Il nostro Paese? Non è a misura di bambini, fra lavori, violenze, assistenza e cure negate

giornata-Mondiale-per-i-diritti-dell-Infanzia-e-dell-Adolescenza1Nella giornata mondiale per i diritti dell’Infanzia, ci rendiamo conto amaramente che l’Italia, la Sicilia e la provincia di Ragusa, non sono a “misura di bambino”. I bambini d’Italia, infatti, non sono sempre come quelli che vediamo nella pubblicità delle merendine, ben vestiti, ben nutriti e stra-protetti: nell’età compresa fra i 7 e i 15 anni ce ne sono 260 mila che già lavorano (fonte “Save the children”). Più di uno su venti. Un lavoro vero, non l’ immondizia da buttare o la camera da risistemare per “guadagnarsi” la paghetta. Un lavoro che li impegna in campagna, in bottega, al bar o in panetteria, un lavoro dove può capitare – ma non sempre – che il “capo” sia la madre o il padre, e che comunque incide sulla vita, sul rendimento scolastico, sul diritto di crescere in pace. In certi casi – 30 mila ragazzi di età compresa fra i 14 e i 15 anni – quel lavoro si svolge in condizioni pericolose. L’infanzia, l’adolescenza, l’educazione, i diritti dei bambini e dei ragazzi sembrano rivestire in tale quadro un ruolo marginale, sia nel dibattito della società civile sia, e ancor più, nel dibattito istituzionale e nelle decisioni che competono a chi ha assunto funzioni pubbliche. Lo dimostrano i numeri: il fondo per le politiche a favore della famiglia è stato ridotto da 220 a 51 milioni di euro, quello per lepolitiche giovanili da 130 a 13, quello per le pari opportunità da 50 a 17, quello per l’inclusione degli immigrati azzerato. Inoltre secondo l’ISTAT sono oltre 100.000 (centomila!) i ragazzi che ogni anno (ogni anno!) abbandonano definitivamente e prematuramente gli studi.

Cosa dice la legge: in Italia, in base ad una norma varata nel 1967, i minori al di sotto dei 16 anni possono lavorare solo se di tratta di lavoro a carattere culturale, artistico o pubblicitario che rispetti determinate condizioni. La legge 29 del 2006 ha poi innalzato l’obbligo scolastico e l’età minima per avviarsi al lavoro (apprendistato compreso) ai 16 anni. Sotto tale tetto d’età si parla di lavoro precoce svolto al di fuori della norme di legge, quindi di un lavoro che non dovrebbe esserci e che invece riguarda il 5,2 per cento della popolazione totale nella fascia d’età fra i 7 e i 15 anni.

La situazione in Provincia di Ragusa. La situazione nelle “dodici terre”, ovvero nei comuni della provincia di Ragusa, non è affatto migliore. Le nostre città, infatti, dimostrano di essere sempre più lontane a diventare a misura dei suoi mini-cittadini. Nelle nostre città, infatti, bisognerebbe migliorare l’ambiente attraverso la lotta contro tutti gli inquinamenti; garantire spazi sicuri e dedicati ai bambini; intervenire nei percorsi e nel mondo della scuola, integrando educazione e innovazione, sicurezza e informazione; garantire un’alimentazione sana, dalla promozione dell’allattamento al seno. all’equilibrio nutrizionale nelle età successive; promuovere stili di vita salutari fatti di educazione alimentare, di attività motoria e sportiva; lottare contro ogni forma di abuso e dipendenza, contro il fenomeno in allarmante espansione dei “bullismi” e contro ogni forma di violenza sui minori; e ancora tutelare i bambini a rischio sociale, da quelli a rischio di abbandono e povertà, ai nati da genitori migranti.

bambini gm infanzia 2Invece non è assolutamente così. Dove sono i parchi giochi nelle nostre città, o le aree a verde ed attrezzate? Dove sono i parchi in cui i più piccoli possano socializzare fra loro, respirando area pulita e non smog di autovetture. Dove sono i controlli nei locali pubblici? Sempre più bambini, soprattutto in estate, fanno capolino nei bar delle nostre frazioni rivierasche o città culturali, per prendere ordinazioni e servire ai tavoli. Basterebbe avere più attenzione e controllo. Ma sarebbe troppo bello. Così come sarebbe troppo semplice, pretendere di aiutare i bambini e gli adolescenti che lottano per la normalità e contro l’emarginazione, a causa di handicap. Sovvenzionare i trasporti di questi piccoli, aiutarli a crescere in un mondo che dovrebbe essere migliore. Ed è qui che penso alla madre di quel bambino disabile, alla quale il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, disse “se non avete i servizi, chiami il 118 e faccia portare suo figlio a scuola con l’ambulanza”. Ecco, questo è il rispetto massimo per i nostri “piccoli” concittadini. Penso alle carceri, dove i bambini incontrano i genitori, in condizioni assurde. Penso agli oratori che sono sempre più bistrattati. Penso alle scuole, abbandonate a se stesse e senza fondi per spiegare ai bambini la società odierna. Penso ai luoghi di socializzazione che mancano totalmente. Penso, in ultimo, al piccolo Lorenzo Tasca, al giovane, Mauro Terranova, a tanti altri piccoli ma grandi uomini, condannati a morte due volte: la prima dalla malattia che, come tanti altri, li affligge, la seconda da un Paese, il nostro, ed una regione, la nostra, che non vuole curarli.

Tutto ciò perché, nonostante si sentano tante, troppe, belle parole sui bambini, non si fa niente per migliorarne la qualità della vita. Si, proprio quei bambini che noi facciamo vivere così. Fuori legge, ammantando di ipocrisia qualsiasi piccola iniziativa che inventiamo. Tutto ciò, ovviamente, nella massima indifferenza. I bambini devono solo giocare!

Condividi
Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine