In veliero a Pozzallo con 6.2 tonnellate di hashish: condanna confermata per 3 spagnoli

La seconda sezione della Corte di Appello di Catania ha confermato la sentenza di condanna a 5 anni di reclusione e 16.000 euro di multa ciascuno per i tre spagnoli Alfredo Marsal Margalef, del 1959, Alexander Rivas Beltran del 1987 e Javier Perez Haro del 1966 – difesi dagli avvocati Matteo Anzalone e Alessandro Agnello del Foro di Ragusa – che ad aprile del 2019 erano stati intercettati a seguito di una complessa operazione internazionale che coinvolse i servizi di intelligence di Italia, Francia e Spagna. I tre trasportavano a bordo di un veliero, 6,2 tonnellate di hashish che avrebbero fruttato nel mercato clandestino, oltre sessanta milioni di euro, per circa 43 milioni di dosi di droga ricavabili. La barca a vela, un 12 metri battente bandiera spagnola venne abbordata e scortata a Pozzallo nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Libeccio international” messa a segno dal comando regionale della Guardia di finanza di Sicilia, in cooperazione con il comando operativo di Pratica di Mare ed il Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma. Si trattò di uno dei più cospicui sequestri di droga degli ultimi anni, avvenuto a Pozzallo, porto di approdo dopo l’abbordaggio del natante. Le autorità straniere segnalarono al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo la presenza di una imbarcazione a vela, partita dalle coste spagnole e in navigazione a sud di quelle siciliane, sospettata di essere coinvolta in traffici di stupefacenti, già oggetto di indagine da parte degli Organi investigativi spagnoli della Guardia Civil e della Vigilanza Aduanera. Nel pomeriggio del 10 aprile 2019 venne individuata la barca a vela la “LUNA III”, monoalbero di 12 metri battente bandiera spagnola. Sulla scorta degli accordi bilaterali esistenti con lo Stato di bandiera, e ad un rapido scambio di informazioni, a circa 86 miglia marine a sud delle coste siciliane è avvenuto l’abbordaggio da parte del pattugliatore della Guardia di finanza, ‘Monte Cimone’ e del pattugliatore Veloce “Cinus” del gruppo aeronavale di Messina. C’erano 231 sacchi di iuta con cinque differenti qualità di hashish. Le Fiamme Gialle, dopo aver preso contatti con la Procura della Repubblica di Ragusa, sequestrarono l’imbarcazione, la sostanza stupefacente trasportata e la strumentazione di bordo utile alla ricostruzione della reale rotta seguita. L’imbarcazione una volta approdata al porto di Pozzallo, venne controllata da una task force di oltre 30 militari del G.I.C.O. di Palermo, del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ragusa, della Tenenza e della Sezione operativa navale di Pozzallo, e del Servizio centrale investigativo criminalità organizzata, lo ‘Scico’ di Roma. La  Spagna decise di non esercitare la scelta della sue giurisdizione come preferenziale rispetto a quella italiana e i tre vennero giudicati presso il Tribunale di Ragusa con rito abbreviato che ne definì la condanna confermata ora in appello.

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