La mafia dell’anno 2017 (di Salvatore Calleri)

La mafia nel 2017 che fa?

Tempo di analisi. Tempo di report. Tempo di ricordi nel 25ennale delle stragi ed una domanda comunque sorge spontanea… La mafia dell’anno 2017, cosa fa? Come si comporta? Ha smesso di sparare?

Dobbiamo accantonare ogni visione ideologica che talvolta è presente in molti soggetti che lottano la mafia, sia che questi siano istituzionali, sia che siano sociali che porta da un lato a fare classiffiche e dall’altro ad enunciazioni del tipo la mafia non spara più.

La mafia in tutte le sue forme, ne sono classificabili diverse, muta come mutano i virus ed ogni giorno di più è tranquillamente confondibile con la criiminalità organizzata, con i gruppi narcos e con i c.d. deviati. Ricicla a go go e non disdegna le grandi truffe. Ma quando serve spara. E’ arcaica e moderna. Le norme che mirano al contrasto ed i magistrati del giudicante dovrebbero tenerne conto.

La mafia è come una medaglia magica che cambia faccia a seconda di quello che serve.

La faccia dei colletti bianchi per passare alla faccia degli sparanti, a quella narcos, a quella degli affari, a quella della politica. Pensare che una faccia prevalga su un’altra è un errore. Le facce della mafia vengono usate quando serve usarle.

Se non si è in grado di comprenderlo non siamo in grado di combatterla come si deve. E’ bene essere chiari in proposito.

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