Il modello Brasile per l’emersione delle basi imponibili e il contrasto agli illeciti economico-finanziari

Il Brasile è un Paese Federale suddiviso in 27 Stati regolato da una Costituzione che attribuisce e disciplina la potestà impositiva dell’Unione, degli Stati e dei Municipi. 

Le Fonti principali del Fisco Brasiliano sono la Costituzione del 5 Ottobre del 1988 e il Codice Tributario Legge nr. 5.172 del 25 Ottobre del 1966.

Il nuovo Governo di Jair BOLSONARO ha presentato un progetto di Riforma Tributaria che verrà analizzato in rapida successione dopo la recente approvazione della Riforma della Previdenza.

I principi fondamentali della riforma tributaria in andamento sono quelli di una maggiore equità fiscale, di una adeguata apertura agli scambi internazionali e di una riduzione del numero delle Imposte e delle Tasse, in sostanza si tende ad una più spiccata semplicità e modernità del Fisco.

Spesso, i Brasiliani nelle loro legislazione si ispirano al nostro modello e anche nel nome dei tributi riecheggiano indicazioni e formulazioni a noi familiari.

Non a caso, anche nell’ambito delle Imposte Indirette brasiliane il modello del futuro potrebbe essere quello della nostra Imposta sul Valore Aggiunto.

Scendendo nel dettaglio, attualmente, le Imposte Federali (Stato Centrale) sono: le Imposte sulle Importazioni (II), le Imposte sulle Esportazioni  (IE), le Imposte sui Prodotti Industriali (IPI), le Imposte sulle Operazioni Finanziarie (IOF), le Imposte sul Reddito delle Persone Fisiche e Giuridiche (IRPF/IRPJ) e quelle sulla Proprietà Territoriale Rurale (ITR).

Sono, invece, Imposte Statali (Regioni): le Imposte sulle Successioni e sulle Donazioni (ITCMD), le Imposte sulla Proprietà dei Veicoli (IPVA), Imposte sulla Circolazione di Beni Servizi(ICMS).

Infine, sono Imposte Municipali (Comunali): le Imposte su Terreni Urbani e Proprietà Fondiaria (IPTU), le Imposte sulla Trasmissione di Immobili tra Vivi (ITBI) e quelle sui Servizi di qualsiasi Natura (ISS).

Le tasse sono le più diverse, essendo un tributo direttamente legato alla fornitura di un servizio a un contribuente. Il servizio può essere considerato effettivo o potenziale. Cioè, nella prima ipotesi quando la tassa è pagata in base all’uso e/o al consumo, è potenziale quando il contribuente ha il servizio a sua disposizione. Esempi tipici sono il servizio di acqua potabile e quello delle acque reflue sanitarie.

Accanto alle Imposte e alle Tasse abbiamo i Contributi:

– Cofins – Contributo destinato al finanziamento della sicurezza sociale. Il contributo si basa sull’utile lordo della società (privata, pubblica, a partecipazione pubblica ovvero controllata). L’aliquota generale è del 3 per cento;


– Pis/Pasep – Contributo destinato all’integrazione sociale e formazione del “servitore pubblico” (colui che è al servizio della collettività, ad es. impiegati e funzionari). Il contributo è legato all’utile lordo mensile della società (privata, pubblica, a partecipazione pubblica ovvero controllata). L’aliquota è dell’1,65 per cento;

– Csll – Contributo sugli utili netti. Il contributo è calcolato sulla stesa base dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (Irpg), con aliquota del 9 per cento;
Cpmf – Contributo sulla movimentazione e trasferimento di valori, di crediti e di diritti di natura finanziaria. Il contributo incide su ogni movimentazione finanziaria, soprattutto quella dei conti correnti, con aliquota dello 0,38 per cento;

– Cide – Contributo sull’intervento nel dominio economico. Il contributo incide sulle somme inviate da una persona giuridica residente in Brasile ad un residente all’estero a causa di contratti di trasferimento di tecnologia, con un’aliquota del 10 per cento, oppure sull’importazione e commercio di petrolio, con aliquote diversee, il presente contributo è oggetto di rimodulazione e probabilmente sarà completamente abolito con la riforma;

– Inss (Istituto Nazionale dell’Assicurazione Sociale). Contributo pagato dai lavoratori, imprenditori, lavoratori indipendenti e autonomi, la cui base di calcolo è costituita dalla remunerazione mensile, è il nostro contributo INPS, con la riforma previdenziale la percentuale è stata aumentata e prevede oggi aliquote dal 5 al 20%. 

L’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche è per volume l’imposta più importante e ha delle aliquote che vanno dal 7,5 % al 27,5%.

L’aliquota del 27,5% colpisce i redditi superiori ai 12.000 euro e consente anche deduzioni e detrazioni che possono essere indicate in dichiarazione anche con modalità forfettaria.

La non tax aerea è molto bassa ed arriva a 1900 reais al mese circa 400 euro. Considerndo che il salario minimo e’di circa 250 euro al mese.

L’Imposta sui Redditi delle Persone Giuridiche (Irpj) grava sulle società e sugli imprenditori individuali. Sono soggette all’imposta anche le persone giuridiche di diritto privato che hanno il domicilio nel territorio dello Stato, qualunque siano i loro fini, la nazionalità o la partecipazione al capitale; le filiali, le succursali, le agenzie o le rappresentanze in Brasile di persone giuridiche residenti all’estero; i committenti domiciliati all’estero, relativamente ai risultati delle operazioni compiute dai suoi mandatari o commissionari in Brasile. 

L’accertamento dell’imposta si effettua su base reale, presunta o d’ufficio. L’aliquota ordinaria è del 15%. In aggiunta all’aliquota ordinaria è prevista un’addizionale del 10% per i redditi che superano 50.000 euro, rapportati al periodo di accertamento considerato. 

La regola generale di determinazione del reddito fa corrispondere l’imponibile fiscale con l’utile liquido contabile rettificato dai costi deducibili e dalle variazioni in aumento previste. 

Una società può optare per la determinazione dell’imposta su base mensile, che viene calcolata in percentuale sul fatturato aspetto piuttosto comodo per le aziende. 

Il reddito presunto (forfetario) viene determinato applicando le percentuali previste dalla legge e sommando i guadagni di capitale, le rendite e gli altri proventi stabiliti dalla legge. 

Infine, il reddito potrà essere determinato dall’Amministrazione finanziaria (qualora la persona giuridica non abbia adempiuto ai propri obblighi strumentali), o dal contribuente nel caso in cui il reddito lordo sia conosciuto ma la persona giuridica non abbia tenuto la contabilità. 

Oltre all’imposta sul reddito della persona giuridica (IrpJ) vi è anche un contributo sul profitto netto, in sigla CSLL, applicato con aliquota del 9%. Tale aliquota sale al 15% per le imprese finanziarie.

Tutti gli utili, le rendite e i guadagni di capitale conseguiti all’estero concorrono alla formazione del reddito su base reale. Gli utili relativi a una società controllata o collegata residente all’estero sono considerati come nella disponibilità (imputati per trasparenza) della società controllante in Brasile alla data del bilancio in cui gli stessi risultano realizzati, indipendentemente dall’effettiva distribuzione.

Per quanto attiene alle imposte indirette va detto che l’Ipi è una Imposta sulle importazioni, con funzionamento monofase ossia assolta alla fonte dal produttore o importatore del bene. 

L’aliquota è in media del 20%. Rientrano nell’aliquota zero i prodotti alimentari come riso e farina di grano. Esiste anche una aliquota ridotta dell’8% che si applica alle tubazioni in acciaio. Una aliquota maggiorata (che può arrivare fino al 330%) si applica, invece, ai prodotti superflui o di lusso tra cui rientrano anche le sigarette.

Le esportazioni, normalmente, sono ad aliquota zero e quindi non pagano imposte.

La seconda imposta è l’Icms, Imposta statale, che si applica sulla circolazione di beni o prestazione di servizi. L’aliquota varia da Stato a Stato, con forbice dal 7 al 25 per cento (ad esempio: nello Stato di San Paolo è del 18 per cento, in quello di Rio Grande do Sul è del 17 per cento).

 L’ICMS a debito viene compensata con quella pagata e quindi a credito derivante dall’acquisto di beni e servizi.

Chiaro che un Imposta come l’Iva, prevista nella prossima riforma, garantirebbe maggiore semplicità e uniformità e aiuterebbe di fatto lo sviluppo del Brasile.

Per i rapporti economici e tributari tra Italia e Brasile esiste una Convenzione contro le doppie imposizioni ratificata nel 1978 che appare piuttosto favorevole alle Imprese Italiane che investono in Brasile soprattutto aprendo una succursale in Brasile.

Le Imprese Italiane con succursale in Brasile godono di un Credito d’Imposta in Italia sulle Imposte pagate in Brasile. 

L’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA 

In Brasile le competenze in materia sono attribuite al Ministero dell’Economia (Ministério da fazenda.

Il Ministero da Fazenda, organo dell’amministrazione Federale ha competenza nei seguenti campi:

– moneta, credito, istituti finanziari, capitalizzazione, risparmio popolare, assicurazioni private e previdenza sociale;

– politica, amministrazione, entrate fiscali federali, comprese quelle destinate alla sicurezza sociale, e doganale;

– aggiornamento del piano di finanziamento della previdenza sociale, di concerto con gli altri enti coinvolti;

– gestione finanziaria e contabilità pubblica;

– gestione del debito pubblico, interna ed esterna;

-trattative economiche e finanziarie con governi, organizzazioni multilaterali e agenzie governative;

– monitoraggio e controllo del commercio estero;

– studi e ricerche per monitorare la situazione economica;

– proposta di riforme volte a migliorare le istituzioni che regolano il funzionamento dell’economia brasiliana;

– autorizzazioni, soggette alla competenza del Consiglio Monetario Nazionale, quali:

  • la distribuzione gratuita di premi attraverso lotteria, buono regalo, concorso o operazione analoga;
  • le azioni congiunte, tra il fondo comune di investimento e altre forme simili di associazione, finalizzate all’acquisizione di beni di qualsiasi natura;
  • la vendita o il pegno di vendite di merci al dettaglio attraverso un’offerta pubblica e il pagamento anticipato, parziale o totale, del loro prezzo;
  • la vendita o i diritti di promessa di vendita, tra cui quote di proprietà delle organizzazioni civili, (ospedale, motel, club, hotel, centro ricreativo o organizzazione di servizi di ogni genere, con o senza la ripartizione dei costi di manutenzione, attraverso una pubblica offerta ed il pagamento anticipato del prezzo;
  • la vendita o la promessa di vendita di terreni all’asta;
  • la gestione delle lotterie, comprese lotterie ed altre forme di gioco organizzate dai promotori di corse di cavalli.

La Segreteria della Receita Federal do Brasil (Servizio delle Entrate e delle Dogane Federali Brasiliane) è un organo specifico, subordinato al Ministero delle Finanze, che svolge funzioni essenziali affinché lo Stato possa conseguire i suoi obiettivi. 

Il servizio é responsabile della gestione dei tributi di competenza Federale, compresa la previdenza sociale, e quelli applicati al commercio estero, che vanno a coprire una parte significativa dei contributi sociali del Paese. Inoltre collabora con il Governo Federale nella formulazione della politica fiscale brasiliana, previene e combatte l’evasione fiscale, il contrabbando, l’appropriazione indebita, la pirateria, la frode commerciale, il traffico di droga e di animali in via d’estinzione e altri atti illeciti legati al commercio internazionale. 

La Receita Federal è un partner naturale della Guardia di Finanza, in tal senso sono in corso continui contatti per il perfezionamento di un Memorandum che cristallizzi le eccellenti relazioni operative esistenti.

Cpf na Nota?Codice Fiscale nello Scontrino?

CPF NA NOTA? Questa è la domanda che viene rivolta in Brasile ogni qual volta ci si avvicina alla cassa per pagare  beni o servizi anche di modico valore.

CPF è l’acronimo di Codice Pessoa Fisica, il nostro codice fiscale, che è solamente numerico composto da 11 numeri da 0 a 9.

In Brasile senza il CPF non si apre un Conto Corrente Bancario, non si può avere un contratto telefonico, non si può comprare o intestarsi praticamente nulla.

La nota è lo scontrino o ricevuta fiscale che viene fatta per la vendita diretta al pubblico.

Il venditore chiede al compratore in sostanza se vuole inserire nello scontrino il suo codice fiscale.

Perché? Qual’è la convenienza?

In sostanza quanto maggiori saranno gli acquisti maggiore sarà la possibilità di usufruire di uno sconto sulla IPTU e sulla IPVA praticamente la Imu e la tassa di possesso della autovettura.

Non solo, in precisi periodi dell’anno la Receita Federal, cioè la Guardia di Finanza /Agenzia delle Entrate Brasiliana, sorteggia alcuni scontrini come lotteria e assegna, ai vincitori, premi in denaro anche di elevata entità.

In altri casi, addirittura, si può richiedere la restituzione di una parte dell’Imposta sugli Scambi (ICMS) pagata oppure si possono richiedere degli sconti per spettacoli, per il cinema oppure ancora si può destinatare la propria quota parte per beneficenza.

Sono molti gli Stati Brasiliani che hanno un programma “CPF NA NOTA”,in alcuni casi ha preso il nome di “NOTA LEGAL”, dove il termine Legal in Brasiliano assume il doppio significato di Giuridico e di Giusto.

Rio Grande do Sul, con capitale Porto Alegre e con una altissima percentuale di Italo discendenti, è lo Stato pioniere che ha introdotto la misura del CPF NA NOTA già nel 2012.

Hanno, inoltre, adottato un programma sul CPF NA NOTA: San Paolo, Maranhão, Rio de Janeiro, Alagoas, Minas Gerais, Bahia, Amazonas, Ceará, Sergipe, Rio Grande do Norte, Rondônia e Paraná.

Il Distretto Federale, il piccolo Stato costruito intorno alla Capitale Brasilia, ha un suo programma sul CPF NA NOTA che ha preso il nome di NOTA LEGAL.

La Fazenda del Districto Federal di Brasilia destina fino a circa il 30% del gettito ICMS al programma di benefici.

Il Brasile è un Paese dalla estensione Continentale ed è più di 28 volte l’Italia.

La sua popolazione ha toccato quest’anno i 210 Milioni di persone.

Il PIL brasiliano è quasi equivalente a quello italiano.

Il “CPF NA NOTA” ha consentito al Fisco brasiliano di aumentare le sue Entrate e ha spinto i Brasiliani, anche attraverso un avanzato sistema digitalizzato, ad avere conferme circa il proprio scontrino, infatti per partecipare ai benefici “la nota” deve essere caricata nel sistema e l’esercente deve aver versato effettivamente l’imposta, aspetto controllabile dal contribuente, attraverso la iscrizione al programma sul sito con l’ inserimento del proprio CPF.

Difficile dire quanto il Programma abbia innalzato le entrate fiscali, comunque da uno Studio effettuato in Paranà, la quantità di scontrini emessi è aumentata immediatamente di circa il 14% in un periodo di sostanziale crisi economica del Brasile dove il Pil viaggiava a -2/-3% all’anno.

Il Fisco Brasiliano, piuttosto complesso nel settore delle Imposte Indirette, applica delle aliquote sugli scambi, la nostra IVA, generalmente un poco più basse delle nostre e quindi, teoricamente, l’evasione avrebbe potuto essere già di minore entità della nostra.

Va detto che, in Brasile la diffusione del pagamento con carta elettronica è enormemente più diffuso che in Italia e quindi anche per questo motivo la evasione poteva essere già quantitativamente inferiore alla nostra.

A tal proposito è indicativo il fatto che la carta di credito e di debito è accettata ovunque addirittura anche gli ambulanti sulla spiaggia accettano la carta, anzi la preferiscono perché diminuiscono i problemi di dare il resto e anche i pericoli di eventuali furti.

Dunque, realisticamente e prudentemente un programma della specie adottato in Italia potrebbe consentire un gettito maggiore dell’Iva e delle altre Imposte coinvolte a seguito dell’iniziativa di circa il 20%.

L’altro indubbio risultato che il Fisco raggiungerebbe è quello di un maggior controllo della coerenza della dichiarazione dei redditi dei contribuenti in confronto con la capacità di spesa.

Nel tempo si è tentato di raggiungere le predette finalità attraverso i vari redditometri e spesometri che non sempre hanno consentito risultati soddisfacenti.

Il Programma sulla Nota Fiscal o Nota Legal sono stati spesso accompagnati nei vari Stati dove è stato adottato con dei provvedimenti che obbligano le carte elettroniche ad inviare mensilmente i dati alla Receita riferiti a ciascuna partita iva (CNPJ). 

Nel Districto Federal tale assunto è stato reso obbligatorio già con la Lei Complementar 772/2008 DF

La carta ha una commissione del 3% minimo, differenziata per tipo di carta (Credito o Debito) e per quante volte si vuol rateizzare, considerato il recentoe continuo abbassamento fino al 4,5% del Tasso di Sconto è possibile che questo valore possa essere rivisto al ribasso.

Infatti, un’altra domanda tipica è :”Quer Parcelar” traducibile in “Vuole dividere in più rate”.

In Brasile questo tipo di acquisto è senza quota aggiuntiva per il consumatore mentre la commissione per l’esercente è differenziato in base al tipo di carta e per il numero di rate, è evidente che tale opportunità aumenta i consumi ma anche l’indebitamento delle famiglie.

In definitiva, con tutti questi strumenti si è di molto ridotta l’evasione fiscale mentre per i rischi di mancato versamento dell’imposta, come già indicato, i Brasiliani hanno adottato anche un altro strumento molto interessante, quello del versamento mensile dell’imposta basata sul fatturato.

La Receita Federal esige il pagamento di una cifra oscillabile dal 10 al 12 % del fatturato mensilmente nel caso in cui il soggetto ICMS non versi l’imposta la Receita entra nel conto corrente direttamente e preleva la cifra.

Al momento in cui il soggetto deve presentare la dichiarazione verranno fatti i conteggi complessi e applicata l’imposta definitiva tenendo conto dell’imposta già versata in acconto.

Tale sistema di fatto garantisce un flusso continuo per le casse dell’ Erario riducendo i rischi di mancati versamenti e di imprese che effettuano frodi importanti soprattutto all’atto dell’apertura del CNPJ cioè la Partita IVA.. 

Il Fisco Brasiliano, come detto, è caratterizzato da Imposte Statatli e Imposte Federali, con caratteristiche similari a quello Americano con le aliquote diversificate tra i 27 Stati dell’Unione.

Il Programma CPF NA NOTA o meglio NOTA LEGAL ha consentito al Fisco Brasiliano di migliorare il proprio gettito e di migliorare il controllo delle Imprese che emettono i documenti fiscali a fronte delle proprie cessioni e delle proprie prestazioni di servizi.

Le Imprese sono indotte a pagare anche dal fatto che il consumatore non ottiene il beneficio fino a quando quella Impresa non versa la imposta in cui è ricompreso il suo pagamento.

Quindi in un certo senso il venditore è spinto anche dal consumatore/cliente a versare la sua imposta, perché fino a quel momento il consumatore/cliente non avrà i benefici.

Il contribuente, che riceve i benefici e che è il Protagonista assoluto dell’operazione, risulta anch’egli maggiormente controllato e le eventuali anomalie tra capacità di Spesa e Reddito dichiarato, rilevabili attraverso il Programma, potrebbero anche essere approfondite e verificate dal Fisco, anche se ciò non viene apertamente indicato in quanto potrebbe generare una contrazione all’adesione al programma.

La quantità e le modalità di accesso ai benefici concessi sono provvisori, decisi di anno in anno, e possono essere modificati a secondo del successo del Programma e degli obiettivi prefissati.

Chiaro che il sistema ha bisogno di essere rinnovato e adeguato ai tempi e soprattutto appare di fondamentale importanza che il consumatore possa evidenziare velocemente il suo vantaggio.

Gli esperti della Receita rappresentano che il ritardo del ritorno economico al contribuente fanno perdere di slancio al Programma.

In Brasile non siamo di fronte a un caso di perfetta e piena possibilità di scaricare tutta l’imposta pagata, ma al tentativo, che dai risultati appare riuscito, di far affiorare soggetti sconosciuti al fisco e di far aumentare i documenti fiscali emessi.

In tale attività l’alleato del Fisco è il contribuente che comunque ha un vantaggio a richiedere l’emissione dello scontrino.

In definitiva, il progetto brasiliano CPF NA NOTA o CPF LEGAL, pur non essendo risolutivo, appare, dati alla mano, una buona misura per l’emersione di componenti di Reddito non dichiarati al Fisco e in linea di principio applicabile in Italia congiuntamente a misure che impongano, favoriscano e facilitino il pagamento con la carta elettronica e con strumenti diversi dal contante.

L’ANTIRICICLAGGIO IN BRASILE

Il Brasile è membro del FATF e del Gruppo d’Azione Finanziaria del Sudamerica (GAFISUD), ha sviluppato negli ultimi anni una strategia antiriciclaggio e anticorruzione di spessore attraverso la Strategia Nazionale Contro la Corruzione ed il Riciclaggio. (ENCCLA)

L’ENCCLA è stata istituita nel 2003, sotto il coordinamento del Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza, e riunisce più di 90 Istituzioni  Brasiliane attive nel settore. 

I componenti dell’ENCCLA sono prescelti tra i migliori funzionari delle Istituzioni coinvolte, ne fanno parte la Policia Federal, la Receita Federal, gli Ispettorati di Sicurezza delle Banche, i Pubblici Ministeri e le associazioni che agiscono, direttamente o indirettamente, nella prevenzione e nella lotta contro la corruzione e il riciclaggio di denaro. 

La strategia nazionale nel settore dell’Anticorruzione e dell’Antiriciclaggio è volta a intensificare la prevenzione di questi crimini, in considerazione anche dell’impatto a livello nazionale e internazionale sulla pubblica opinione delle attività repressive in materia.

Annualmente, gli organismi partecipanti si incontrano in una riunione plenaria per delineare le azioni che verranno eseguite l’anno successivo. 

Le attività sono suddivise in gruppi di lavoro che poi coordineranno, durante tutto l’anno, l’esecuzione delle loro “azioni” di seguito menzionate.

Il Departemento de Recuperaçao de Ativos e Cooperaçao Juridica International da Secreteria Nacional de Justica (DRCI/SNJ), formato soprattutto da “Delegadi della Policia Federal”, funge da segretariato esecutivo di ENCCLA, sviluppando le attività necessarie.

Il tema dell’antiriciclaggio in generale e di quello connesso con gli episodi di corruzione sono al centro dell’attenzione brasiliana in virtù anche di una indagine di grande spessore internazionale che è stata denominata LAVAJATO.

Il sistema di contrasto al riciclaggio in Brasile è piuttosto avanzato e vanta alcune punte di eccellenza soprattutto nella Policia Federal. 

Nell’ultima riunione dell’ENCCLA sono state approvate le seguenti linee di azione per il 2019: 

  1. Sviluppare un progetto di piattaforma digitale e altre misure volte alla trasparenza pubblica sui dati accessibili per consentire la massima partecipazione sociale alle attività anticorruzione e antiriciclaggio;
  1. Creare un flusso di comunicazione sui casi di corruzione transnazionali;
  1. Elaborare, pubblicare e divulgare un decalogo sulla correttezza negli appalti pubblici indirizzato ai manager del settore pubblico;
  1. Limitare i prelievi di contante, i pagamenti e i trasferimenti di denaro non tracciati;
  1. Prevenire e combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro da parte dei pubblici ufficiali seguendo la loro evoluzione patrimoniale e i beni che hanno in uso;
  1. Uniformare le procedure per accedere, da parte degli istituti di controllo e di investigazione, ai dati e agli estratti bancari;
  1. Proporre delle misure per perfezionare i controlli e aumentare le restrizioni all’uso del contante nazionale o estero al fine di prevenire illeciti;
  1. Approfondire gli studi sull’uso delle monete virtuali ai fini di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo fornendo l’elenco delle attività positive effettuate in ambito investigativo e fornendo un’eventuale proposta di adeguamento normativo in materia di investigazione e di repressione  penale;
  1. Mappare i flussi di lavoro e i processi che hanno come obiettivi appurare il verificarsi di atti di corruzione, permettere l’incriminazione dei responsabili e il recupero degli attivi;
  1. Realizzare un’analisi sulla qualità, completezza e tempestività delle informazioni passate alla Policia Civil e Federal e ai soggetti inquirenti, da parte delle istituzioni finanziarie;
  1. Dare continuità all’azione e al perfezionamento della Policia Civil nell’investigazione in ambito di riciclaggio;
  1. Formare i professionisti quali notai e commercialisti nella lotta e nella prevenzione ai crimini di riciclaggio e di corruzione;
  1. Proporre modifiche normative e/o miglioramenti nei controlli per evitare l’utilizzo di imprese fittizie;
  1. Elaborare un’analisi sul riciclaggio risultante da reati tributari.

Le azioni antiriciclaggio, individuate dall’ENCCLA, sono di particolare rilievo anche internazionale e vengono affrontate ciascuna da un Gruppo di Lavoro, composto da personalità del settore di assoluto livello le modalità di approccio e i risultati ottenuti sono assolutamente eccezionali.

In tal senso, la partecipazione nel ENCCLA della Guardia di Finanza come prima ed unica Istituzione straniera, attraverso il suo Esperto in Brasile, appare un sigillo alle Relazioni e della Cooperazione Internazionale Italia Brasile e il riconoscimento e la consacrazione del Corpo quale Polizia Economico Finanziaria di livello Mondiale. 

di Francesco Fallica

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