La festa…

Le feste paesane sono belle, perché consentono alla comunità cittadina di riavvolgere il filo della storia e rivivere le emozioni, le sensazioni,  le speranze e l’atmosfera degli avi, in un rapporto di continuità tra passato e presente. Questa continuità è l’humus nel quale fiorisce l’identità stessa di un territorio.

La festa si alimenta di gesti e riti simbolici, tanto più efficaci se fedeli a se stessi, secondo il concetto, comunemente definito e riconosciuto, di tradizione. Per tale motivo comprendo chi, nei giorni scorsi, ha manifestato perplessità e critiche rispetto alle sedicenti “innovazioni” introdotte in occasione della Pasqua. Comprendo la preoccupazione di chi ha visto, in queste “innovazioni”, una forma di potenziale e deleteria inflazione del fenomeno folcloristico, da cui scaturisce la perdita di “genuinità”, cioè la perdita dell’ingrediente più attrattivo che il nostro territorio offre da un punto di vista turistico.

Non entro nel merito perché non ne ho la competenza. Mi limito solo a considerare e sottolineare come a  Modica il comune sentimento di partecipazione alla festa è cambiato, principalmente nei toni, trasformandosi in oggetto di vero e proprio fanatismo. Alla base di questa evoluzione insiste, a mio avviso, un impulso oscurantista e regressivo, che ha messo in discussione i capisaldi della proverbiale “modicanità”: equilibrio, moderazione, eleganza. Non aggiungo altro.

Scendendo più nel pratico, il momento della festa cittadina stravolge le esigenze individuali, creando problemi noti ma ancor più acuiti dall’eccesso di cui parlavo prima: difficoltà di reperire parcheggi nel centro storico, difficoltà di spostamento da e verso la zona nuova della città, il tutto aggravato dalla presenza del trenino barocco e dalla totale mancanza di un sistema alternativo di mobilità, anche provvisorio.

Chi ci amministra, oggi, ha introdotto una pratica maniaco-compulsiva del festeggiamento, incentivando i comitati di quartiere a celebrare, con sempre maggiore (e forse incontrollata) esuberanza, i riti di appartenenza, ma non ha approntato un sistema gestionale adeguato. In questo modo è invalsa la totale confusione, da cui anche piccoli ma significativi episodi di isteria, liti, discussioni, lamentele. Ieri, ad esempio, per percorrere i pochi metri che separano la chiesa di Santa Maria da Piazza Monumento (la strada del castello era interdetta alla circolazione), si è creata una fila di un’ora. Non vi dico, poi, per trovare un parcheggio. La città era letteralmente invasa dalle automobili che si districavano nel traffico e si contendevano le strade con la processione dei piccoli portatori di San Giorgio, la banda musicale e il solito immancabile codazzo di fedeli.

Sullo sfondo una parola sola: caos.

Ora, è evidente che se una città vuole investire tutte le sue energie puntando sui momenti di raccoglimento collettivo, deve anche essere in grado di gestirne l’eccezionalità.

Non ci si può limitare a spendere i pubblici danari in faraonici spettacoli pirotecnici, rassegne bandistiche e processioni mini, maxi, diurne, notturne, pomeridiane e dei “filinoni”, senza assumere preventivamente gli opportuni accorgimenti.

Certamente mi rendo conto che questi sono “gli ultimi colpi” prima che tutto cambi e che la smania di presenzialismo ad oltranza ha assorbito ogni energia, ma è anche vero che la precarietà di queste ore non può giustificare una faciloneria ai limiti dell’incoscienza.

Ciò premesso, sono consapevole che noi comuni mortali dovremo, oggi, affrontare con coraggio le lotte gladiatorie per contenderci l’ultimo lembo di marciapiede su cui posteggiare l’auto, rigorosamente lavata a specchio in vista dell’uscita domenicale. Ci recheremo sulla scalinata di San Giorgio e grideremo a squarciagola “chi ‘mputtamu a nuddu?”, presi dai fumi di una esaltazione ogni anno sempre più smodata. A questa domanda Lui, il Signore della Festa, si girerà di scatto verso il suo fedelissimo sbottando: “ma chisti, cu tutti  i soddi ca ci staiu spinniennu ppe fuochi e ppa festa, ancora nun s’onsignaru u ma nomu?”.

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