La crisi può migliorare la qualità di vita!

La crisi non solo ha cambiato le abitudini di vita riducendo le gioie, ma ha anche modificato le manie degli italiani e tra queste quelle dello shopping “leggero” al supermercato. Niente più carrelli traboccanti alle casse, nessuno più si arrampica sugli scaffali per prendere un articolo di cui non si vede il prezzo e soprattutto nessun regalino per il partner al di fuori delle ricorrenze. Fino a pochi anni fa, recarsi al supermercato era un vero e proprio modo per gratificarsi e non si badava solo all’utile, ma anche al piacere di acquistare. Adesso fare la spesa è divenuta un’attività pianificata e indispensabilmente ponderata. I cittadini non scelgono più il supermercato più vicino casa, ma quello che presenta prezzi più convenienti e i discount da punti di vendita per la classe meno abbiente, si sono trasformati in supermercati per tutte le fasce sociali. Fortunatamente la maggioranza degli italiani non deve (almeno per il momento) rinunciare alla carne e alla verdura, ma nonostante ciò nelle nostre regioni si tende comunque a scegliere prodotti ad un prezzo inferiore talvolta sacrificando perfino un po’ di qualità. Qualcosa di positivo però c’è. Tanto per cominciare, come dicono gli Istituti Nazionali delle Statistiche, la carne bianca proprio perché costa meno, rispetto al passato viene preferita a quella rossa e questo fa bene alla salute; inoltre gli sprechi sono un’eccezione e non una regola come un tempo e infine, non per questo meno importante c’è da annoverare il fatto che in tanti hanno ripreso la sana abitudine di preferire una cena intima (magari con i prodotti acquistati al discount) a quella al ristorante. Insomma evitare gli sprechi, può essere anche un modo per migliorare la nostra qualità di vita e perché no, anche l’intimità .

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Enza Iozzia modicana di origini, dal 2001 vive a Piacenza. Nello stato di famiglia risulta sposata con 2 figli. Professionalmente è impegnata nel sociale. Per apparire nelle varie testate giornalistiche si è "inventata" un nuovo modo di fare cultura Il suo motto: Non è l'arte a rendere la donna diva, ma è la DONNA a rendere l'arte divina.

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