Oggi (o almeno per oggi…) non parlerò dell’approvazione del piano di riequilibrio, perché ne stanno parlando persone più autorevoli e preparate di me ma anche perché, secondo l’insegnamento di un mio maestro avvocato ed ex amministratore della città, nessun commento in merito può essere fatto fino a quando non sarà possibile leggere la motivazione dei Giudici Contabili, motivazione che contiene, peraltro, le prescrizioni impartite ai nostri amministratori per evitare una futura dichiarazione di dissesto finanziario.
Attendiamo, dunque, ma nelle more parliamo d’altro ed in particolare della bella manifestazione tenutasi ieri a Modica con lo scopo di sollecitare con forza all’amministrazione l’apertura della nuova sede della Biblioteca Comunale (uso volontariamente le maiuscole).
Io ho partecipato come correntista della Banca del Tempo, quest’ultima coinvolta nell’organizzazione dell’evento, e posso dirvi che insieme a tanti cittadini, cittadine, studenti e bambini, ho passato un momento assai gratificante.
C’era un angolo dedicato alla lettura di storie per i bambini, i quali sono stati rapiti dalla bravura dei ragazzi della “Biblioteca delle Fate” e di uno dei creatori della Libreria Itinerante, venuta appositamente a Modica per l’occasione. C’era un “angolo gioco”, organizzato dagli animatori di Biribilie e la grande forza di coinvolgimento dei volontari dell’AIMC Modica, degli Amici del Campailla, dell’Associazione “Fuori dall’Ombra”, del Movimento delle Mamme, della Banca del Tempo e di tanti singoli cittadini .
Piergiorgio Barone, ex direttore di EdiArgo, e Francesco Trombadore, della Libreria La talpa, hanno regalato ai cittadini un grosso numero di libri, facendo un gesto significativo e sicuramente da encomiare.
C’è stato, poi, un momento di lettura spontanea di brani da parte di molti cittadini i quali hanno voluto condividere pensieri ed emozioni leggendo i loro autori preferiti.
Io, vi dico la verità, avrei voluto portare il libro di Philip Roth, Goodbye Columbus, per leggere alcuni brani tratti dal racconto del giovane bibliotecario, sfiaccato, privo di ambizione e coinvolto in una relazione improbabile, il quale si trova incidentalmente alle prese con un ragazzo di colore, semianalfabeta, che gli chiede ogni giorno di potere visionare lo stesso libro. Quel giovane si affeziona a tal punto a quel povero ragazzo da rischiare il licenziamento, pur di non dare in prestito a nessuno quel libro, pensando che, senza di esso, il suo “protetto” non avrebbe ragione di tornare e di salvarsi dall’ignoranza. Ecco, avrei voluto leggere uno stralcio di quel racconto, per dire che la Biblioteca serve prima di tutto a chi non ha un grande sapere né le sostanze per ampliare i suoi orizzonti culturali, ma dopo l’invito a pranzo da mia madre, con un menu non proprio macrobiotico, e nella fretta di andare in Piazza Matteotti per dare una mano all’organizzazione, ho dimenticato il libro sul tavolo della cucina, dove lo avevo lasciato prima di uscire…pazienza!
Ciò detto, nonostante la mia solita testa fra le nuvole, la manifestazione si è sviluppata secondo programma, spostandosi lungo il Corso Umberto fino a Palazzo Moncada, dove Fatima Palazzolo, Ornella Fratantonio e Carlo Carier hanno letto alcuni brani, accompagnati dalla bravura del maestro Abbate e del suo gruppo.
Tra queste ultime letture non poteva mancare un articolo del nostro concittadino e spesso poco valorizzato Raffaele Poidomani, dal quale si evince che Modica, intesa come Istituzione amministrativa, non è mai stata particolarmente sensibile alla cura dell’Istituzione Biblioteca. Alcuni passi di quell’articolo mi sono apparsi eccezionalmente e drammaticamente attuali, sebbene scritti oltre 50 anni fa.
Come detto, la manifestazione, lungi dal volere assumere toni polemici o di furba o, peggio, partigiana strumentalizzazione politica, si è celebrata all’insegna dell’allegria, della serenità e della condivisione, senza alcuna connotazione di partito o di fazione. Anzi, abbiamo potuto apprezzare la presenza dell’assessore Rita Floridia, accompagnata dal consigliere Gerratana, in rappresentanza dell’amministrazione comunale che, per inciso, ha anche dato il patrocinio all’iniziativa. L’assessore Floridia si è concessa una ormai rituale foto di gruppo che, immagino, sarà presto pubblicata anche sul sito del Comune. Ora, di fronte a tale sensibile atto di partecipazione della giunta, rispetto ad una azione di allegra e non polemica protesta verso il Comune, è possibile dedurre, sebbene ciò non sia stato detto espressamente, che la questione della Biblioteca Comunale sarà una delle priorità dei nostri amministratori e che nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane, potremo avere qualche notizia confortante sull’esito del lungo restauro di Palazzo Moncada, nuova sede eletta per l’allocazione dell’istituto culturale.
Non possiamo fare altro che aspettare, ma nel frattempo possiamo anche andare al Palazzo della Cultura, dove esiste una piccola sezione della Biblioteca esistente, dedicata sopratutto ai lettori più giovani. Ed in effetti, pensandoci bene, non è mica necessario avere subito un locale nuovo e grande per iniziare i nostri figli alla cultura del prestito librario. Anzi, sarebbe cosa buona che già da adesso iniziassimo i più piccoli verso una prassi ormai dimenticata e, come è stato detto ieri, dare la prova che l’apertura del Palazzo Moncada non sia un vezzo di qualche sparuto amante della cultura, quanto una necessità per fare fronte alla grande richiesta dei cittadini modicani.
In altri termini, se andiamo in tanti a chiedere libri ci si rende conto che la sezione del Palazzo della Cultura è insufficiente e che bisogna accelerare l’apertura della nuova sede.
Noi, io e mia moglie, faremo subito la tessera per nostra figlia e le insegneremo che può leggere tutti i libri che vuole solo andando in biblioteca, perché il sapere è di tutti e deve essere condiviso, altrimenti non serve a nulla.
Un’ultima notazione mi venga consentita.
Ho accennato a Raffaele Poidomani. Ecco, credo che, con tutto il rispetto per Salvatore Quasimodo, sia più giusto intitolare la Biblioteca modicana proprio a Poidomani, perché egli ha raccontato la vera modicanità, con i suoi vizi e con le sue comiche contraddizioni, regalandoci anche pagine di struggente bellezza nelle quali il popolo, la gente comune, i nostri nonni e le nostre nonne hanno dato sostanza alla vera nobiltà di cui si fregia la storia della nostra città. Raffaele Poidomani, poi, checché ne possano pensare alcuni intellettualotti con la puzza sotto il naso, è stato il cuore e l’anima della nostra Biblioteca cittadina, in un momento in cui, come ha narrato lo stesso autore, le pagine dei libri venivano usate per incartare le acciughe…
Spero, quindi, che nel prossimo futuro potrò andare a prendere in prestito un libro dalla Biblioteca “Raffaele Poidomani Moncada” e dirmi, finalmente, felice di abitare…in una “vera”, “grande” città…











