Isis: fra i 50 italiani partiti per Siria e Iraq anche un ragusano. Jihadista per caso o stupidità?

Fabio C. sarebbe questo il nome della “gloriosa mente” che, a 27 anni, non ha trovato niente di meglio da fare che partire dalla punta estrema della Sicilia, nel ragusano e precisamente da Comiso, per recarsi in Siria e combattere per il Califfato e l’Isis contro un Occidente che gli ha dato i natali ma all’improvviso viene reputato “da combattere”.

Proprio così (secondo quanto riporta un articolo di Repubblica a firma di Paolo Berizzi). 

Fabio C, senza lavoro, dopo aver frequentato “gruppi italiani e nordafricani che coltivano rapporti con network jihadisti”, in particolare “Sharia4″, “manifesta l’intenzione di raggiungere i teatri di guerra”. Uno, da subito: la Siria. Quella che Ibrahim Delnevo chiamava la “mia via”. La via di Allah. Fabio, come Delnevo, si mette in moto. La Turchia è un passaggio strategico. Il “buco nero”. “Perché – spiega la fonte – una volta arrivati lì, i teatri di guerra sono alla portata, ed è più facile far perdere le proprie tracce”.

Fabio, miliziano siciliano, risponde insieme ad un’altra cinquantina di (intelligenti) italiani alla “dawa”, la chiamata della Jihad. Nel nome di Allah e della sollevazione contro l’Occidente colonizzatore, operata dai seguaci di Abu Bakr al-Baghdadi.

Diventa così uno dei “foreign fighters” (combattenti stranieri, così vengono definiti), lupi solitari che si recano in Siria o Iraq ad offrire le loro braccia e la loro vita alla “guerra santa” islamica.

Il problema vero è che, come già accaduto ieri a Parigi, questi soggetti non rimangono nei Paesi dove si recano ma, fra una mitragliata e l’latra e dopo aver appreso l’arte della guerra, altro non fanno che rientrare nei Paesi Occidentali (spesso d’origine) per portare qui la guerra contro il nemico Occidentale.

Così rappresentano, loro non gli immigrati, un vero pericolo. 

Perché ciò che qualcuno vorrebbe è trasformarla in una guerra fra religioni, niente di più sbagliato o pericoloso.

E’ il caso “scuola” di Roberto Cerantonio che, cittadino australiano di origine italiana (sempre secondo Repubblica), commette un passo falso. 

Sul web – lo stesso mezzo sul quale aveva iniziato il suo percorso – pubblica un’immagine manipolata del Milite Ignoto. Accanto, la bandiera dell’Isis e la scritta minacciosa: “Attaccheremo Roma, Allah ci permetterà di conquistarla“. 

Un deficiente, insomma. Ma deficienti molto pericolosi. 

Cittadini italiani che, non attraverso i barconi di chi cerca un futuro migliore, ma tramite aerei di linea e macchine (magari) costose, pensano di attaccare il proprio Paese, causando la morte dei propri concittadini.

Non chiamiamola guerra di religione, non incolpiamo i profughi che vengono da noi, guardiamoci da questi conterranei, vero pericolo nel nome di Allah.

(RIPORTIAMO DUE DELLE COPERTINE DEL GIORNALE SATIRICO CHARLIE HEBDO, PERCHE’ LA LIBERTA’ DI STAMPA, DI OPINIONE E DI SATIRA NON SI TOCCA. MAI!)

 

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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