.

Iniziamo da queste parole, quelle riportate in un articolo da noi pubblicato a seguito di un’operazione della Polizia (LEGGI ARTICOLO), per affrontare una questione sensibile a tutto l’indotto del Mercato ortofrutticolo di Vittoria.

Da tempo diciamo che, all’interno del Mercato e nel suo indotto, ci sono tante situazioni irrisolte che gli inquirenti, soprattutto in questo ultimo periodo, stanno attenzionando.

Da tempo, però, affermiamo che non tutti operano nell’illegalità. Non sono tutti uguali gli operatori del Mercato e della filiera.

Ecco dove ci scontriamo con le parole lette appena qualche riga fa e chiediamo ai “colleghi” di Andrea Incardona, di insorgere e di rifiutare quel marchio infamante che il titolare di IncarFruit (e del box 55 all’interno del Mercato) cerca di affibbiare ad ognuno di loro.

Per Incardona, il modus operandi era il seguente: gli ortaggi venivano trasportati senza alcun documento dal produttore al suo magazzino; lui acquistava il prodotto dal produttore e lo etichettava, certificandone la provenienza senza alcun certezza, anzi per una presunzione connessa alla localizzazione dell’azienda venditrice; successivamente, avendo confezionato in plastica o cartone gli ortaggi li vendeva alla grande distribuzione, che conseguentemente li immetteva sui banchi dei supermercati d’Italia.

Eppure lo stesso Incardona, nel proprio sito promozionale, affermava, sotto la voce “Rintracciabilità”: Un aspetto importante della sicurezza alimentare è la “rintracciabilità” – definita dal Regolamento (CE) 178/2002 – come “la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione”.

Come a dire: un conto è la promozione ed un conto è la realtà.

Chiunque dia retta o si ponga in affari con la IncarFruit di Andrea Incardona, è avvisato. Incardona sta barando!

Anche perché l’attenzione è sempre maggiore e da qualche tempo a questa parte, non solo i semplici pregiudicati ma anche chi ha attività in odore di illegalità, viene tenuto sotto controllo.

Da questo atteggiamento di illegalità nascono i controlli della Polizia di Stato ed i provvedimenti eseguiti dalla Polizia Municipale di Vittoria che, con coraggio, sta effettuando un’attività certosina, precisa e scrupolosa.

Ieri, ad esempio, gli uomini del Comandante Cosimo Costa hanno avviato un procedimento, nei confronti di tre ditte concessionarie, per la revoca delle concessioni amministrative del posteggio.

Fra queste c’è il Box 55 che, come dicevamo prima, fa capo sempre allo stesso Andrea Incardona (Ekofruit).

Proprio sul Box 55 (ma non solo, presto potremo pubblicare anche altri nomi e concessionari all’interno del mercato – magari non lontano dal box di Incardona – e della filiera…) è arrivato il momento di far chiarezza.

Giambattista La Terra (detto Pirrè)
Giambattista La Terra (detto Pirrè)

Con Andrea Incardona lavora Giambattista La Terra (detto Pirrè), soggetto con importanti precedenti penali.

Giambattista La Terra Pirrè risulta come un operaio di Incardona. Un operaio molto strano, non con la tuta, bensì con pantaloni, camicia e maglioncino firmato.

È fondamentale che la Polizia Municipale (che ha avviato il procedimento di revoca) e la Polizia di Stato possano valutare anche il ruolo di Giambattista La Terra Pirrè come socio occulto proprio di Andrea Incardona.

Un Mercato, quello di Vittoria, che è arrivato il momento di liberare totalmente da chi lo vorrebbe immerso nella illegalità.

Da chi pensa che nei bancali si possa inserire di tutto. Da chi ritiene che, come è stato in passato, potrà essere nel presente e nel futuro: cioè comandare e fare i propri interessi a discapito degli altri.

L’invito è, ovviamente, ai colleghi di Incardona: isolate questi atteggiamenti e respingete al mittente quel “funziona per tutti così”.

La nuova cultura della legalità a Vittoria sta cambiando tutto.

Tante sono già le persone che stanno collaborando, facendo nomi e cognomi e fornendo dettagli che serviranno per chiudere le attività a cavallo fra legalità ed illegalità e denunciarne i responsabili.

Essere dentro al cambiamento è fondamentale, per non esserne travolti.

RICHIESTA DI RETTIFICA DEL LEGALE DI INCARDONA

ISTANZA DI PUBBLICAZIONE RETTIFICA_INCARDONA ANDREA

NOTA DI REDAZIONE:

Appresa e pubblicata la nota del legale di Andrea Incardona, vogliamo sottolineare che nessuno ha mai affermato che l’Incardona sia legalo alla criminalità organizzata. Relativamente ai prodotti sequestrati dalla Polizia, non siamo noi ad affermare la “dubbia provenienza” dell’ortofrutta sequestrata, bensì la Polizia stessa nel proprio comunicato stampa. La Polizia, infatti, nella nota stampa diffusa (LEGGI QUI), affermava che: “In particolar modo, attività info-investigative della Polizia di Stato avevano permesso di appurare che con molta probabilità, i prodotti commercializzati dall’azienda non erano in alcun modo tracciati, ovvero non era possibile stabilire se ciò che veniva venduto alla grande distribuzione fosse realmente coltivato in territori della provincia di Ragusa o limitrofi ad essa, a discapito sia dei consumatori che dei coltivatori iblei che più volte avevano lamentato l’importazione ed immissione illecita di prodotti extracomunitari”.

Per quanto concerne la presenza di Giombattista La Terra (detto Pirrè) va sottolineato che, come riferito nell’articolo, la Polizia Municipale, agli ordini del Comandante Cosimo Costa, ha avviato una procedura disciplinare ai danni di Andrea Incardona per il box n.55 e che, più volte, al momento dei controlli della Municipale, all’interno del box è stata riscontrata la presenza del La Terra (Pirrè). Tanto è vero che il La Terra figurava come assunto e che, proprio in questi giorni (cioè dopo l’avvio del procedimento da parte della Polizia Municipale e del nostro articolo) il Signor La Terra è stato licenziato ed allontanato dal box.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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