La figlia in braccio, il killer che spara alle spalle: così la mafia uccise il capitano Basile

La figlia in braccio, il killer che spara alle spalle: così la mafia uccise il capitano Basile.

Sono le due di notte del 4 maggio 1980 – 41 anni oggi. Si è quasi addormentata quella bambina che, in braccio al padre, si accorge dell’arrivo di un uomo e non comprende cosa stia per accadere: si tratta di un killer della mafia, e spara, mancandola per un soffio. Il padre, il capitano dei carabinieri Emanuele Basile, si accascia a terra, mentre esplodono i fuochi d’artificio che chiudono la festa del Santissimo Crocefisso a Monreale.

Lei, la bimba oggi donna, si salverà per miracolo. Lui, uno dei più stretti collaboratori del dottor Borsellino. Ed a raccontare i giorni immediatamente successivi a quella tragedia è stata la moglie di Paolo Borsellino, Agnese Piraino Leto, che nel libro scritto a quattro mani con Salvo Palazzolo ricostruisce quella notte terribile.

“Paolo che sbatte i pugni sul tavolo. Paolo che piange per la morte del Capitano Basile. Paolo che diventa serissimo e che mi dice che niente sarà più come prima finché non scoprirà i delitti di Palermo”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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