La nuova mappa mafiosa della DNA su Ragusa: “diverse indagini in corso” con nuovi pentiti

Nel territorio ragusano continuano ad essere operativi il gruppo della “Stidda” e quello di “Cosa Nostra”

(questo ultimo ha ripreso le proprie attività dopo una “leggera contrazione” registrata l’anno scorso).

Sono le parole contenute nella Relazione della Direzione Nazionale Antimafia, presentata ieri al Senato dal Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti.

La Dna precisa che gli stiddari fanno sempre riferimento al capomafia Filippo Ventura e, più in generale, alla famiglia Ventura (LEGGI LA MAPPA CRIMINALE DEL CLAN VENTURA) e sono presenti a Vittoria, Pozzallo e Comiso.

“Attraverso i propri referenti – precisa la Dna – operano nel settore delle estorsioni, del traffico delle armi e di quello degli stupefacenti”.


A Vittoria è da poco stato arrestato dalla Polizia, va ricordato, il reggente del clan Ventura, Gionbattista Ventura (detto u zu Titta o Titta u marmararu ed è fratello di Filippo) che dovrà scontare prima otto mesi in galera a Ragusa e poi tre anni a lavorare la terra, in un altro istituto detentivo. A far parte della famiglia Ventura e con diversi pregiudizi penali, ci sono anche i figli di Filippo, Jerry ed Angelo Elvis, oltre al figlio di Gionbattista, Angelo u Checco.

Sempre su Vittoria nell’ultimo anno, rileva la Dna, è stato sgominato dalla Polizia il gruppo Consalvo (Giacomo, Michael e Giovanni), ritenuti “vicini” al clan Dominante e accusati di estorsione ai danni di operatori del mercato ortofrutticolo di Vittoria ed altri reati (LEGGI L’ARTICOLO).

Il gruppo di Cosa Nostra, ricorda la Direzione Nazionale Antimafia, sarebbe stato depotenziato dopo l’operazione “Guardiania” e gli arresti di Massimiliano Avola, Francesco Guastella, Enzo Rotante, Gianluca Rotante e Santo Ruggeri (sovrintendente di polizia dell’ufficio denunce del commissariato di Vittoria).

Nel territorio di Vittoria, infine, “è stata peraltro registrata la presenza di cittadini extracomunitari – riferisce la Dna – che hanno dato vita a sodalizi finalizzati al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish)”.

La conclusione della parte su Vittoria fa molto sperare: “diverse sono le richieste di misure cautelari pendenti davanti al GIP e le indagini ancora in corso in relazione riservata” anche grazie a nuovi collaboratori di giustizia.

COMISO

Mario Campailla (u checco)
Mario Campailla (u checco)

Il gruppo della “Stidda” a Comiso continuerebbe ad essere sotto il controllo della famiglia Campailla (Mario Campailla, detto u Checco, è stato arrestato dalla Polizia pochi mesi fa).

 

SCICLI

Il comune di Scicli è

, come si sa, sciolto per mafia e retto da Commissari che stanno cercando di condurre un risanamento della macchina amministrativa che era totalmente compromessa.

A Scicli, ribadisce ancora una volta la Dna, si era affermato il gruppo mafioso di Franco Mormina.

Il sodalizio criminale, avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento in cui versavano le vittime, ha imposto il suo controllo, compromettendone anche la regolare attività, sull’azienda che aveva l’appalto per la raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Scicli.

Gli esiti delle indagini hanno peraltro accertato l’esistenza di contatti tra alcuni degli indagati, raggiunti da provvedimento restrittivo, e politici ed amministratori locali (su tutti l’ex Sindaco Francesco Susino) con il quale, Franco Mormina – si legge nella Relazione – , aveva canali preferenziali.

Del gruppo fanno parte: Ignazio Mormina, 26enne figlio di Franco Mormina, anch’egli netturbino per il Comune di Scicli; Gianni Mormina, 46enne fratello di Franco, anch’egli netturbino per il Comune di Scicli; Giacomo (detto Giacomino) Fidone, 45enne pluripregiudicato sciclitano già ristretto in carcere per altre gravi vicende giudiziarie; Ugo Lutri (considerato il “bombarolo”), 54enne pluripregiudicato sciclitano con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso ed altro.

Per la questione droga e nel filone iniziale dell’inchiesta sono coinvolti anche i Gesso, su tutti Roberto Gesso, considerato dagli inquirenti come il capo insieme a Franco Mormina.

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