La corsa della “vergogna” e la verità che pochi conoscono!

alberto proietto salvataggio sampieriQuella corsa della “vergogna”, fiera, a testa alta e senza tradire – apparentemente – emozioni, oltre alla voglia di verità. Non può che iniziare così, questo articolo, queste righe che non vogliono assolutamente incolpare nessuno, ma che vorrebbero servire per ricordare, non dimenticare ed esser sempre più efficienti nell’affrontare emergenze come quelle di lunedì scorso. Ho riflettuto molto, poi mi sono deciso: ci sono tredici vite di nostri fratelli, persone che hanno il nostro stesso sangue, da onorare e ricordare. Chi racconta – e, credetemi, io quel giorno c’ero ed ho sofferto maledettamente -, ha il dovere di descrivere, riferire ma, anche, analizzare e denunciare. Ed è dalla denuncia che partirò, per cercare di analizzare (con immagini e testimonianze che ho raccolto e sulle quali lavoro da giorni), ciò che è accaduto quella stramaledetta mattina di lunedì 30 settembre. “Alle ore 9,20 mi stavo preparando per andare a Catania, per accompagnare dei parenti all’aeroporto, quando vengo attirato dalle urla che provenivano dalla spiaggia”. Inizia così il tragico racconto di Massimiliano Di Fede, fra i primissimi ad accorrere sul luogo dello sbarco, quel tragico lunedì mattina. “Mi reco immediatamente verso il boschetto che divide le case dalle dune e incontro un individuo che dopo che gli ho chiesto che cosa stesse succedendo, inaspettatamente mi colpisce sulla costola sinistra, facendomi cadere all’indietro”. Ecco che, quindi, alle ore 9,20 lo sbarco è già iniziato e la testimonianza di Massimiliano Di Fede, coincide in linea di tempo con quella di un altro testimone, che diventerà uno dei veri “eroi” della giornata, Davide Roccasalva, insieme al collega Alberto Proietto (nella foto Alberto, in maglietta bianca, stremato dopo un salvataggio), che ritroviamo nelle parole del Di Fede. “Dopo pochi secondi mi alzo e mi reco verso le dune e vedo il barcone pieno di migranti, all’altezza della seconda secca. Nel barcone era visibile che ci fosse una rissa o degli spintoni – commenta Di Fede -, perché era evidente che le persone cadevano e non si buttavano. Torno indietro ad avvertire il vicinato ed a chiamare aiuti (su tutti l’ospedale e le ambulanze), compresi i miei parenti, prendo la videocamera e ritorno indietro filmando i primi migranti sbarcati. Solo dopo mi rendo conto che vi fossero persone in difficoltà in acqua e, contemporaneamente, Alberto Proietto arrivava dal Marsa Siclà in soccorso dei migranti. Proietto è stato il primo ed ha salvato molte vite in mare insieme a Davide Roccasalva, che è arrivato 5 minuti dopo dal locale Pata Pata”.

Così arriviamo alla parole proprio di Davide Roccasalva. Il ventenne Davide, è un bagnino in una nota struttura sul litorale rivierasco di Sampieri. “Erano più o meno un quarto dopo le nove ed in lontananza ho visto un barcone, mi è sembrato pieno zeppo di persone, come tante formiche, stipate una sull’altra. Per prima cosa ho chiamato la capitaneria di porto di Pozzallo, subito dopo ho raggiunto il luogo dello sbarco e mi sono buttato in acqua perchè ho notato che le persone, fossero già in acqua ed ancora troppo lontane dalla riva. Lì, sul posto, c’era già un altro bagnino che stava prestando i soccorsi, non lo conoscevo. Soltanto poi saprò che si chiama Davide”. A questo punto giunge sul posto il primo soccorritore ufficiale, il Maresciallo capo dei carabinieri, Floriddia. Ma continuiamo col racconto e con le parole di Davide Roccasalva. “Subito dopo il primo ingresso in acqua mio e del collega – racconta -, è sopraggiunto un carabiniere che si è buttato in acqua con noi. Così abbiamo fatto in tutto, più o meno, 7 o 8 ingressi in acqua. La gente annaspava sempre più e prima abbiamo messo in salvo quelli in difficoltà, le donne ed i bambini”. Così in acqua, Davide, Alberto ed il maresciallo Floriddia, cercano di salvare quante più persone possibili. “La gioia di avere salvato almeno 3 vite – sottolinea Davide -, viene completamente messa da parte, dalla sofferenza di quei corpi. Almeno un paio di persone le ho riportate a riva, ma quegli occhi spalancati, quella schiuma che usciva dalla bocca, non le dimenticherò mai”. 

la corsa della vergogna (2)

In questa triste situazione, si inserisce – quasi come una immagine plastica -, una donna che, in tenuta da jogging, corre tranquillamente (come si può vedere dalle immagini e dal filmato), schivando i corpi e non curandosi minimamente di interrompere la sua “missione sportiva”, per aiutare e prestare anche lei soccorso. Da dire che, come si può vedere dal “master” delle immagini fornite da Massimiliano Di Fede, quando l’atleta transita correndo dal luogo, con i migranti che vengono soccorsi (alla sua destra) e con i migranti morti che ben si vedono (alla sua sinistra), i soccorsi non erano ancora arrivati. la corsa della vergogna (1)Quindi, magari – ma questa è una mia assoluta illazione, forse spinta dalla rabbia per una scena che non saprei e non voglio definire -, il suo apporto (come quello di tutti presenti sul luogo) poteva essere importante. Tanto che, come si può sentire nell’audio originale del filmato, c’è qualcuno dei soccorritori che esclama ad alta voce “impressionante”.

 

In casi come questi tutti dovrebbero rendersi utile o quantomeno non mostrare questa assurda indifferenza. Al netto di una “corsa” che stride con quanto queste persone abbiano cercato di fare per rendersi utili e per essere, probabilmente e semplicemente, soltanto UOMINI!

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

35 COMMENTI

  1. “…schivando i corpi e non curandosi minimamente di interrompere la sua “missione sportiva”, per aiutare e prestare anche lei soccorso!!!”

  2. quell immagine della signora che continua la sua corsa tra i cadaveri e’ agghiaccante ….rappresenta tutte le persone che nonostante tutte queste tragedia neanche stanno li a guardare senza far nulla ….ma ancora peggio ….fanno finta di non vedere .

  3. Sembrerebbe palesare l’indifferenza di Istituzioni e rappresentanti (non tutti!) una volta calato il sipario e spente le telecamere sulla questione…

  4. Questo e’ ciò che accade quando l’essere umano e nella fattispecie il cittadino e’ talmente assuefatto da quello che accade e che non funziona per cui si abbandona ad uno stato di menefreghismo totale, l’indifferenza e la paura di essere coinvolti prevalgono sul senso del dovere e di senso civico…, nel dettaglio di questa vicenda purtroppo, oltre che di questi aspetti, bisogna parlare di omissione di soccorso .

  5. Ma cosa doveva fare scusate.avra fatto il segno della croce un pensiero che riposino in pace.e quindi.non penso che sia rimasta indifferente.

  6. Secondo me invece è stata indifferente..poi ognuno è libero di interpretare queste immagini come meglio crede!

  7. Quella persona andrebbe denunciata per omissione di soccorso!!non ci sono altre alternative dopodiche’ chi di competenza capira se è capace di intrendere.Assurdo.
    Bravissimi gli altri!!!!!sincero sentimento di orgoglio nell’essere di Sampieri.Grazie

  8. È stata già condannata quando è nata , guardatela bene non ha nulla di una donna se non il nome, ricordatele che in provincia di Rg abbiamo oltre alle spiagge 2 ponti meravigliosi, che ne scelga uno per dare fine alla sua triste e vergognosa carriera in questo mondo. Il grido di Vergogna del Papa era in parte anche per lei.

    • La prego, signor Enzo, mi permetto di dirLe che il Suo commento (seppur giusto nel denunciare un fatto grave!), mi pare eccessivo nella conclusione. Si assume Lei, ovviamente, ogni responsabilità. Tanto Le dovevo, comprendendo il Suo sfogo

    • enzio il tuo commento è vergognoso, la ragazza non fa slalom tra i cadaveri, ma arriva forse per caso, in un momento ormai postumo, son tutti lontani dai cadaveri, il signore con la maglietta bianca passeggia, due sono in acqua sembrano bagnanti, altri due nella zona dei cadaveri camminano ma non si curano dei morti, lei che doveva fare, iImmischiarsi in cose di cui magari non sa nulla, e poi come puoi giudicare così superficialmente, magari è andata nel panico, non tutti sono capaci a guardare la morte in faccia, è molto probabile si sia resa conto all’ultimo momento della realtà ed a quel punto come un automa ha cercato di sfuggire al destino senza dare nell’occhio, la ripresa della telecamera credo violi un pò la privacy.

  9. Povera donna, cinica certo, ma perdonatela… Che se la veda lei con la sua propria coscienza. Siamo sempre così pronti a lapidare. Forse si è già pentita, chi lo sa? Io lo spero, ma non me la sento di mettermi nei panni del persecutore. Che corra pure, tanto prima o poi si fermerà… e chi si ferma è perduto!

  10. È assurdo come non si senta neanche la necessità di fermarsi ma si continua come se niente fosse! È veramente una immagine metaforica del l’indifferenza del mondo ricco ma nel concreto si deve essere senza cuore per passare oltre, con dei morti sulla spiaggia. A mio parere ci sono gli estremi per una imputazione di omissione di soccorso.

  11. Con quale coraggio questa persona si è messa a zigzagare in mezzo ai cadaveri in spiaggia, me lo chiedo dal giorno che ho visto il video; quantomeno poteva interrompere la sua stupida corsa.
    Credo si possa ipotizzare il reato di omissione di soccorso, se così è mi sembra inevitabile sia aperta una inchiesta.

  12. Vorrei aggiungere qualcosa in merito a questa ennesima tragedia del Mare. Ho visto tutti commenti, tutti condivisibili, specialmente il mio commento stesso che dico “impressionante” mentre riprendo con la mia videocamera questa ragazza che fa il suo “slalom macabro”.
    Intanto ringrazio Paolo che professionalmente sta facendo emergere un’aspetto importante e molto delicato, come quello che riguarda la gestione delle emergenze. Avendo vissuto in prima persona un’altra tragedia sulla stessa spiaggia e cioè quella del 18 novembre del 2005, posso confermare con sicurezza che da allora nulla è cambiato, anzi è tutto peggiorato grazie ad una legge assurda che porta il nome di due improbabili e discutibili politici che sono Umberto Bossi e Gianfranco Fini.
    Non possiamo cacciare via queste persone, che mi hanno raccontato cosa fanno nei loro paesi d’origine, tra guerre, soprusi e atrocità varie, su uomini donne e bambini. Dobbiamo metterci in testa di accogliere queste persone e che tutto il mondo civile deve mettersi a disposizione per aiutarci, dato che siamo il ponte della speranza per arrivare in Europa. Ma la tragedia di Sampieri e di Lampedusa, non è servita a scuotere le coscienze, ma il giorno dopo di Sampieri i media avevano bisogno di un eroe ed è stato individuato nella persona di un carabiniere che spogliandosi della sua divisa, con un atto di coraggio ha salvato tre vite umane. Si doveva trovare per forza un eroe per distogliere l’attenzione su un’unica voce isolata, come l’ha definita il prefetto di Ragusa, e cioè la mia denuncia sul macroscopico ritardo dei soccorsi. Un ritardo così evidente e supportate dalle immagini da me filmate. Una cosa è certa, l’immagine del carabiniere eroe va notevolmente ridimensionata. Quello che ho visto è che Alberto Proietto per primo e Davide Roccasalva dopo 5 minuti, hanno salvato molte persone e, in quei concitati minuti non ricordo proprio la presenza del Carabiniere eroe, che è arrivato quando tutti sono stati salvati e si stavano recuperando i cadaveri in mare. Ma qui solo Alberto Proietto, che ho avuto l’onore di incontrarlo in spiaggia sabato mattina, può supportare meglio l’intera vicenda. Ma una cosa è certa, ricordo bene e le immagini lo confermano, Alberto e Davide con una velocità impressionante, hanno salvato molte vite, come ha citato Paolo nel suo articolo, ci portavano i poveri migranti sulla battigia, ma noi inesperti, sicuramente abbiamo fatto qualcosa di sbagliato nel tentativo di rianimarli, come per esempio fare un massaggio cardiaco con i polmoni pieni di acqua (questo aspetto ancora non mi fa dormire la notte). Solo grazie al successivo intervento di mia zia Carole Yates, ex caposala infermiera dell’ospedale Paternò Arezzo di Ragusa, ci ha spiegato cosa fare con i sopravvissuti per poterli aiutare a espellere l’acqua nei polmoni. Per i morti purtroppo non c’è stato nulla da fare, perchè anche lei si è resa conto che servivano strumenti che solo una unità del 118 avrebbe potuto fornire. Abbiamo aspettato più di un’ora, prima di vedere una divisa ospedaliera. Abbiamo visto solo forze dell’ordine che sono arrivate molto dopo, alcuni con i manganelli, anche i vigili del fuoco, ma la divisa più importante che aspettavamo arrivasse in quei minuti preziosissimi, è arrivata molto dopo, quando i morti già riposavano in pace……Grazie

    Massimiliano Di Fede

  13. Caro massimiliano,l’abbiamo capito che ce lai tanto con quelli del 118 ,bisogna capire perche’ come dici tu sono arrivati cosi tardi,visto che sei cosi sicuro di cio’ che dici ,fai una denuncia .Tanto le chiamate sono tutte registrate se la chiamata al 118 fosse arrivata alla 9,30 tranquillo che al massimo sarebbero arrivate i soccorsi per le 9e45,quindi vedi cosa ce sotto ed a che ora e stata avvisata la centrale operativa.tu stesso dici che hai subito avvisato la capitaneria di porto non pensi che la prima chiamata la dovevi fare al 118?e poi un’altra cosa ma se tanto c’era da fare su quella spiaggia avevi pure il tempo di riprendere con la videocamera ….

    • Mi dispiace che la pensi così, non ho accusato quelli del 118, ma è palese che il sistema non funziona. Nell’articolo c’è un errore, Davide Roccasalva ha chiamato la capitaneria per far si che le motovedette potessero raggiungere i migranti e salvarli, cosa che non è avvenuta. Il barcone indisturbato vagava nelle nostre acque, passando tranquillamente davanti all’isola di Gozo e arrivando a 30 metri dalla spiaggia. Pensaci un attimo, un terrorista che vuole colpire il mondo occidentale, con un barcone può indisturbatamente mettersi su un barcone con una bomba nucleare magari e arrivare fino alle nostre coste. Dicono che per intercettare un barcone di legno è necessario che i migranti utilizzino un telefono satellitare. Loro non lo hanno utilizzato per non farsi intercettare, questo significa che le nostre coste sono un colabrodo. Il ritardo dei soccorsi lo imputo sicuramente ad una mancanza nel gestire questo tipo di evenienza. Sarebbe bastato che ci fossero nei sette minuti che il prefetto di ragusa dice che erano già sul posto, il pronto intervento per effettuare una tracheotomia per far uscire l’acqua dai polmoni e un defibrillatore per la rianimazione, oltre al personale preposto. Per quanto riguarda le immagini da me filmate, ti dico che fortunatamente ci sono, per ridimensionare la figura del carabiniere eroe che vi è stata creata ad hoc e ,per evidenziare una falla nel sistema davvero macroscopica. Per quanto mi riguarda, sono tranquillo con la mia coscienza dato che le tre persone salvate da Alberto Projetto, sono state da me accolte sulla battigia e insieme ad un’altro migrante le abbiamo aiutate ad espellere tanta acqua dai polmoni. Ma per gli altri più gravi non avevamo l’esperienza e le nozioni tali per poterli rianimare, che ci sono morti li sulla battigia senza che potessimo fare nulla. Le mie immagini parlano chiaro e non hanno bisogno di commenti ed evidenziano con quale difficoltà operavamo (infatti il filmato è molto mosso, proprio perchè dovevo naturalmente occuparmi dei superstiti del naufragio.
      Credimi se quella mattina fosti stato lì, avresti parlato diversamente, ma rispetto il tuo punto di vista.

  14. Queste reazioni vergognose si stanno vedendo troppo spesso,anche questa estate passata ,abbiamo visto bagnanti prendere il sole davanti ad un cadavere coperto da un asciugamano,morto xchè colpito poco prima da un malore…….quasi quasi mi vergogno di essere (ITALIANO)l indifferenza odierna è dovuta ad una vita ogni giorno sempre più nevrotica,ma ciò non vuol dire di restare ignari davanti a queste evidenze della vita..come li educate i vostri figli!!!!!!!!!e sè un giorno saranno propio loro ad aver bisogno !!!!!Queste persone si devono vergognare e fare un pò di MEA CULPA.

  15. Voglio credere che pensava stessero girando l’ennesima puntata di Montalbano e che il tutto era una fiction…se non fosse così naufragherà anche lei nell’oceano della coscienza

  16. Infatti fa rabbrividire la signora che corre, ma perché colui che riprende la scena? non ha sulla coscienza qualche vita barattata con qualche minuti di filmato ?insomma vittime inconsapevoli di fiction e reality

    • Si ti rispondo, la scena della ragazza che fa footing è stata ripresa quando già tutto era finito e stavamo rianimando i superstiti e, cioè quando ero assistito da mia zia, una ex infermiera e un migrante a cui ho dato la mia camicia perchè stava andando in ipotermia con i suoi vestiti bagnati e che gli ho fatto subito togliere. Tutto questo perchè dopo 30 minuti ancora non si vedevano coperte asciutte e abbiamo dovuto coprire i migranti con le nostre asciugamani e le nostre coperte, insufficienti naturalmente per tutti. Quindi sono tranquillo che nel mentre ho filmato quella donna, nessuno nel frattempo è morto, o meglio già i tredici riposavano in pace.

      • Questi due commenti sono la sinstesi di tutto un inutile polverone alzato solo per il piacere di fare polemica.
        Confermo che anche io avrei continuato a correre e che le mie emozioni me le tengo per me. Trovandomi davanti ad una scena del genere, già compiuta, dove già i soccorsi erano arrivati, dunque fra cadaveri, soccorritori, CURIOSI e giornalisti, certamente anche io avrei preferito NON ESSERE DA INTRALCIO pregare in silenzio ed defilarmi, fine. Non avrei certo scelto di fermarmi per stare li ancora di più. Non ho voluto vedere i cadaveri di amici e parenti non avrei certamente voluto vedere quelli di sconosciuti.
        Le emozioni e le reazioni sono troppo personali e soggettive, non potete avere la presunzione di giudicare, la vergogna siete tutti voi che vi indignate a gran voce neanche li avesse ammazzati lei, quei poveretti.

  17. salve a tutti,
    premetto che non voglio assolutamente alzare polemiche di nessun genere. Ciò che è successo è sconcertante ma l’indifferenza di quella donna come avete visto tutti è reale e non si può far altro che prendere atto che nel mondo esiste di tutto. Ovviamente, come tutti voi, non condivido affatto quel comportamento.
    Scrivo per sapere se l’articolo che sta girando in rete è vero: pare che una giovane donna sia in fin di vita per aver subito violenza dai suoi stessi compagni di “viaggio”. Io spero con tutto il cuore che sia una cosiddetta bufala, questo episodio forse non ci riguarda da vicino come italiani ma ci riguarda tutti come esseri umani. Sia chiaro: non voglio mettere in discussione il comportamento di chi si è prodigato nel salvataggio, io avrei fatto lo stesso! Vorrei solamente capire se è vero quello che si legge e cosa ne pensate.

  18. Spero che a nessuno di voi venga mai affidato il ruolo di giudice, fosse anche in una gara tra scarafaggi a chi va più veloce: da 2 secondi di filmato in cui si vede una donna correre VERSO la scena di un dramma (nessuno sa cosa abbia fatto dopo, se si sia fermata o meno, se sia stata presa dal panico od altro) si arriva a consigliarle di buttarsi dal ponte…in altre parole : Io sono buono, tu sei cattivo, vorrei che tu morissi….non fa una piega no?

  19. Credo che si stia distraendo l’attenzione dal vero problema, che è la situazione del medio oriente che porta agli sbarchi di questi esseri umani che sono, per la maggioranza, veri e propri PROFUGHI. E’ altrettanto chiaro che la risposta al problema non la possono dare i cittadini siciliani né i singoli comuni o le isole minori intertessate. Questa è una emergenza a carattere continentale che deve essere risolta da tutta l’Europa. Quanto detto naturalmente non giustifica la mancanza di solidarietà, almeno morale, che deve essere data alle vittime di questa tragedia; ma ripeto, è il problema minore

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