In posti come Vittoria ci vuole forte la presenza dello Stato, altrimenti è tutto finito!

Ci vogliono muti, ma questo è il momento di urlare. Lo dobbiamo fare per noi, per i nostri figli, per i più piccoli come Alessio e Simone.
Perchè mentre piangiamo il piccolo Alessio e preghiamo per il cuginetto Simone (in ospedale in fin di vita e con le gambe amputate), a Vittoria continua ad accadere di tutto e lo Stato purtroppo arranca.
Uno degli indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento dell’omicida di Alessio è Angelo Ventura, il figlio del boss Titta Ventura. E Angelo Ventura, candidamente su Facebook scrive che è “addolorato”.
Sì, avete capito bene, era a bordo della macchina che ha ucciso il povero Alessio e ridotto in fin di vita Simone, è scappato senza soccorrere i bimbi. Ed è “addolorato”. Incredibile.
Ma purtroppo non è finita qui.
Un “amico” di Angelo Ventura, un pluripregiudicato, Giuseppe Cammalleri, scrive pubblicamente qui su Facebook che “Borrometi è lo schifo della terra” e che mi dovrei “vergognare” perchè ho denunciato i nomi e cognomi di chi è scappato, esattamente come il delinquente Angelo Ventura. Non contento mi dice, sempre pubblicamente, che sono un “essere spregevole”.
Io faccio il giornalista e che, piaccia o no, ho l’obbligo di fare nomi e cognomi. Anche se sono i figli dei boss!
Ed intanto domani i funerali del piccolo Alessio saranno fatti dall’agenzia funebre di Cutello, lo stesso che con Angelo Ventura ed il padre capomafia è a processo. Per mafia.
Mi spiace dirlo ma quanto sta accadendo è la testimonianza che lo Stato arranca. Le Forze dell’Ordine non riescono a controllare il territorio (non per colpa propria ma per mancanza di personale) e si rischia di consegnare le città in mano a delinquenti e mafiosi.
In posti come Vittoria ci vuole forte la presenza dello Stato, con uomini, con mezzi (se necessario anche con l’esercito) e con la cultura.
Se così non sarà è tutto finito.

Ci vogliono muti, ma questo è il momento di urlare. Lo dobbiamo fare per noi, per i nostri figli, per i più piccoli come…

Geplaatst door Paolo Borrometi op Zaterdag 13 juli 2019

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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